23 Maggio 2019
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Venerdì, 28 Marzo 2014 21:48

Caso Marò

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non saranno accusati di terrorismo. P. Chigi: "Immediato ritorno in Italia"

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"La Corte Suprema indiana - si legge in una nota del governo - ha oggi ritenuto legittima l’istanza presentata dai due Fucilieri Latorre e Girone e si è riservata di decidere nel merito. La posizione del governo italiano resta immutata nel rivendicare con forza la giurisdizione italiana sulla vicenda e nel chiedere l’immediato ritorno dei nostri militari in Italia". E si sottolinea che "il governo continuerà a svolgere tutte le azioni internazionali utili a raggiungere quanto prima entrambi gli obiettivi".

La Corte suprema indiana ha accolto il ricorso dei due marò contro l'utilizzo della polizia Nia antiterrorismo e ha sospeso il processo a loro carico presso il tribunale speciale. L’effetto immediato di questa decisione presa dai giudici B.S. Chahuan e J. Chelameswar è stato di sospendere l’avvio del processo presso un «giudice speciale» di New Delhi e ulteriori azioni legali almeno per quattro settimane. L’udienza, già fissata al 31 marzo, sarà quindi annullata in attesa della pronuncia della massima istituzione giudiziaria indiana. 

Si apre uno spiraglio per Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Con l’ambasciatore Daniele Mancini da tempo a Roma richiamato per consultazioni, con le notizie trapelate di molteplici note verbali inviate dall’Italia al ministero degli Esteri indiano per manifestare insoddisfazione e rivendicare la giurisdizione sul caso. Nel ricorso si contestava la mancanza di specifici capi d’accusa nonostante siano passati oltre due anni dall’incidente e i due marò chiedevano di potersi trasferire in Italia in attesa dell’inizio di un eventuale processo. Il ricorso accolto oggi dalla Corte Suprema indiana “contesta in toto il diritto dell’India a condurre l’inchiesta e a giudicare i marò” hanno spiegato fonti legali all’Ansa al termine dell’udienza. L’avvocato dei marò Mukul Rohatgi ha spiegato “sono molto soddisfatto perché siamo riusciti a far accogliere la nostra posizione e a bloccare la presentazione dei capi di accusa da parte della polizia antiterrorismo Nia”. Ha detto l'inviato del governo Staffan De Mistura "in questa vicenda abbiamo avuto troppi alti e bassi e non voglio ancora commentare la decisione che la Corte Suprema ha preso questa mattina. Dobbiamo reagire con glacialità, ma spero con efficacia".

Una questione quella dei marò sollevata ieri anche dal premier Matteo Renzi con il presidente Usa Barack Obama. “Abbiamo parlato della vicenda dei due marò illegalmente trattenuti in India. Ho ringraziato il governo degli Usa per il supporto dato in questa fase di discussione internazionale e ho chiesto al presidente Obama di poter contare su un ulteriore appoggio e sostegno” ha detto Renzi in conferenza stampa. Schierata al fianco dell’Italia c’è anche l’Ue: “L’Europa è pienamente impegnata per risolvere il problema – aveva assicurato il vicepresidente della Commissione Ue Antonio Tajani – e dovrà continuare a farlo perché credo che la sua voce può dare un contributo importante rafforzando la posizione di uno Stato membro”. 

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