17 Settembre 2019
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Mercoledì, 19 Marzo 2014 22:07

Berlusconi non è più Cavaliere del lavoro, si era autosospeso prima della decisione della Federazione

Un grande castello di sabbia che velocemente cade giù, non ha più i requisiti richiesti per il cavalierato.

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Per oltre venti anni tutta Italia alla parola Cavaliere pensava immediatamente a Berlusconi, il più famoso tra i cavalieri, da oggi dovremmo abituarci a sentirlo chiamare semplicemente Dottore o per i tifosi del Milan Presidente, oltre le cariche politiche all’interno della sua creatura partito. Una serie di titoli che nel giro di due anni si sono frantumati come porcellana finissima che cade a terra, prima Presidente del Consiglio, poi Senatore, infine Cavaliere, titolo che gli venne riconosciuto per meriti del lavoro, per il settore edile e delle telecomunicazioni, nel lontano 1977, inoltre in questo ultimo periodo Silvio Berlusconi ha perso anche il titolo di candidato alla guida dello Stato, il vero incubo di oltre la metà degli italiani, solo il caso elettorale ha voluto che le elezioni del Presidente della Repubblica si siano svolte sempre quando era il centrosinistra ad avere la maggioranza dei grandi elettori, e le destre hanno avuto la maggioranza dei grandi elettori sempre quando non c’era in calendario l’elezione del Presidente della Repubblica.

Il titolo di Cavaliere della Repubblica è consentito a chi ha una specchiata condotta civile e sociale, che opera nel settore per il quale la decorazione è proposta da almeno vent'anni, aver adempiuto agli obblighi tributari e di aver soddisfatto tutti gli obblighi previdenziale e assistenziale a favore dei lavoratori, è evidente che per la Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, che ha esaminato il caso dopo la decaduta da Senatore per la condanna definitiva di frode fiscale, qualche requisito è venuto a mancare.

La Federazione ha con sollievo accettato l’autosospensione di Silvio Berlusconi, non dovendolo quindi mortificare con la revoca del titolo per indegnità, è così evitata, per ora, all’ex Senatore Cavaliere, la stessa sorte di Calisto Tanzi che si vide revocare per indegnità la nomina proprio da Giorgio Napolitano. Il percorso di revoca è cominciato tempo fa, senza molte luci, poi è esploso un caso mediatico anche grazie al Movimento 5 stelle che sollevava più volte se non fosse il caso di togliere a Berlusconi il titolo per indegnità. Da oggi quindi Il Dott. Silvio Berlusconi non potrà più essere chiamato cavaliere

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