20 Febbraio 2019
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Venerdì, 17 Gennaio 2014 09:15

Le armi chimiche siriane passeranno per Gioia Tauro

Il Sindaco di Gioia Tauro avverte di essere disposto a bloccare l’attività portuale pur di non farle stazionare

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Stamattina al TG1 delle 7 il Sindaco di Gioia Tauro, Renato Bellofiore, è stato lapidario “quelle armi di distruzione di massa da qui non passeranno, sono disposto anche a bloccare l’attività portuale". Ancora più duro il parere del Governatore della Regione Calabria, Scopelliti è una scelta da guerra civile”. L’Opac (Organizzazione per la proibizione delle Armi Chimiche) e recente premio Nobel per la Pace, ha dato la notizia secondo la quale le armi chimiche sottratte in Siria, armi di distruzione di massa arriveranno nel porto di Gioia Tauro a fine gennaio, per essere trasferite su una nave americana che poi provvederà allo smaltimento in acque internazionali. La conferma della dichiarazione del capo dell’OPAC Ahmet Uzumcu, è venuta dai Ministri Lupi e Bonino, i quali hanno assicurato che la popolazione non corre nessun rischio e può dormire sonni tranquilli.

Ma i Sindaci della costa calabrese, soprattutto Gioia Tauro e San Ferdinando, il sonno lo hanno perso fino al punto che stanno pensando di bloccare tutte le attività portuali pur di scongiurare questa possibilità. Le armi siriane di distruzione di massa, che provocano morte dopo atroci sofferenze, blocco delle vie respiratorie e convulsioni, stanno per essere caricate a bordo di navi danesi e norvegesi; al momento sono state già caricate 16 delle 560 tonnellate previste, una volta terminato il carico la partenza per l’Italia (che aveva offerto a Dicembre la propria disponibilità) per il trasferimento sulla nave americana Cape Ray; i carichi avranno la scorta di navi cinesi e russe.

Il portavoce del OPAC assicura che le armi chimiche non toccheranno neanche per un minuto il suolo italiano. Ma la polemica aumenta mano a mano che passano le ore. Il governatore della Calabria afferma che a tutt'ora nessuno gli ha ancora comunicato nulla, e che se tutto questo è vero è stata una scelta poco democratica e calata dall'alto: "Non vogliamo essere considerati cittadini di serie B e nel nostro circondario non c’è neanche un ospedale attrezzato nel malaugurato caso dovesse avvenire qualcosa di grave".

Getta acqua sul fuoco il Ministro degli Esteri Emma Bonino che assicura la sicurezza di tutta l’operazione e conferma che quella che avverrà nei prossimi giorni sarà "la più grande distruzione di armamenti chimici della storia". L’Opac preme per una rapidità dell’operazione che in Siria, anche a causa di condizioni climatiche e del continuare della guerra civile in corso che potrebbero rinviare a tempi lunghi lo smaltimento di tutte le armi, lasciandole così in un territorio pericoloso e poco gestibile. “Vi immaginate cosa potrebbe accadere se gruppi ribelli mettessero le mani su quelle sostanze?” ha continuato nella sua dichiarazione Ahmet Uzumcu,  concludendo “bisogna fare presto; qualunque sia il porto prescelto per questa circostanza non si corre alcun pericolo". Ma in Calabria la pensano diversamente e infatti si stanno cominciando ad organizzare comitati contro questa scelta.

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