15 Dicembre 2017
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Giovedì, 12 Ottobre 2017 14:59

Giornata Internazionale delle Bambine. In evidenza

Mettiamo che nasci donna. Mettiamo che nasci donna e povera. Mettiamo che nasci donna, povera e nel sud del mondo.

Scritto da  Michela Belli
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E, adesso, prova a dire che del femminismo non abbiamo più bisogno. L’11 ottobre è, così come voluto dall’Assemblea delle Nazioni Unite, la giornata internazionale delle bambine. Un evento che ci invita a riflettere sui milioni di bambine e giovani ragazze vittime di abusi e violenze.

Ogni giorno a una bambina del sud del pianeta, viene violato il diritto all’istruzione, uno di quei diritti così inalienabili nella nostra parte di mondo, da sembrarci sottinteso. Mentre accompagni tua figlia a scuola che si lamenta perché il compagno di scuola le ha tirato i capelli e l’insegnante è ingiusta, pensaci.131milioni di bambine e giovanissime ragazze, non hanno la possibilità di frequentare la scuola (dati UNESCO 2015). Di queste, 32 milioni sono bambine in età da scuola primaria e di queste, i due terzi vivono in Africa. Numeri alla mano, 19 milioni di bambine e di ragazzine in Africa, non vanno a scuola.

Sono quelle stesse bambine che vengono vendute al migliore offerente, al marito che diventerà loro padrone, le sfrutterà come animali da soma nel compito di mettere al mondo più bambini possibile in età pre adolescenziale per poi sperare di non essere vendute, come merce di seconda mano, ad un altro offerente. Sono vendute e non possono metter bocca sul loro prezzo, probabilmente non sanno di essere inestimabili, come invece ben sa tua figlia. Così tanto grande è la fortuna che tocca a chi nasce nella nostra parte di mondo.15 milioni di bambine, 28 bambine al minuto, 1 ogni 2 secondi è venduta ed è costretta a sposarsi. 16 milioni la mamme preadolescenti che, per la loro troppo giovane età, rischiano di morire di parto. Sono le stesse bambine che raggiunti i 20 anni, probabilmente, rischieranno la loro vita nel deserto e nel Mediterraneo per poi vendersi sulle tue strade italiane in un misto patetico e miserabile di rassegnazione ed inconsapevolezza. Sono le stesse mamme bambine che non matureranno mai la giusta consapevolezza di sé e conoscenza del mondo per crescere, con gli strumenti adeguati, le loro figlie in un pericoloso e infinito circolo vizioso.

E, allora, vale la pena ricordarsi sempre, ma soprattutto in giornate come questa, che il femminismo è una battaglia ancora viva e non un’obsoleta dottrina sociopolitica con la quale le donne hanno cercato l’emancipazione. Vale la pena pensare che siamo nel 2017 e 88 anni fa, nel 1929, Virginia Woolf pubblicava il meraviglioso saggio “Una Stanza Tutta Per Sé” pensando che nel futuro la posizione della donna sarebbe evoluta e, invece, anche oggi, se grattiamo via la crosta, abbiamo ancora bisogno di soldi e di una stanza tutta per sé, per uscire dal patriarcale silenzio al quale, per secoli, siamo state relegate. Non solo in Africa, a dirla tutta.

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