21 Ottobre 2017
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Venerdì, 29 Settembre 2017 12:35

Omicidio. No all’ergastolo, se il figlio è adottivo. In evidenza

È il caso di un Moldavo, che nel 2013, uccise il figlio che tentò di difendere la madre.

Scritto da  Michela Belli
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Una sentenza che scandalizza ogni genitore, eppure, la Cassazione ha ben applicato la legge. Infatti, per il Codice Penale, resta la distinzione tra figli legittimi e adottivi. Non esistendo rapporti di consanguineità, decade l’aggravante specifica e, quindi, anche la possibilità di condannare all’ergastolo. Andrei Talpis, 57 anni, moldavo, più volte era stato segnalato dalla moglie alle forze dell’ordine per aggressioni domestiche. La notte del 26 novembre 2013, reiterava nella sua furia ai danni della moglie. Anche quella notte, rincasò alle 4, completamente ubriaco e, si lanciò verso la moglie nella sua furia. Il figlio cercò di difendere la madre e rimase ucciso per mano del padre. L’arma un coltello da cucina.

Lo scorso marzo per questo caso, la Corte europea dei diritti umani, aveva già condannato l’Italia, a pagare alla signora Talpis, 30.000 euro di danni morali e 10mila di spese legali per non avere fatto tutto il necessario per proteggere lei e i figli, da quell’uomo violento. Nello specifico, i giudici di Strasburgo hanno sentenziato da parte dell’Italia: violazione dell’art.2 (diritto alla vita), 3 (divieto di trattamenti inumani e degradanti) 14(divieto di discriminazione) della Convenzione europea dei diritti umani.Secondo la Corte europea, ha ritenuto che la donna fosse stata discriminata in quanto donna a causa del mancato intervento elle autorità: “[…] che hanno sottovalutato (e quindi essenzialmente approvato) la violenza in questione”.

Le due sentenze sembrano essere molto lontane e appartenere a due casi diversi. È l’ennesimo caso in cui si scopre una falla nella giustizia italiana. Un gap normativo che, si auspica, dovrà essere colmato nel più breve tempo possibile.

L’amore di un genitore verso il proprio figlio e la sua responsabilità per la sua esistenza, non conosce consanguineità, né modalità di concepimento.

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