20 Gennaio 2019
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Giovedì, 10 Marzo 2016 11:40

Caso migranti: non ci sono evidenti flussi sulla rotta adriatica

Con la chiusura della porta dei Balcani occidentali al flusso dei migranti, si accentuano i timori tra i Paesi europei per l'attivazione di nuove rotte.

Scritto da  Roberta Di Maria
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Il ministro dell'Interno Angelino Alfano cerca di minimizzare l’allarme, mentre la Turchia ci tiene a precisare la propria posizione rispetto all'Ue. Il ministro Angelino Alfano giunto al consiglio affari interni Ue afferma come fino a questo momento non ci sia evidenza di questo flusso enorme di migranti in arrivo sulla rotta adriatica. Alfano contuinua: "Siamo abituati a fare le previsioni ma anche ad osservare la realtà. La logica ci suggerisce", che con la chiusura della rotta balcanica, "si potrebbe aprire una rotta. Questo però ce lo fa dire la logica, ma oggi non i fatti". "Stiamo lavorando per rimuovere il presupposto che potrebbe determinare questa cosa negativa", prosegue il ministro. "Tutto il lavoro che è stato fatto in questi giorni con la Turchia serve ad evitare proprio questo. In più noi stiamo lavorando con l'Albania, il presidente del Consiglio col primo ministro albanese ed io col ministro dell'Interno albanese che è venuto a Roma la scorsa settimana, e nei prossimi giorni andrò anch'io in Albania, per lavorare assieme". L'accordo di riammissione in discussione con l'Ue preannuncia che "il numero di migranti che saranno rimandati alla Turchia non è di milioni" bensì di "decine di migliaia". Questo è quanto ha reso pubblico all'agenzia statale Anadolu il ministro degli Affari Europei di Ankara, Volkan Bozkir. Secondo l'accordo di riammissione in discussione con l'Ue "la Turchia non riprenderà i rifugiati che si trovano già sulle isole greche", ma verranno accolti soltanto coloro i quali arriveranno a partire da una data futura, ancora da decidere. Facendo un resoconto di questi primi mesi, nel 2016 sono sbarcati in Italia 9.307 migranti, in leggero aumento rispetto ai 9.117 dello stesso periodo dello scorso anno. Circa 16.080 sono state le domande di asilo esposte dal primo gennaio al 4 marzo di quest'anno. Se si dovesse precedere con questi numeri, si supererebbero largamente le oltre 80mila presentate l'anno scorso, che già di per sé, erano state il 30% in più di quelle del 2014. A mostrare gli ultimi numeri sull'immigrazione è stato il sottosegretario all'Interno, Domenico Manzione, in audizione al Comitato Schengen. Manzione ha indicato come oltre a quello via mare, è “attivo” anche un flusso via terra. In prevalenza si tratta di afgani e pachistani di rientro dall'Austria: quelli rintracciati tra il primo gennaio e qualche giorno fa, sono stati 1.654. Come già registrato nella seconda parte del 2015, anche per quanto riguarda l’anno in corso, gli sbarchi di siriani ed eritrei sono fortemente diminuiti, "dal momento che queste nazionalità preferiscono decisamente la rotta balcanica", ha spiegato il sottosegretario. Attualmente, i migranti provengono per lo più da Gambia, Senegal, Mali, Guinea, Costa d'Avorio, Marocco, Somalia, Sudan e Camerun.

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