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Lunedì, 01 Febbraio 2016 09:14

Napoli, alle primarie farsa del Pd, Valeria Valente sfida Bassolino In evidenza

Le primarie del Pd ...e che non si dica che è colpa degli elettori se non c'è ricambio nella classe dirigente napoletana...

Scritto da  Edvige Nastri
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Sarà Valeria Valente, ex consigliera bassoliniana, ex assessore della giunta Iervolino, praticamente stessa cultura politica, la sfidante di Bassolino alle primarie Pd e non è azzardato predire una vittoria dell'ex governatore. Ma anche se, per combinazione, la Valente vincesse le primarie, la musica non cambierebbe essendo essa figlia di quel sistema politico che la città sperava di essersi lasciato una buona volta alle spalle.

Questo hanno deciso i capibastione locali in concerto con la Direzione nazionale e questo ci tocca. In buona sostanza si può tranquillamente affermare che a Napoli saranno in campo, per le prossime elezioni comunali, non solo gli stessi sfidanti di 5 anni fa, Lettieri e De Magistris, ma si aggiungerà alla competizione, anziché un innesto innovativo, quale poteva essere il 45enne presidente dell'ICE Riccardo Monti, un politico la cui prima discesa in campo risale nientedimeno a ben 23 anni fa o, al massimo, la sua diretta discendente sponsorizzata dal suo ex delfino, Andrea Cozzolino.

Una competizione che, più che primarie, sembra una resa dei conti all'interno delle correnti del PD. Altro che rottamazione. Qui si parla di restaurazione!

A Napoli non solo non si va avanti ma si tenta addirittura di tornare indietro a quegli anni che si stava faticosamente cercando di dimenticare, di cancellare dalla memoria e che invece rischiano di ritornare come il peggiore degli incubi. Col rischio, estremamente verosimile, di spianare la strada alla rielezione di De Magistris il quale, per buona fetta di napoletani, rappresenta, seppur da meno tempo, egualmente un incubo.

L'amara conclusione è che per il Pd i napoletani non meritano alcun cambiamento, alcun cambio di marcia, neanche un tentativo. Scoraggiante ed offensivo da parte della Direzione nazionale nonché dei notabili locali preoccupati unicamente di mantenere le proprie posizioni di potere.

Se questi sono i candidati che "passa il convento", che non si dica poi che la colpa è dei cittadini se la classe dirigente non si rinnova. Semmai è l'esatto contrario: alla popolazione non è data opportunità di votare candidati innovativi poiché sono i partiti, troppo occupati a mantenere gli equilibri interni, che non riescono o non vogliono proporre nuovi soggetti capaci di suscitare un minimo di entusiasmo e di speranza che qualcosa possa cambiare anche per questa città. 

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