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Lunedì, 09 Novembre 2015 14:56

Egitto: la mente dell'aereo precipitato sarebbe il capo dell'Isis

Coloro i quali stanno seguendo le indagini per ciò che riguarda lo schianto dell'aereo russo nel Sinai sono quasi certi che il rumore che si sente nell'ultimo secondo di registrazione nella scatola nera sia l'esplosione di una bomba.

Scritto da  Roberta Di Maria
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"E' falso parlare di bomba", sostengono le autorità egiziane. Abu Osama al-Masri, capo di un gruppo affiliato all'Isis nel Sinai, sarebbe l’ipotetica mente dell'attentato che la settimana scorsa ha causato l'esplosione dell'aereo russo sui cieli del Sinai: lo scrive il “Sunday Times” citando funzionari dell'intelligence. L’egiziano Al-Masri era già considerata "una persona di interesse" da Londra. Nel frattempo è in circolazione un nuovo video di rivendicazione dell'attentato da parte dello Stato islamico. Il video, che è stato appunto pubblicato dall’Isis, affermano che gli artefici dell'attacco è il suo gruppo affiliato in Egitto, Wilayat Sinai. Il ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukri, sostiene che: "l'Egitto è capace di gestire i propri aeroporti e coopera con i suoi partner nell'ambito della propria sovranità nazionale, ma non ha bisogno di tutele o di supervisioni da parte di chiunque altro". Ha aggiunto, inoltre, che il Cairo ha "avviato una serie di contatti diplomatici con gli Stati colpiti dalla sciagura dell'aereo russo per fugare le loro perplessità riguardo alle misure di sicurezza negli aeroporti egiziani". Per ciò che concerne i turisti italiani bloccati a Sharm el Sheikh, ne sono rientrati nella notte i primi 118. L’aereo che li ha riportati in patria, è atterrato all'aeroporto di Fiumicino. Si tratta del primo gruppo di italiani di ritorno nella capitale dopo il disastro dell'Airbus russo nel Sinai. Sereni e per niente irritati dai controlli di sicurezza a cui si sono dovuti sottoporre prima della partenza dall'aeroporto di Sharm el Sheikh. Così si sono presentati i turisti italiani rientrati nella notte a Roma. I nostri connazionali, comunque, non celano la certa tensione che hanno dovuto sostenere alla notizia del disastro dell'Airbus russo nel Sinai, arrivata proprio mentre si trovavano in vacanza sul Mar Rosso. Valentina Petrucco, di Roma, dice: "non posso dire che sia stato un brutto soggiorno, ma non l'abbiamo certamente vissuto nel migliore dei modi. Siamo sempre rimasti in contatto con amici e parenti in Italia, sicuramente più preoccupati di noi". Poi conclude: "ammetto di essere stata particolarmente agitata al momento della partenza da Sharm, soprattutto per i controlli di sicurezza che, però, non ho trovato così impeccabili. Secondo me dovrebbero essere ancora più scrupolosi". La Fbi ha accettato di collaborare con le autorità russe nelle indagini per far luce su quanto accaduto. A comunicarlo è il New York Times citando fonti americane. Mosca, soprattutto cerca aiuto per le analisi sui resti dell'Airbus A321-200, cercando di capire cosa lo abbia fatto precipitare. E' stata aperta un'indagine su tutto il personale dell'aeroporto di Sharm el Sheikh. Secondo la Commissione d'inchiesta egiziana, "l'enorme disposizione dei detriti al suolo dell'aereo russo precipitato in Sinai dimostra che il velivolo si è distrutto quando era ancora in volo".

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