20 Febbraio 2019
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Giovedì, 08 Ottobre 2015 16:35

Secondo Almalaurea, per i neolaureati c'è più speranza per un impiego

Da “Almalaurea” emerge che, buone conoscenze linguistiche e decisione fanno si che i giovani laureati abbiano più possibilità per il primo posto di lavoro.

Scritto da  Roberta Di Maria
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Il consorzio di università con sede a Bologna ha condotto un’ indagine sui giovani laureati entro il 2014. Si è chiesto quali sono le caratteristiche e i titoli di studio prediletti dalle aziende per assumere neolaureati senza esperienza, e se conta o meno l’università di provenienza. L'indagine ha raccolto le "opinioni espresse dai responsabili della selezione del personale di 256 aziende industriali, dei servizi e del mondo agricolo”. Circa il 95 per cento delle aziende che hanno partecipato al sondaggio sono ubicate nelle regioni settentrionali e dell'Italia centrale. Pochissime le aziende meridionali, appena il 5 per cento. È venuto fuori che soltanto l'8 per cento delle aziende interpellate non ha inserito negli ultimi anni neolaureati. Quattro aziende su dieci ne hanno inseriti da 1 a 5 e tre su dieci hanno inserito nelle proprie strutture da 6 a 20 giovani laureati. Nel 77 per cento dei casi, ad avere la meglio, sono coloro i quali sono in possesso di una laurea magistrale o quella a ciclo unico, richiesta soprattutto nelle aziende di grandi dimensioni. Una buona notizia è che cominciano a farsi largo anche i neolaureati in possesso della "sola" laurea triennale. Le aziende contano di coinvolgere sempre più giovani laureati: nel 52 per cento dei casi ne assumeranno, tra il 2015 e il 2016, fino a 5 senza esperienza. E una azienda su cinque si ripropone si spingersi oltre. I titoli di studio più ricercati sono quelli dell'area ingegneristica ed economico-statistica. La maggior parte di questi,quelli che possiedono questo tipo di laurea, sono inseriti in stage o tirocinio o con contratto di apprendistato, soprattutto nelle grandi realtà. Ancora pochi coloro che vengono assunti a tempo indeterminato. Per quanto riguarda i metodi utilizzati per contattare i giovani laureati, le abitudini sono cambiate notevolmente. In primo luogo, le aziende si rivolgono "ai servizi di placement universitario, ai siti internet aziendali e i servizi di selezione offerti da AlmaLaurea". Il vecchio annuncio sul giornale è ormai passato. Le grandi imprese, ormai, "partecipano ad eventi pubblici di incontro tra domanda e offerta di lavoro come fiere, eventi, ma anche l'utilizzo di social network o social media". Anche i centri per l'impiego (CIP) e il portale del ministero del Lavoro (ClicLavoro) non riscuotono grande successo. Come illustra il rapporto di Almalaurea, tra i requisiti più richiesti dai responsabili delle risorse umane ritroviamo "il titolo di studio conseguito, le competenze linguistiche, l'obiettivo professionale e le ambizioni del candidato". Seguono "le competenze informatiche, il livello di mobilità e disponibilità a trasferte, la regolarità negli studi, le soft skill (competenze trasversali), i punteggi agli esami e il voto alla laurea". Poco importanti ai fini del primo impiego nelle aziende interpellate sono i master e dottorati conseguiti. E quasi nessuna importanza, assicurano i responsabili aziendali, viene attribuita all'ateneo di provenienza, al sesso o all'aspetto fisico del giovane in cerca di lavoro. Francesco Ferrante, il curatore scientifico delle indagini Almalaurea, sostiene come"il mancato incontro tra domanda e offerta può essere dovuto a diverse cause; tra queste, oltre a percorsi formativi non adeguati, anche un'azione non efficace dei protagonisti del processo di selezione e di reclutamento, come per esempio gli intermediari del mercato del lavoro, che dovrebbero facilitare l'incontro tra le necessità aziendali e l'offerta di competenze da parte dei neolaureati". "La qualità del processo di selezione e inserimento occupazionale dei neolaureati - conclude Ferrante - è però influenzato anche da caratteristiche aziendali come la dimensione e la struttura organizzativa interna delle imprese, in particolare per quanto riguarda la gestione delle risorse umane".

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