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Domenica, 31 Maggio 2015 12:53

La impresentabile

Intervento a gamba tesa della commissione “impresentabili”. Le elezioni falsate dalla lista di fatto resa pubblica nel silenzio elettorale

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Non è stata una buona idea quella della pubblicazione della lista dei cosidetti “impresentabili”

Un’idea cui probabilmente gli strateghi e stregoni della politica avrebbero dovuto temerne gli effetti auto-coercitivi.

Non è stata una buona idea solo la scelta della pubblicazione, il venerdì a tarda ora con i giornali già in macchina e il sabato elettorale alle porte. La commissione aveva avuto una bella idea, quella di avvertire i cittadini a chi assolutamente “non votare”, ma questa lista sarebbe dovuta diventare di dominio pubblico almeno 20 giorni prima della consultazione, in questo modo al contrario non ha nessun valore se non quello di avere per la prima volta in Italia, un organo di estrazione parlamentare che interviene a gamba tesa, non solo nel periodo elettorale, ma addirittura a silenzio elettorale in corso.

Questa anomala procedura ha fatto si che una infinita schiera di elettori ha saputo che magari colui che era intenzionato a votare, in realtà è per un organo parlamentare e competente, un impresentabile.

L’impresentabile non ha avuto né il tempo, né la possibilità, visto il silenzio elettorale imposto per legge, di difendersi, di spiegare ai suoi elettori i fatti, di scegliere se ritirarsi o meno dalla corsa elettorale.

Forse questa lista si doveva gestire in modo completamente diverso, vista anche la presenza di candidati Governatori e Consiglieri regionali, una cosa importante insomma.

È facile immaginare che sulla commissione, e il suo rappresentante principale, Rosy Bindi, pioveranno una serie di accuse da coloro che per una manciata di voti non sono stati eletti, a questo punto potremmo assistere a una serie di ricorsi, appelli, denunce in carta bollata e magari richiesta di invalidare le elezioni.

Sono domande di semplici cittadini, di qualche studente di diritto pubblico, quanto sono regolari le elezioni in una situazione del genere? L’idea, neanche tanto geniale, perché abbastanza elementare, sarebbe, non tanto presentare una lista di impresentabili come una gogna ai cittadini il giorno prima del silenzio elettorale, ma direttamente alle cancellerie dei tribunali quando ricevono le liste elettorali dai partiti e movimenti.

Un condannato per pedofilia non può partecipare al concorso di personale della scuola, così come un uomo che ha condanne per violenza privata non può fare l’insegnante di scuola elementare, sono i cosiddetti requisiti che si allegano a qualsiasi domanda di impiego pubblico, non è possibile fare lo stesso con i candidati al governo della cosa pubblica?

Ovviamente non è partigianeria, la commissione ha avuto le sue buone ragioni per avvertire gli elettori 48 ore prima del voto chi non votare, ma un diritto è sempre un diritto, e piaccia o no è stato leso quello degli elettori, ascoltare le due campane

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