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Venerdì, 03 Maggio 2013 12:05

PSICHIATRIA - Bologna, alla Casa per ferie "Il Villino" un lavoro per chi soffre di disturbi psichici

Reinserimento nel mondo del lavoro affinché ne tragga beneficio anche la salute mentale

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BOLOGNA – È la frontiera per la riabilitazione delle persone che soffrono di disturbi psichici, che avrebbe come effetto anche un risparmio sui posti letto e sulle degenze nel settore della sanità pubblica. Lo sostiene il direttore del Dipartimento della salute mentale dell’Azienda Usl di Bologna, Angelo Fioritti, a margine della conferenza di presentazione della nuova Casa per Ferie “Il Villino”, una struttura alberghiera nei pressi dei Giardini Margherita, che si occuperà di formare personale in vista di una futura assunzione. Alla conferenza erano presenti tutti i soggetti coinvolti nella realizzazione del progetto, tra cui l’assessore del Comune di Bologna ai Servizi sociali, Amelia Frascaroli, e rappresentanti di Ascom, Unindustria, Agenzia nazionale del Turismo e Fondazione del Monte. Immerso nel verde della prima periferia di Bologna, ai pedi dei colli e proprio di fianco a Casa Mantovani, una comunità terapeutica che ospita persone con disturbi mentali gestita dalla cooperativa Nazareno, Il Villino è il nuovo ramo di impresa avviato dalla Nazareno Work, che gestisce servizi socio sanitari ed educativi e attività di vario genere, finalizzate appunto all'inserimento nel mercato del lavoro di persone “svantaggiate”. Il progetto, realizzato con il supporto di Enti pubblici e associazioni di categoria, si basa sul concetto espresso da Fioritti: favorire una vera e completa inclusione sociale per chi ha completato positivamente il proprio percorso riabilitativo. Dunque i pazienti di Casa Mantovani avranno la possibilità di essere formati professionalmente nella Casa per Ferie che sta lì accanto, e alcuni tra loro potranno essere assunti alla fine del tirocinio. Secondo il direttore del Dipartimento dell’Ausl, questa è la vera sfida per compiere passi in avanti nella cura dei disturbi mentali. “Il lavoro – spiega – è parte integrante della salute di ognuno di noi, così come l’autonomia in un luogo abitativo. Perciò è importante dare risposte non solo di tipo assistenziale, come il ricovero in strutture ospedaliere, ma anche dedicarsi al reinserimento nella società”. Ciò porterebbe diversi vantaggi sia ai pazienti che alle casse della sanità pubblica: da una parte si favorirebbe la completa guarigione del paziente e dall’altra si risparmierebbero un bel po’ di soldi. Come? Fioritti sostiene che il costo di un posto letto in una struttura pubblica è pari all’investimento necessario per inserire nel mondo del lavoro 15 persone. In particolare chi soffre di disturbi psichici, inoltre, tende a essere ricoverato più volte, ma un’occupazione, aiutando il paziente anche dal punto di vista mentale, potrebbe prevenire i ricoveri successivi al primo, diminuendo le degenze e liberando spazio negli ospedali. Resta da capire tuttavia se questo tipo di riabilitazione, e di investimento da parte della sanità pubblica, può effettivamente sostituire un numero adeguato di posti letto dedicati ai ricoveri. Comunque, avverte Fioritti, “è esemplificativo che da 2 anni a questa parte i dati sui pazienti ospitati in strutture per la salute mentale si sono stabilizzati, mentre sono aumentati coloro che ci chiedono aiuto per tornare a lavorare. Oggi nelle nostre strutture ci sono sempre meno disabili e sempre più giovani con problemi diversi”. Nella nuova Casa per Ferie, dunque, lavoreranno sotto contratto 3 persone cosiddette “svantaggiate”, mentre altre verranno formate attraverso tirocini che rientrano in un progetto finanziato dalla Provincia di Bologna con le risorse del Fondo regionale disabili. Giuseppe de Biasi, assessore provinciale al Lavoro, durante la conferenza esprime tutta la propria soddisfazione per la creazione di nuovi posti di lavoro “reali” e per la possibilità di investire nella formazione professionale con la collaborazione delle cooperative sociali. Inoltre, annuncia che i fondi disponibili per il bando dei progetti di tirocinio per disabili, questo giugno dovrebbero essere aumentati di circa 100 mila euro, passando da 300 mila a 400 mila euro. Insomma, “in un momento in cui l’Azienda sanitaria non naviga certo nell’oro – conclude a margine il direttore Fioritti – investire nella prevenzione di disturbi mentali deve essere certamente la strada da percorrere, e aiutare i nostri pazienti a trovar lavoro viaggia proprio in quest’ottica”.

Fonte: il Redattore Sociale

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