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Mercoledì, 10 Luglio 2013 10:07

“Nera e italiana”. Cécile Kyenge tra i più citati sui giornali stranieri

Articoli su Le Monde, International Herald Tribune e El Pais

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Dopo il presidente del Consiglio Enrico Letta, la ministra per l’Integrazione Cécile Kyenge è una delle figure del nuovo Governo a cui la stampa internazionale ha dedicato maggiore attenzione, sottolineando come la sua nomina abbia scatenato un forte dibattito in un paese che vive con difficoltà i cambiamenti nella sua popolazione. L'ultimo a parlare della ministra, in ordine di tempo, è stato il quotidiano francese Le Monde che ha pubblicato ieri un lungo articolo facendone un ritratto e ricordando le reazioni apertamente razziste di alcuni esponenti della Lega – come l'ex senatore Erminio Boso e Mario Borghezio – e anche le difficoltà per Kyenge di mettere in atto la sua agenda in un governo orientato all'economia e dove il ministero dell'Interno è in mano al centrodestra. “Il numero delle sue guardie del corpo è stato raddoppiato. La sua casella di posta elettronica è sorvegliata, così come la sua pagine di Facebook. I suoi spostamenti sono oggetto di misure straordinarie di sicurezza più stringenti che quelle normalmente prese per un ministro. Perché Cécile Kyenge, titolare del ministero per l’Integrazione, è nera e italiana. Due aggettivi che, per alcuni, non possono coesistere. Prima donna di colore in un governo della Repubblica Italiana, deve allo stesso tempo imparare il suo mestiere, scoprire lo spazio (limitato) del suo ministero e riscoprire, trent'anni dopo il suo arrivo nella Penisola, la crudeltà dello sguardo degli altri”, scrive Le Monde. Lo scorso 21 giugno International Herald Tribune, la versione internazionale del New York Times, ha dedicato la sua foto di prima pagina alla ministra. Kyenge, scrive l'IHT, sapeva che avrebbe aperto un nuovo cammino ma “non poteva immaginare l’ondata di insulti razzisti che avrebbe accompagnato le prime otto settimane come ministro”. L’articolo riporta anche il dibattito tra chi crede che siano casi limitati a movimenti politici xenofobi e gli esperti che dicono che c'è una più subdola e insidiosa forma di razzismo che sta pervadendo l'Italia che lotta per fare i conti con i suoi rapidi cambiamenti demografici.

http://cds.redattoresociale.it/File/Foto/442082

Cécile Kienge sui quotidiani stranieri Anche il quotidiano spagnolo El País ha dedicato un articolo alla ministra scegliendo come titolo la sua affermazione “Non sono di colore, sono nera” (“No soy de color, yo soy negra”). Nel testo, pubblicato lo scorso 7 giugno e che ha avuto molta risonanza nel mondo di lingua spagnola (con oltre 19.000 condivisioni nella rete sociale Facebook), il corrispondente in Italia Pablo Ordaz scrive: “La ministra, fortunatamente, non perde tempo con sciocchezze. Appena è stata nominata titolare dell’Integrazione nel nuovo governo Italiano, e davanti alla difficoltà di alcuni nel riferirsi a lei nella forma politicamente più corretta - bisogna chiamarla ministra di colore o forse ministra afroitaliana?- Cécile Kyenge, di 46 anni, oculista di professione, ha tagliato la testa al toro: ‘No, non sono di colore. Sono nera’”. Il giornale spagnolo sottolinea anche la reazione della ministra agli attacchi di Borghezio, che, “con la stessa calma con cui si è riferita all'essere nera o alla poligamia di suo padre”, ha dichiarato: “Gli insulti non mi colpiscono perché ho un obiettivo. La mia presenza in questo ministero è una opportunità per dimostrare a molti immigrati che anche loro possono farcela. E questo è più importante di qualsiasi insulto”. (Mariangela Paone)

Fonte: Il Redattore Sociale

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