29 Aprile 2017
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Vite dedicate ai diritti

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“Io alla scuola ci sono potuto andare poco. L'aggio lasciata nel 1902, che tenevo nove anni. Facevo la terza classe, allora. Sì e no mi ero imparato a leggere e scrivere. A fare i conti ero bravo, invece. Papà teneva un banco di fruttaiuolo proprio vicino a Santa Chiara, e diceva sempre che in famiglia non ci potevamo permettere intellettuali. Così cominciai a lavorare con lui. Ci sosevamo presto per andare al mercato, poi quando lui si è fatto vecchio al mercato ci andavo solo io. Venti anni abbiamo passato a sparagnare tutto quello che si poteva, lo stesso paio di scarpe e la stessa camicia, estate e inverno, fino a quando non si scassavano".
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