21 Agosto 2019
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Anna Carla Broegg

Anna Carla Broegg

Con l'inizio dell'anno nuovo a partire da oggi, sono entrate in vigore le nuove tariffe autostradali.

Il calo del 3,3% in un anno dei costi di produzione evidenzia che non c'è motivo di prevedere un aumento dei prezzi al consumo per il 2016. E invece, puntuali come ogni anno, sono già arrivati i primi rincari. Dal 1° gennaio, infatti, sono in vigore le nuove tariffe autostradali: i pedaggi sono aumentati mediamente del 2%, con punte che sfiorano il 6% nella tratta Milano - Torino, aumentata da un giorno all'altro di 80 centesimi di euro.

Questo significa che, confrontando il dato con un’inflazione generale allo 0,1%, il governo ha approvato che l’aumento fosse di gran lunga superiore all’inflazione. Rincari  assolutamente ingiustificati.

Su 27 autostrade sono in realtà solo 6 quelle con nuove tariffe, rispetto alle 17 dello scorso anno. Per questo, l’Aiscat (Associazione Italiana Società Concessionarie Autostrade e Trafori) in una nota ha criticato l’operato dell’esecutivo: “Ancora una volta al riconosciuto impegno del settore autostradale italiano non è corrisposto analogo impegno da parte del governo”, fa sapere l’associazione di Fabrizio Palenzona.

Poco dopo la mezzanotte del 7 maggio è divampato un incendio nell'aeroporto di Fiumicino a Roma.  Le indagini, che inizialmente hanno considerato tutte le ipotesi, hanno già escluso che possa essersi trattato di una azione dolosa.  Pare sia iniziato tutto da una scintilla dietro il frigorifero di un bar che ha portato al corto circuito e alle disastrose fiamme.

Nessun ferito, solo tre persone intossicate e portate immediatamente in salvo dai vigili del fuoco subito accorsi sul posto.

Distrutto il terminal 3, l'area commerciale, distrutte alcune cabine di controllo passaporti e circa 1000 metri quadrati di locali, tra cui molti negozi. Tanti i duty free shop ridotti, quasi, in un cumulo di cenere.

I Vigili del fuoco sono riusciti alle prime ore del mattino a domare completamente le fiamme.

Un uomo di New York, Philip Bayer, ha postato su Twitter, nel corso della notte, immagini del fumo che si levava sopra lo scalo. L'incendio ha provocato una colonna di fumo altissima, visibile anche a chilometri di distanza.

L'aeroporto Leonardo da Vinci rimarrà chiuso fino alle ore 14.

L’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, con una nota ha invitato i passeggeri a non recarsi in aeroporto e a contattare le compagnie di riferimento: "Saranno comunque assistiti e gestiti attraverso gli altri terminal tutti i voli intercontinentali in arrivo su Fiumicino. L’Enac ha attivato la propria Sala Crisi per seguire l’emergenza e ha contattato i propri Direttori Aeroportuali di tutti gli scali nazionali affinché vengano gestiti i voli eventualmente dirottati da Roma Fiumicino. Seguiranno ulteriori informazioni sull’operatività dello scalo".

I corpi senza vita di Trifone Ragone 29 anni e Teresa Costanza 30 anni, uccisi con colpi di arma da fuoco alla testa, sono stati ritrovati all'interno di un'auto nel parcheggio del Palazzetto dello sport di Pordenone nella giornata di ieri.  Lui un Sottufficiale dell'Esercito in servizio al 132/o Reggimento Carri di Cordenons, che fa parte della Brigata Corazzata Ariete. Lei Teresa Costanza, originaria di Agrigento, si era laureata alla Bocconi nel 2010 in Marketing Management ed era dipendente delle Assicurazioni Generali.

La coppia secondo le ultime ricostruzioni si era incontrata nel parcheggio dopo l'allenamento, Ragone era un volto noto negli ambienti della pesistica dove aveva ottenuto anche buoni risultati agonistici. Un paio d'anni fa, aveva anche vinto la selezione di Lignano (Udine) del concorso di "Mister Friuli Venezia Giulia".

La zona è stata immediatamente transennata per permettere i rilievi degli esperti della Scientifica. Gli inquirenti si sono stretti nel riserbo più assoluto: in un primo momento, era circolata la voce che accreditava la tragedia come un omicidio-suicidio, ma l'ipotesi è stata successivamente abbandonata: nell'auto infatti non è stata infatti trovata l'arma del delitto. A colpire i due sono stati quattro colpi di pistola calibro 7,65: tre contro la donna e uno contro l'uomo.

L'allarme è stato lanciato da un istruttore di Judo che uscendo dal Palazzetto ha visto i vetri infranti dell'auto ed i due corpi senza vita.

L'arma del delitto non era presente nella vettura, ciò annulla la prima ipotesi di omicidio-suicidio.

Disperati i genitori della bambina, Tania e Andrea Di Pietro, sposati da due anni, e i parenti più stretti. “Voglio giustizia e voglio sapere se c’è stata negligenza” dice la nonna paterna Giusi che poi aggiunge: “Noi vogliamo la verità ne abbiamo diritto”.

 La piccola Nicole era nata la notte prima in un clinica privata catanese ma, dopo il parto regolare, aveva accusato difficoltà respiratorie. I medici avrebbero invano cercato un reparto specializzato dove trasferirla, ma nessuno dei tre ospedali etnei (il “Garibaldi”, il “Santo Bambino” e il “Cannizzaro”) l’ha potuta ricevere. È stato quindi chiesto l’intervento del 118, che ha reperito un posto nell’ospedale ragusano “Maria Paternò Arezzo“, ma la neonata è deceduta durante il trasporto.

 A poche ore dalla scomparsa drammatica della piccola Nicole, mamma Tania posta un messaggio sulla sua pagina Facebook. E scrive: “Ci sono tanti tipi di amore e noi abbiamo avuto la fortuna di provarli tutti, il più grande è senza dubbio quello per i propri figli ed io e Andrea lo proveremo per sempre per la nostra piccola Nicole che fin da subito dentro me ci ha regalato una gioia immensa e un amore infinito…….poi c è il dolore quello non vorresti mai provarlo sotto nessuna forma, ma lui ti insegue..e noi siamo stati inseguiti e presi da quello più brutto, il dolore della perdita di un figlio..un dolore che ti spezza il cuore in mille pezzi, un dolore che ti svuota, ti toglie la voglia di vivere, perché la tua vita era la sua vita. La nostra bambina non c è più. . .e non per cause naturali, ma per un errore umano, tanti errori umani…quello che dicono i TG è solo una parte di verità…ma presto si avrà giustizia, presto tutto verrà alla luce e la mia bambina avrà pace. Non mi hanno permesso di vederla, di stringerla a me, di accarezzarle la manina e farle sentire che io le ero vicino, me l hanno portata via, senza averle potuto dare il suo primo e ultimo saluto. Piccola mia tu vivrai per sempre nei nostri cuori…. ricorderò ogni piccolo movimento che facevi dentro me fino a poco prima della tua nascita eri e sarai per sempre la mia piccola ballerina scatenata.. Ti amo amore di mamma”.

"Chi vive un disagio mentale è prima di tutto una persona. Chiamereste “il fratturato” colui che ha riportato la frattura di una gamba? Allora,perché parlare di “depresso”, “psicopatico”, schizofrenico? "

Gli utenti, i familiari e  i cittadini delle Associazioni “Idee in Circolo” , “Insieme a Noi” e dell'Associazione Stampa Modenese nell'ambito del  Progetto Social Point, hanno realizzato un piccolo libretto informativo facilmente reperibile in pdf su internet " Le Parole della salute mentale", un lavoro che fa porre parecchie domande sull'utilizzo della terminologia, sulla privicy e sulle ripercussioni dell'informazione di massa nell'epoca del web, dell'inflazione delle notizie ma allo stesso tempo paradossalmente della mancanza di informazione, nell'ambito di un argomento così delicato come l'instabilità mentale ed emotiva.

Domande che chi scrive di Salute Mentale potrebbe farsi

1. È rilevante ai fini della completezza dell’informazione precisare che la persona in

questione ha un disturbo mentale?

2. I termini usati sono appropriati o in qualche misura non pertinenti od offensivi per

la persona al centro dei fatti o per altre persone che vivono esperienze analoghe

di disturbo mentale?

3. È rilevante ai fini della completezza dell’informazione riportare il nome della

persona e altri dati che lo identificano (es. dove abita, che lavoro svolge, ecc.),

anche con l’uso di immagini (fotografie, illustrazioni, caricature)?

4. Se nella notizia è rilevante il peso del disturbo mentale, nell’articolo sono riportate

le opinioni e i commenti di un operatore esperto di salute mentale o di un’altra

persona con disturbo mentale citata nell’articolo o di un’associazione di persone

con disturbo mentale e loro familiari?

5. Ai familiari della persona con disturbo mentale è stata data la possibilità di fare

una dichiarazione?

6. È rilevante ai fini della completezza dell’informazione interpellare amici, conoscenti,

vicini di casa, passanti o altre persone in qualche maniera, benché marginale,

coinvolti nell’accaduto?

7. Nell’articolo sono state riportate informazioni utili affinché altre persone che si

trovano in analoghe situazioni sappiano a chi rivolgersi?

8. Si è considerato se citare l’esperienza positiva di altre persone con disturbo mentale

possa contribuire a far comprendere che le storie di vita sono differenti e che

non soltanto non si può generalizzare ma che ciò può essere controproducente o

addirittura dannoso?

 L.A.: "lui voleva che morissi ma non c'è riuscito"

16 aprile 2013: Lucia Annibali, alle 21.30, rientra nella sua abitazione di Pesaro, in via Rossi. Un uomo incappucciato le getta dell’acido solforico al 66% sul volto. Durante i soccorsi l’avvocatessa avrebbe fatto il nome del suo aggressore. I vicini raccontano di una «relazione malata» tra la Annibali e Luca Varani: l’avvocatessa l’aveva lasciato perché lui era fidanzato da tempo con un’altra donna. Lucia Annibali viene ricoverata al Centro grandi ustionati di Parma.

20 aprile 2013: Luca Varani viene arrestato e portato nel carcere di Villa Fastiggi, di Pesaro. Gli inquirenti ipotizzano che l’uomo sia il mandante e non l’esecutore dell’aggressione, perché la sera dell’agguato era a una partita di calcio.

27 aprile 2013: Altistin Prevcetaj, albanese di 28 anni, viene arrestato con l’accusa di aver partecipato all’aggressione.

1 maggio 2013: Rubin Talaban, albanese di 31 anni, viene arrestato a San Salvo Marina, in provincia di Chieti, dopo quindici giorni di latitanza, con l’accusa di aver aggredito.

Secondo gli inquirenti Talaban avrebbe ricevuto 30.000 euro da Varani: 5.000 da riscuotere subito e il resto dopo l’aggressione.

 Lucia pochi giorni prima della sentenza ospite ad Invasioni Barbariche rilascia dichiarazioni ricche di positività sente già di aver vinto "Lui voleva che morissi, ma non c’è riuscito. Mi ha fatto tutto il male possibile, ma ho io ho vinto. Sono qui, viva, forte, sorrido, sono circondata da un affetto enorme. E ho voglia di ricominciare".

Oggi 23 gennaio Lucia Annibali ha vinto completamente, il suo ex fidanzato nonchè mandante dell'aggressione Luca Varani ha ricevuto in appello una condanna per tentato omicido a vent'anni di carcere, così come era stato stabilito in primo grado mentre Altistin Precetaj e Rubin Ago Talaban, i due albanesi considerati esecutori materiali dell'agguato, In primo grado erano stati condannati a 14 anni di reclusione ciascuno, adesso hanno ottenuto una riduzione di 2 anni di pena.

 "Sono molto contenta. Questa storia finalmente è finita. Posso fare quello che mi pare senza preoccuparmi di quello che dicono gli altri" ha commentato Lucia Annibali.

«Che cos’è la schizofrenia? Come può essere riconosciuta, interpretata e trattata?».

Così si apre il volume di Silvano Arieti Interpretazione della schizofrenia, considerato un classico della psicopatologia. L’autore, uno dei principali studiosi della schizofrenia, offre una dettagliata descrizione degli aspetti cognitivi, volitivi e comportamentali del paziente schizofrenico, in cui «non sussiste nessuna prova incontrovertibile di compromissione corporea». Pur restando nell’ambito degli assunti della psicoanalisi e della fenomenologia, Arieti conduce uno studio accurato sul pensiero magico e sul tema controverso della creatività, e tenta di indagare le modalità di formazione dei diversi sintomi. Preziosa è la descrizione di casi clinici attraverso cui il lettore viene accompagnato nell’esame di tutte le forme della malattia.

Questa nuova edizione, rivolta ai clinici e a chiunque voglia approfondire il tema della malattia mentale, si oppone a quella psichiatria che nel tempo ha smantellato, in nome dell’oggettivabilità, lo studio psicopatologico della malattia mentale e la diagnosi di schizofrenia, rendendola «una definizione insoddisfacente, formata da un elenco dei caratteri più comuni di questo disturbo».

 Il 16 gennaio 2015 alle 17.30  all' Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli, Silvano Arieti presenterà il suo ultimo volume "L'interpretazione della schizofrenia" pubblicato da L'Asino d'oro edizioni.

Interverranno Andrea de Bartolomeis, direttore Unità didattico-scientifica di Psichiatria - Dipartimento di Neuroscienze, Scienze Riproduttive e odontostomatologiche, Università degli studi di Napoli Federico II, Luca Giorgini, psichiatra e psicoterapeuta, curatore del  volume ,Daniela Polese, psichiatra e psicoterapeuta, curatrice del volume, Modera Ilenia Picardi, giornalista scientifica, ricercatrice Università degli studi di Napoli Federico II.

 

L’uomo ha scatenato il caos all'interno del Tribunale di Milano, dopo essere riuscito ad entrare, attorno alle 11 di giovedì mattina, con un falso tesserino dall'ingresso di via Manara, così come accertano le telecamere di sorveglianza, ingresso riservato ad avvocati e magistrati .  Ha esploso 13 colpi uccidendo tre persone e ferendone altre due.

Al momento della cattura l’uomo aveva ancora con sé alcuni caricatori. "Volevo vendicarmi di chi mi ha rovinato".

Claudio Giardiello, 57 anni, è un imputato per bancarotta fraudolenta.

Lavorava nel settore dell’edilizia ed è nato a Benevento il 6 marzo del 1958, residente in Brianza. A quanto si è appreso aveva diverse società ma negli ultimi tempi si trovava in gravissime difficoltà finanziarie, sfociate in diverse cause giudiziarie. È stata dichiarata fallita il 13 marzo del 2008 la Immobiliare Magenta, la sua società a responsabilità limitata.

La sparatoria è avvenuta nell’aula della seconda sezione penale, dove era in corso il processo a suo carico per bancarotta. Spara nove colpi contro suo nipote, il primo bersaglio, Davide Limongelli, 40 anni e due figli, ferendolo gravemente. Poi Giardiello rivolge l’arma contro Lorenzo Alberto Claris Appiani suo ex legale chiamato in sede a testimoniare, ucciso con un colpo al cuore.

Un altro colpo di pistola raggiunge Giorgio Erba, 60 anni, coimputato dell’assassino nel processo: Erba viene trasportato d’urgenza al Policlinico, ma muore poco dopo nonostante un tentativo disperato di intervento.

A quel punto Giardiello lascia l’aula e va verso le scale: qui incrocia Stefano Verna, il suo ex commercialista, che per un periodo aveva seguito i conti delle sue imprese per poi abbandonarlo e diventare uno dei suoi creditori. Spara anche a lui, ferendolo in maniera non grave a una coscia e a un piede.

In preda alla sete di vendetta raggiunge il secondo piano del palazzo di Giustizia, e si dirige verso l’ufficio dell’ex giudice fallimentare Fernando Ciampi, citato come teste perché aveva emesso una sentenza per il fallimento di una società collegata alla bancarotta dell’immobiliare Magenta. Gli spara mentre è alla sua scrivania e lo uccide.

Dopo la sparatoria l’uomo, braccato dalle forze dell’ordine, è riuscito a fuggire dal Tribunale a bordo di uno scooter. Ma è stato catturato poco dopo dai carabinieri a Vimercate, alle porte di Milano.

 

Venerdì, 22 Maggio 2015 00:00

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