17 Luglio 2019
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Martedì, 22 Marzo 2016 22:37

La speranza è l'ultima a...suicidarsi

Aumenta la crisi, aumenta la disoccupazione e purtroppo aumentano anche i suicidi di chi non ce la fa più. I numeri che destano preoccupazione

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La crisi ha colpito anche uno dei “culti” più amati dagli italiani, ovvero la pausa caffè in ufficio.

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Commuove tutto il Paese la storia di Fabia, la cagnolina di 9 anni che ha visto morire la sua padrona

Pubblicato in Italia
Venerdì, 14 Febbraio 2014 12:14

Governo, comincia una vecchia pagina

Nella sede del Partito Democratico si è consumata la fine del Governo letta. La crisi della politica, il ritorno delle ideologie invocato da Alfano ,la crisi pilotata fuori dal palazzo da tre extraparlamentari

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Martedì, 21 Gennaio 2014 19:01

Tasse: fuga dal Paese

Eduardo disse fujetevenne, si potrebbe aggiungere non da Napoli, ma dall'Italia

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Problemi economici alla base del triste gesto

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Sabato, 18 Gennaio 2014 19:52

Gli italiani, la crisi, il cibo sano.

Ho mangiato così bene in Italia come in nessun altra parte del mondo direbbe un Francese, Tedesco, un Pakistano, un Marocchino, un Russo, uno Slavo…

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La vendita di cibo scaduto e le proteste dei consumatori: offende dignità

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''Non ci sono più soldi'': le voci di utenti e operatori raccontano la crisi dei servizi a bassa soglia a Torino. A rischio drop-in, unità di strada e dormitori. ''Una volta eravamo la porta d’accesso a altri servizi: ora siamo rimasti soli''

TORINO - Un annuncio affisso all’ingresso di un ufficio: ''Dal 1 febbraio, il Drop-in di via Pacini sarà definitivamente chiuso''. Inizia così ''Non ci sono più soldi”, documentario presentato al cinema Massimo di Torino,che racconta la crisi del volontariato “di strada” nel capoluogo sabaudo. Diretto da SergioFergnachino, Susanna Ronconi e Angelo Artuffo, il film denuncia i tagli e le grosse difficoltà che gravano sui cosiddetti servizi “a bassa soglia”, come i drop-in, le unità di strada o i dormitori. Strutture pensate inizialmente per i tossicodipendenti , che negli ultimi anni hanno finito invece per assistere una fetta di popolazione molto più ampia, composta da disoccupati, senzatetto e da tutti quei cittadini che la crisi economica ha forzatamente incasellato sotto la dicitura di “nuovi poveri”. E che a Torino, uno dei comuni più indebitati d’Italia, si trovano sempre più spesso costrette a chiudere per mancanza di fondi. “Su questa realtà abbiamo avuto uno sguardo privilegiato”spiega Sergio Fergnachino, fondatore, con Angelo Artuffo e Susanna Ronconi, del collettivo Videocommunity. “Da anni Susanna lavora nel coordinamento operatori a bassa soglia (Cobs) e proprio per questo ha sentito la necessità di raccontare quanto stava succedendo, in termini di tagli e riduzioni”.

In cinquanta minuti, attraverso le voci di utenti e operatori, i registi ricompongono l’articolata mappa dei servizi di strada in uno dei comuni più indebitati d’Italia: i drop- in di Collegno, via Pacini e Corso Svizzera; il dormitorio “Endurance” di Rivoli, un vecchio autobus trasformato in dormitorio; e l’Unità di strada di Torino, un altro autobus che trasporta per le vie della città operatori che che lavorano nell’ ascolto e nella riduzione del danno per i tossicodipendenti . Un mondo, questo, che ha dovuto adeguarsi a forme di disagio sempre più complesse e stratificate,proprio mentre la crisi erodeva risorse e personale. “La bassa soglia –spiega ai registi Manuela Dorella, psicologia nel drop-in di corso Svizzera – è una realtà dove possono transitare persone che hanno tanti tipi di sofferenza.Una volta noi eravamo la porta d’accesso ad altri servizi: ora sembra siamo rimasti soli. E sempre più spesso ci troviamo a fronteggiare situazioni ‘di ritorno’: persone alle quali abbiamo trovato lavoro o alloggi nelle case popolari, che tornano a rivolgersi a noi perché si ritrovano di colpo disoccupate” Situazioni raccontate in prima persona anche da utenti ed ex utenti: come Alessandro, ospite dell’”Endurance”, che si è ammalato di diabete proprio mentre viveva in strada;o Angela e Gabriele, redattori di “Polvere”, giornale gestito da ex tossicodipendenti, che hanno accompagnato i registi nel viaggio tra le strutture a bassa soglia. “Quello che vorrei sottolineare – conclude Fergnachino – è che abbiamo potuto mostrare solo una parte di questo mondo.

La realizzazione del progetto ha richiesto all’incirca un anno, e nell’ultimo periodo ci sono arrivate richieste da molte associazioni che volevano partecipare. Per esigenze tecniche, non abbiamo potuto includerle nel documentario; ma quella dei servizi a bassa soglia è una realtà molto ampia, che oggi rischia di chiudere perché in tempi di crisi le amministrazione preferiscono tagliare ciò che non è immediatamente visibile agli occhi della cittadinanza. Ed è soprattutto per questo che abbiamo realizzato questo film”. (Per il trailer e per approfondimenti sul progetto: http://www.videocommunity.net)

 

Fonte: il Redattore Sociale

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