25 Giugno 2019
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Giovedì, 26 Settembre 2013 11:12

La musica dei diritti

La musica, veicolo artistico particolarmente fruibile, azzarderei universale data la facilità con cui arriva al pubblico e nel contempo l’effetto nobile, poetico che produce, si conferma un canale di comunicazione molto potente nella difesa dei diritti umani, difatti tanti suoi rappresentanti sostengono la solidarietà

Scritto da  Federica Frascogna
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In occasione dello scorso sabato 21 Settembre, giornata internazionale della pace celebrata ogni anno grazie all'iniziativa sensibilizzatrice dell'Onu, ovunque si sono verificati concerti ed eventi con lo scopo di perseguire la tutela di questo diritto fondamentale alla vita.

A questo proposito, il cantante e attore Miguel Bosè, co-fondatore della fondazione Paz Sin Fronteras, è stato uno dei protagonisti del “Peace One Day 2013”, svoltosi in Olanda e che ha riunito grandi rappresentanti del panorama musicale internazionale nel nome di un tema sempre attuale, in particolare di questi tempi.

Purtroppo però nella maggior parte dei casi è la guerra l’amara conseguenza delle azioni o semplicemente delle idee e del carattere dei musicisti impegnati socialmente, ne è un esempio l’aggressione improvvisa avvenuta lo scorso giugno a Velletri da parte di un gruppo di neofascisti ai danni della band napoletana 99 Posse che si accingeva ad esibirsi in un pub del comune romano.

Ho accennato quindi fin ora a due modi di sostenere i diritti umani attraverso la musica: il suo riversarsi in eventi a tiratura mondiale e le piccole realtà di chi esprime liberamente il proprio pensiero, ma esiste una terza via ancor più bisognosa di sostegno perché da sempre attaccata e rifiutata: l’ essere “diversi”.

Il comitato di genitori russi si è fermamente opposto alle prossime due date live di Elton John previste per il 6 e 7 Dicembre a Mosca, dove la legge di Putin vieta di parlare in pubblico di omosessualità. Il cantante dichiaratamente gay ha deciso di non mollare e di non annullare il concerto nonostante questa richiesta di "proteggere i bambini russi".

Qui non si parla più di azioni solidali in favore dei diritti, né di libertà di espressione, qui si nega la vita con arroganza.

Un cantautore che si è sempre schierato dalla parte di ogni tipo di minoranza fu Fabrizio De Andrè. 

Il mese che è alle porte sarà all'insegna dei suoi messaggi grazie al progetto “Ottobre... De Andrè 2013” ospitato dal comune ligure di Albenga che vedrà un programma vasto fatto di musica (con la partecipazione di Cristiano), mostre, cene, proiezioni.

Lo scopo benefico è di raccogliere fondi a favore della Comunità di San Benedetto al porto in nome di Don Gallo e il tema filo conduttore della manifestazione è l’amore... in tutti i suoi aspetti.

Speriamo questa sensibilizzazione abbia i suoi effetti positivi perché se la Russia e la politica di Putin ci sembrano lontane anni luce, ci sbagliamo, anche in Italia, le continue frasi del tipo "non sono razzista ma...meglio che tornino a casa loro", "non sono omofobo ma...meglio che non abbiano una famiglia, meglio che stiano lontani da me", non ci fanno certo onore.

Fin quando esisterà quel MA, non ci sarà amore né rispetto verso il prossimo e i diritti umani saranno ancora negati.

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