19 Marzo 2019
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Lunedì, 17 Ottobre 2016 12:24

Al via l'offensiva per liberare Mosul dall'Isis

E' iniziata l'offensiva per liberare Mosul dall'Isis da parte dell'esercito e delle forze antiterrorismo irachene, insieme alla milizia alleata dei peshmerga curdi e alle milizie sciite.

Scritto da  Roberta Di Maria
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Ad annunciare l’accaduto è stata la tv di stato irachena, la quale ha reso noto un breve comunicato scritto, poco dopo la mezzanotte, che ha dichiarato l'inizio dell'offensiva militare per cacciare l'Isis dalla seconda citta' dell'Iraq. Il blitz per riconquistare Mosul lo si può definire come la piu' grande operazione militare in Iraq, da quando le truppe statunitensi si sono ritirate nel 2011 e il piu' duro colpo arrecato finora all'Isis. Le forze curde dei Peshmerga hanno tolto all'Isis il controllo di sette villaggi durante le prime quattro ore dell'offensiva per riconquistare Mosul, la “capitale” irachena dello Stato islamico. I ribelli siriani appoggiati dalla Turchia hanno riconquistato la piccola località di Dabiq, città in mano ai jihadisti dello Stato Islamico dal 2014, quando contava 3.000 abitanti. Si tratta di un villaggio della Siria, non lontano dalla frontiera turca e di esigua importanza strategica ma allo stesso tempo dall'altissimo valore simbolico. Infatti, in base ad una profezia dell'Islam sunnita, sarebbe proprio qui che i musulmani del califfato avrebbero vinto contro ii cristiani in un celebre scontro finale prima dell'Apocalisse. Saif Abu Bakr, comandante dell'opposizione siriana, ha comunicato che i combattenti dell'Isis non hanno opposto molta resistenza per difendere la loro iconica roccaforte, situata nel nord della Siria ad alcune decine di chilometri da Aleppo. Per quanto riguarda quest'ultima città, è oggi vittima di bombardamenti e combattimenti dopo l’avvenuto fallimento delle trattative di Losanna tra i rappresentanti dei Paesi coinvolti a vario titolo nel conflitto siriano, Stati Uniti e Russia in primis. Le forze dei Peshmerga curdi prendono parte all'operazione per circondare Mosul, ma non si insedieranno in questa città multietnica, lasciando così il compito alle forze governative di Baghdad per non provocare ulteriori tensioni. L'Onu è preoccupato per il destino degli 1,5 milioni di civili a Mosul e teme che "migliaia di loro potrebbero ritrovarsi sotto l'assedio" delle truppe governative o diventare dei veri e propri "scudi umani" nelle mani dell'Isis. A sostenerlo in un comunicato è il sottosegretario per gli affari umanitari, Stephen O'Brien, facendo appello "a tutte le parti perché rispettino i loro obblighi di proteggere i civili in base alla legge umanitaria internazionale".

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