19 Marzo 2019
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Martedì, 26 Aprile 2016 19:11

Libano, campi profughi siriani, gocce di solidarietà in un mare d'amore

 La giovanissima napoletana Nicole Silvya Bouris, studentessa bocconiana di economia internazionale, ha deciso qualche mese fa di effettuare un semestre di studi presso l'AUB- American University of Beirut. Il Libano, come tutti sanno, è un paese instabile sotto il profilo politico ma certamente offre spunti per grandi gesti di solidarietà.

Scritto da  Edvige Nastri
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Confinando a nord con la Siria, il Libano ha accolto finora circa un milione e mezzo di profughi siriani, la maggior parte dei quali ha trovato ospitalità in campi che assomigliano purtroppo a vere e proprie baraccopoli dove spesso mancano finanche i generi di prima necessità.

Nicole lo sa e vorrebbe fare qualcosa per aiutare questa gente, per alleviare, anche solo in minima parte, le loro sofferenze di popolo costretto ad abbandonare la propria terra. Ed ecco che alla giovane studentessa napoletana, viene in mente di organizzare una raccolta fondi in Italia finalizzata all'acquisto di provviste alimentari da destinare ad uno di questi campi profughi, Issa El Sheikh, il più sperduto, situato sulle montagne a nord-est di Beirut ai confini con la Siria.

Insieme ad un'amica conosciuta in AUB, mobilita una serie di contatti presso la sua università di appartenenza, la Bocconi. Avendo fatto parte della rete studentesca B Lab non ha difficoltà a sollecitare l'interesse e la solidarietà dei suoi colleghi studenti e a raccogliere la ragguardevole cifra di circa 3mila dollari con l'aiuto anche della cappella universitaria che contribuisce con una consistente somma. Con questa cifra Nicole riesce a concretizzare l'acquisto di un centinaio di scatoloni pieni di generi di prima necessità: proteine, carboidrati e prodotti per la pulizia ed igiene.

Dopo un paio di mesi di incessanti contatti, di mail e telefonate finalizzate alla raccolta prima e all'acquisizione di permessi e certificazioni dopo, finalmente è tutto pronto. Si parte. Insieme all'autista del camion e ad un'amica, dopo due ore di cammino e decine di check-point oltrepassati, raggiungono il campo profughi sulle montagne e cominciano la distribuzione dei viveri. Donne, uomini bambini si affollano ai piedi del camion per accaparrarsi la quota di provviste. Gli occhi di Nicole si riempiono di felicità e si abbeverano della gratitudine riflessa negli occhi di quegli sconosciuti che improvvisamente entrano a far parte della sua vita e non ne usciranno più.

Sulla sua pagina fb Nicole scrive: "Abbiamo distribuito cibo a persone colpite da un destino ingiusto. Ma siamo qui per dare sostegno ed amore con la solidarietà che ci guida". Sulla via del ritorno Nicole ripensa a quella giornata straordinaria, a tutte le meravigliose persone che l'hanno resa possibile, stringe tra le dita un fiore che le è stato regalato da uno dei bambini del campo e ringrazia la vita per averle donato l'opportunità di arricchire il suo piccolo cuore.

La solidarietà non si racconta, si invera con coraggio e abnegazione. Grazie Nicole, piccola italiana dai grandi valori.

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