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Venerdì, 27 Novembre 2015 19:05

Parigi è battuta dalle onde, ma non affonda. Quando la rete lancia un grido di resistenza In evidenza

da Parigi: Sal Russo. 

Quando la Rete si commuove, spesso si attiva e, per portare aiuto negli attentati parigini, s'inventa un linguaggio empatico. Piccola Genesi d'una solidarietà numerica! Le Reti Sociali non hanno mai portato cosi bene il loro nome come in questi ultimi giorni.

Scritto da  Sal Russo
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Tantissime famiglie parigine, nella terribile notte del venerdì nero (il 13 novembre) hanno immediatamente proposto d'ospitare lontano dalle pallottole, centinaia di sconosciuti (Operazione #PorteOuverte). Migliaia di persone hanno pubblicato la foto di un collega, di un amico, d'una semplice conoscenza.

Milioni di persone, di tutto il pianeta, hanno voluto comunicare il loro afflato e la loro speranza di vedere gli ostaggi sani e salvi. Milioni di persone hanno voluto mostrarsi solidali alla Francia, immediatamente.

Ma cosa dire? Cosa scrivere che fosse compreso da tutti? Un semplice slogan rischia di sbiadire troppo velocemente «#PrayForParis » «Pregate Per Parigi » dilaga sulla rete: 6,3 milioni di volte in dieci ore. In precedenza nel gennaio 2015 quasi 6,5 milioni di «JeSuisCharlie » sur Twitter...in cinque giorni.

Poi la macchina empatica si ruppe. Perché pregare per la capitale di uno Stato laico? Forse bisognava opporre un altro Dio a tutti i «pazzi» di Dio? Migliaia d'internauti, tra cui me stesso, si opposero. Alcuni contestarono anche la posizione di Stephen King, che aveva postato l’ hashtag «#PrayForParis». E senza che si sappia veramente come, si decise – magia d'Internet – un'altra frase, “senza Dio né preghiera” che riempì allora le reti sociali.

Ma, una frase molto anziana ed in una lingua che credevamo fosse morta, la locuzione latina « Fluctuat Nec Mergitur » (E' battuta dalle onde, ma non affonda) ha riempito le bacheche in segno di solidarietà. La frase si riferisce alla divisa di Parigi, quando ancora si chiamava Lutetia ed era una prospera città dell'Impero Romano. La divisa che accompagnò i naviri della potente corporazione dei Nauti della Senna divenne il simbolo di una Parigi che, malgrado i tempi e le avversità di qualsiasi sorta, è sempre indistruttibile.

Abito a Parigi, che mi ha adottato quando ho lasciato Roma. Roma, a parte una buona educazione, non mi ha dato nulla, anzi spesso mi ha levato quel poco che della vita mi interessava.

Si può dire tutto il male che si vuole di Parigi, ma è una città che funziona con ostinazione e coraggio..

Per 30 anni ho visto questo blasone con la sua divisa, in varie parti della città, ma mai mi sarebbe venuto in mente che i parigini ne avessero fatto il loro grido di resistenza. Questa divisa sta oggi sta affascinando milioni di persone, e non solo i francesi. Le comunità anglo-sassoni, latino-americane, della ex Indo china, gli stessi maghrebini e popolazioni delle ex-colonie sub-sahariane non vogliono avere nulla a che vedere con “DAECH,la menace planetaire” non si rispecchiano affatto in essa!

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