23 Febbraio 2018
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Mercoledì, 25 Febbraio 2015 11:53

2016: Fuga dal mondo In evidenza

Inquietante il rapporto di Amnesty international, nel 60% del mondo i diritti sono calpestati, guerre, torture, negazioni elementari, questo e il nostro mondo

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Nel 2016 non si preannuncia niente di buono sul piano dei diritti umani, il rapporto presentato ieri da Amnesty international all'Istituto della Enciclopedia Italiana a Palazzo Mattei è a dir poco terribile, sconvolgente.

Sono ormai milioni i civili che pagano con la vita le crisi di guerra, guerriglia, di colpi di stato, di esodi, di pene di morte approssimativamente promulgate, di malattie, di discriminazioni sessuali, di pelle, di etnia e tante altre ragioni apparentemente inspiegabili.

Nel solo Mediterraneo sono oltre 3500 i morti annegati mentre cercavano di raggiungere, non l’Italia, ma il continente Europeo.

In Africa si contano a migliaia i morti per cause che hanno a che fare con l’universo religione, chiese bruciate, condanne a morte per apostasia, per adulterio, per omosessualità, per la libertà di espressione. Quasi il 60% del pianeta è attraversato da morti causate da bande di uomini in cui l’unico vero interesse è il governare, con terrore, con odio, con rancore.

Paesi che vietano i diritti più elementari, da quelli confessionali a quelli privati, come l’aborto o il divorzio. Sotto accusa non solo l’India, il Pakistan la Siria, Il Marocco, la Libia e altri Paesi in cui l’uso delle armi è quotidiano e assassino, ma tanti altri Stati e focolai di guerra che nulla hanno a che vedere con l’etica e la religione.

Ragazze rapite e vendute, Stati del tutto inventati e in cerca di terre possibilmente ricche di petrolio o miniere di qualsiasi genere, tortura indiscriminata, razzie etniche senza limiti, è un mondo che brucia, che fa venire i brividi. Un mondo fatto di una serie A di pochi stati, e poi tutto il resto dietro, gonfio e grondante di morte, distruzione e paura.

Diritti allo studio e al gioco negati con forza, nel nome della religione e del motto “il popolo meno sa meglo sta” Sono in fuga per un mondo migliore uomini donne e bambini che vengono accolti dallo Stato in cui cercano pace, con la puzza e il disgusto sotto il naso, chiusi in campi di concentramenti che poi vengono chiamati o campi profughi o centri di prima accoglienza.

In tutto questo terribile scenario c’è il sempre più fiorente mercato delle armi e i turpi personaggi con le mani insanguinate che fanno sempre più affari a peso d’oro.

Stati riconosciuti all’ONU che nel nome di norme antiterrorismo o tutela dei propri confini uccidono, torturano e cambiano la geografia politica del mondo. In tutto questo desolante scenario l’ONU che poco o nulla può a causa del diritto di veto che alcuni Stati esercitano quando sono messe in discusione amicizie, soprattutto economiche, con Paesi assassini ove la carta dei diritti umani è messa sotto i piedi o usata nei loro bagni.

Lo scorso anno 40 Paesi hanno proposto all’ONU l’astensione volontaria dall'utilizzo del veto, ma poco o nulla è stato fatto per i milioni di migranti in cerca di pace, lavoro e un benessere che vuol dire solo vivere senza la paura di essere ammazzati, torturati o imprigionati. Amnesty International purtroppo ci avverte che il 2016 sarà ancora peggio, se non è questa la fine del mondo quale altra dovrebbe essere?

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