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Martedì, 25 Novembre 2014 17:30

25 novembre 2014 - Giornata internazionale contro la violenza sulle donne In evidenza

La maggioranza dei casi di violenza si riscontra all’interno della famiglia e i motivi sono quasi sempre gli stessi: gelosia, questioni economiche, dissapori quotidiani, ma soprattutto la convinzione, da parte del violento, di essere il proprietario assoluto della donna che gli vive accanto.

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  4Si può dire che ogni giorno i notiziari televisivi e i giornali denunciano violenze perpetrate ai danni di donne.

Donne che hanno la sola colpa di volersi sottrarre ad un amore, una convivenza o ad un matrimonio che rende loro impossibile continuare a vivere accanto ad un uomo che le ha deluse nel modo più subdolo e atroce, diventando una persona che usa la violenza sia fisica che psicologica per tenerle ancora legate a sé.

Secondo i dati del rapporto Eures il 70% dei delitti avviene in famiglia e il 2013 è stato “l’anno nero” per il femminicidio in Italia. Nessuna Regione Italiana è esente da casi di femminicidio. Anzi sia in Campania che nel Lazio c’è stato un aumento dei casi di violenza che ormai passano quasi inosservati. Seguono la Lombardia, la Puglia, la Toscana, la Calabria e la Sicilia. Le città ”leader” sono Roma, Torino e Bari seguite da Latina, Palermo e Perugia.

La maggioranza dei casi di violenza si riscontra all’interno della famiglia e i motivi sono quasi sempre gli stessi: gelosia, questioni economiche, dissapori quotidiani, ma soprattutto la convinzione, da parte del violento, di essere il proprietario assoluto della donna che gli vive accanto e non accetta la decisione della vittima di troncare un rapporto ormai finito. Sono i cosiddetti “femminicidi del possesso”.

Ormai il simbolo di questi femminicidi sono le “Scarpe Rosse”. Perché? Perché le scarpe rosse da sempre sono considerate il simbolo di una femminilità allegra, gioiosa che la donna vuole esprimere liberamente come avviene nella danza incontrollata delle scarpette rosse della favola di Andersen.

Elina Chauvet è stata la prima artista messicana a raccontare con una raccolta di scarpe rosse la tragedia del femminicidio con il suo progetto “Zapatos Rojos”, realizzato per la prima volta nel 2009 a Ciudad Juàrez.3

Città messicana che si trova a Nord del Messico dove, a partire dal 1993, centinaia di donne vengono rapite, stuprate e uccise senza che nessuno degli assassini vanga punito.

Non ha importanza se sono giovani o vecchie, se hanno la pelle bianca, rossa o nera; se sono cattoliche, protestanti, mussulmane o indiane: sono donne che per difendere il loro diritto ad essere una persona, ed avere il diritto di dire NO, hanno pagato il prezzo più alto in assoluto : la VITA!

Dal 2009 le scarpe rosse sono diventate un simbolo di protesta e di denuncia per la violenza contro le donne e il 25 novembre di ogni anno in molte piazze italiane vengono esposte centinaia di scarpe rosse per non dimenticare e per rendere omaggio a tutte quelle donne che non potranno più indossare le “scarpe rosse”.

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