19 Luglio 2019
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Sabato, 13 Settembre 2014 11:12

Ieri dal Pentagono: gli Stati Uniti sono in guerra contro l’Isis. In evidenza

Contingenti di uomini, armamenti e strategie diplomatiche, i primi atti di guerra della coalizione di Obama. Partono supporti di guerra anche dai paesi europei.

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Chi sono i nemici con questi sono entrati in guerra gli americani? Uomini incappucciati che tagliano la gola, brutalizzano, uccidono bambini e vendono le donne come schiave. Fanatici religiosi, pragmatici della rivoluzione o psicopatici? Sono circa 30.000 i combattenti che fanno paura all’occidente.

Dalla Francia, Gran Bretagna, dall’Italia, dalla Germania e dagli Stati Uniti partono in queste ore migliaia di uomini e armamenti. Gli aerei italiani sono arrivati in Kurdistan e in tutto l’Iraq arrivano supporti all’esercito regolare.

Insomma la promessa del Pentagono che “l'America non sarà trascinata in una nuovo conflitto come in Iraq o in Afghanistan. Non saranno coinvolte truppe americane sul suolo straniero, Il loro compito non è quello di partecipare a missioni di combattimento, ma quello di difendere il personale Usa e di supportare, non sul campo, le forze irachene”, svanisce schiacciata clamorosamente da quello che sta accadendo nelle ultime ore. Inoltre le parole di Obama: "Li colpiremo ovunque. Li distruggeremo. Non c'è alcun paradiso sicuro per chi minaccia l'America" suggellano inconfutabilmente la volontà di entrare in guerra.

Intanto i cacciabombardieri americani continuano a colpire. Le strategie diplomatiche stanno prendendo sempre più corpo compresi gli accordi con la Siria di Assad. Laddove solo un anno prima l’America minacciava bombardamenti, oggi si cerca un accordo proprio con il regime di Damasco affinché entri nella coalizione contro l’Isis.

Anche i paesi arabi sunniti sembra abbiamo raggiunto un accordo con il segretario si Stato Kerry: daranno il loro appoggio alla coalizione.

Insomma un vera prima fase di guerra dove riarmo, contingenti umani e diplomazia internazionale si stanno muovendo a disporre un’offensiva internazionale contro le forze islamiche dell’Isis.

Intanto la situazione in Iraq sta realmente degenerando. L’Isis, da parte sua, vanta di reti collaborative anche da parte dei paesi confinanti che forniscono armi e supporti all’azione di guerra islamica, tra questi anche la Turchia.

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