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Martedì, 12 Agosto 2014 11:00

Incapaci di costruire la pace incompetenti nel fare la guerra In evidenza

Chi pagherà tutti i danni subiti dai civili? Le differenze tra la guerra e l’invasione

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Parlare della Palestina e dei problemi cui è afflitta è opera difficile, in questo mese di guerra, o invasione, ogni giorno ci sono arrivate novità e sempre peggiori del giorno precedente. Ma quello che conta nelle vita sono i numeri, le guerre sono fatte di numeri, le guerre sono delle azioni camorristiche cui chi vince ed è più forte assoggetta i meno forti, e non i perdenti, alle loro condizioni.

Ne abbiamo lette tante in questo mese di orrore. La palma della sincerità va ad una deputata israeliana che ha impunemente invitato i soldati del suo paese a “uccidere le donne incinta, perché il vero problema in Palestina e dei suoi abitanti è la procreazione, non ne devono nascere più” questa terribile e fredda dichiarazione è stata censurata con una lavata di acqua di rose e una spruzzata di bergamotto, per fortuna abitiamo in un Paese che se un deputato avesse detto una cosa del genere sarebbe stato cacciato a calci prima dai suoi e poi da tutti, abbiamo qualcosa cui andare fieri, il senso della misura.

Purtroppo la deputata nella sua logica ha rappresentato un reale sentimento della maggioranza dei politici (e parte del popolo) Israeliani, altrimenti non si capirebbe il valore dei numeri della guerra. Dall’”offensiva di Gaza” composta da attacchi navali e aerei, di terra, con fanteria e carri armati, sono morte quasi duemila persone, hanno perso la vita 29 soldati Israeliani, e 2 civili, dall’altra parte invece sono morte fino al 23 luglio 170 soldati palestinesi e 445 civili, tra questi 147 bambini e 80 donne. Gli obiettivi militari dalla parte Israeliana erano i tunnel sotterranei che conducono a , città come israeliane poste al confine. Sembra che i tunnel in questione fossero trenta, in trenta giorni è stato scaricata sulla popolazione di Gaza un arsenale che porta alla mente quello lanciato sulla nazista Berlino quando fu conquistata dai liberatori, almeno l’effetto è quello. Sono state distrutte case a centinaia, famiglie decimate, in ogni gruppo familiare, o quel che resta, della striscia di Gaza c’è un lutto. Sono state smantellate strade, centrali elettriche, le tubature dell’acqua, poi si è cominciato a sparare sulle case o i luoghi presunti ove venivano lanciati i razzi contro Israele, queste operazioni da Israele sono sempre state giustificate come azioni che servivano a distruggere una base militare, e dai filmati che arrivano e analizziamo ci accorgiamo che allora l’intera striscia di Gaza, comprese le spiagge fosse tutta una base militare.

In questa striscia in questo mese è stata ferita e ha perso la vita quasi l’un per cento della popolazione, sono morti circa 500 bambini, e anche questo è un dato che fa pensare, 500 bambini in meno vuol significare, attendendoci alla natalità del luogo, a circa 2000 bambini mancanti per domani, visto che ogni abitante in media genera 3 figli, è anche questo un modo di programmare il non futuro di una popolazione. Provando una combinazione matematica-letteraria ad ogni parola di quelle scritte inserite in un vocabolario di lingua italiana esce lo stesso risultato, anche invertendo le parole o usando i sinonimi, la parola è “estinzione” allora ci troviamo di fronte ad una soluzione lontana, perché i signori della guerra non vogliono trovare una via di pace, e allora scatenano la guerra che chiamano “chirurgica”.

Maledettamente da quel che vediamo, e lo stesso segretario americano Kerry ha guardato e commentato, di chirurgico in questa guerra c’è ben poco, sono stati lanciati razzi e causato morte negli ospedali, nei centri dell’ONU, nelle case di gente che lavora e che ha solo il torto di essere nata dalla parte sbagliata, è stato lanciato fuoco e morte perfino su un parco giochi mentre i bambini correvano e facevano l’altalena. Il risultato, anche in questo caso porta all’incapacità di essere in grado di portare avanti una guerra, come il cacciatore impazzito, spara a qualsiasi cosa che si muove, e abbiamo visto il terribile video del 15enne arabo-americano, picchiato selvaggiamente da 18 militari in divisa e ognuno di loro di almeno 20 anni, che insegnamento è? E se si è anche incapaci di fare la guerra convenzionale, chi paga i danni? Chi ricostruisce le case, le strade, gli ospedali che sono stati distrutti per errore? Chi ripagherà le famiglie delle perdite avute in casa, che si tramutano irrimediabilmente anche in perdita di braccia, quindi di lavoro e di conseguenza di danaro? chi pagherà una vita senza lavoro e guadagni ai feriti che hanno perso braccia o gambe occhi o pezzi di corpo? Chi pagherà i danni psicologici e futuri dell’adolescente arabo-americano?

Non si sta da una parte per capriccio, soprattutto di fronte ad una questione così spinosa come quella israelo -palestinese, ma come si fa a restare inermi di fronte alle immagini che vediamo? Ai numeri che leggiamo? Per la prima volta dopo decenni sono morti soldati israeliani, non fa piacere, per nulla, ma questa è la guerra, e singolare infatti che uno Stato possa pensare di mantenere il suo ordine e comprimere il futuro altrui solo in casa d’altri, la guerra è terribile, perché mette due nazioni a confronto, territori invasi e liberati, prigionieri e bombardamenti sbagliati, ma in tutte e due le fazioni e territori in conflitto, se invece la guerra la si pretende di farla solo in casa d’altri, allora si abbia il coraggio di usare la parola più corretta: è invasione.

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