24 Settembre 2017
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Anna Carla Broegg

Anna Carla Broegg

E' morta oggi nella sua casa a Roma, a 91 anni l'antropologa e scrittrice Ida Magli, l'autrice di 'Matriarcato e potere delle donne' e del longseller 'Gesu' di Nazareth  con il quale ha vinto nel 1982  il Premio Brancati per la letteratura.

"E' morta a casa sua, serena e lucida accanto al figlio. Si era rotta il femore alcune settimane fa. L'intervento era andato bene ma era molto depressa perchè pensava di non poter essere più indipendente" spiega Giordano Bruno Guerri  scrittore con il quale aveva collaborato e che era molto vicino alla famiglia.

 Ricordiamo la presa di posizione contro l'Unione Europea fra le sue ultime lotte,

Fin dal 1994 aveva sostenuto tesi contrarie all'unificazione europea e aveva cercato inutilmente di convincere i politici a desistere da quello che considerava un progetto fallimentare, foriero della fine della civiltà europea.

Da contro L'Europa:

"O Europa o morte!" È troppo forte l'eterno richiamo da parte dei Potenti ad una meta di salvezza, per non fermarsi a riflettere sulla sua assoluta irrazionalità. È un grido fuori dal tempo, che ci obbliga, proprio per questo, a dubitare che si tratti di una vicenda "normale", per quanto importante, e che insospettisce per la sua carica di passionale emotività. Se poi a soffrire di sfrenate emozioni sono banchieri ed economisti, che vantano la loro inalterabile freddezza, e che, viceversa, fanno affermazioni "fatalistiche" come quelle del tetragono super Ministro dell'Economia italiano: "Il treno dell'euro è partito e un treno in corsa non si può fermare", allora il sospetto si trasforma in un dovere."

Ida Magli è stata la prima ad adoperare il metodo antropologico per analizzare la società europea e in particolare quella italiana, dall'antichità al medioevo fino alla contemporaneità, con gli stessi strumenti adoperati dall'antropologia per le società "primitive".

"Contro utero in affitto sanzione amministrativa inutile. Deve essere reato penale con inadottabilità" un Tweet pubblicato dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin alimenta il fuoco nel dibattito sulle Unioni Civili.    

la Lorenzin  ha poi specificato alla stampa: “Credo che, ormai, bisognerà votare sull’emendamento, a meno che non si riesca a trovare un punto di ‘caduta’ e, a mio parere, può essere solo quello di rendere l’utero in affitto un reato universale”.

  - Parla di un reato punibile penalmente-  " Un reato che bisogna legare ad una norma penale, successivamente porre sanzioni ed il divieto di adottabilità per il partner. In questo modo si svuoterebbe la stepchild da qualsiasi tentativo di far rientrare dalla finestra quello che abbiamo voluto tenere fuori dalla porta".

Al ministro Lorenzin ha risposto con un altro tweet la stessa Monica Cirinnà, alla quale si deve il ddl: "Proprio da te che sei mamma,la proposta dell'inadottabilità? Vuoi penalizzare i bambini per come sono nati ?"  e il ministro ha quindi ribadito la sua posizione: “Garantiamo tutele ai bimbi già nati ma stop a utero in affitto, sia reato universale. Tu rinunceresti a tua madre?”.

Secondo il ministro della Salute l'utero in affitto è la falla del testo. 

Eugenio Scalfari, 91 anni ,fondatore di Repubblica , in un'intervista rilasciata alla trasmissione Soul in diretta sabato e domenica su Tv2000 e ripresa da il Giornale e Direttanews, si lascia andare a questa frase: “Gli uomini hanno bisogni primari come gli animali. Noi ci inventiamo i desideri, ma i poveri, salvo pochissimi, non hanno bisogni secondari”.

La  divisione  tra "Noi" e "Loro" è palesata nelle sue frasi.

E quando la conduttrice tenta di intraprendere una strada risolutrice, cercando di rimediare a quella che poteva essere una gaffe dovuta all'età: "Ma no direttore, nell’uomo c’è qualcosa di oltre… Il desiderio di un significato c’è in chiunque, anche nell’ultimo povero della Terra…"

La risposta lapidaria  e provocatoria di Scalfari non lascia alcun dubbio riguardo la sua vera posizione : "Lei pensa?"-E incalza- "Quella è gente che non sente contraddizione".

Ma per fortuna ha chiuso il suo intervento lasciando almeno il beneficio del dubbio quando ha ammesso che forse un bisogno secondario possono averlo come il cantare e sono un esempio "I coltivatori delle Americhe erano neri e cantavano e da lì deriva il jazz”.

L’Air Force Renzi è arrivato a Roma, la presidenza del Consiglio ha un nuovo giocattolo firmato Repubblica Italiana.

L' Airbus A340-500, preso in leasing dalla compagnia emiratina e al costo di circa 200 milioni di dollari (cioè circa 175 milioni di euro), arrivato questa notte all'aereoporto di Roma Fiumicino, direttamente da Dubai,  sarà utilizzato per i viaggi di Stato a lungo raggio.

Il nuovo aereo, dotato di 4 motori Rolls Royce Trent 553-61, sostituisce il vecchio Airbus A319 Corporate Jet che fa parte di una flotta datata, con mezzi comprati tra gli anni Novanta e l’inizio dei Duemila.

A convincere il capo del governo Matteo Renzi sono stati anche gli standard delle dotazioni all’interno dell’aereo: ci sarà una sala riunioni con wi-fi, la zona relax per i passeggeri di rango, forse un’infermeria .

Oltre l'ultimo acquisto ci sono le spese di manutenzione degli altri 13 velivoli di Stato.  Qualche anno fa si era stimato un costo annuale di circa 20 milioni di euro. Il tutto senza dimenticare che su queste spese incidono molto anche i voli di Stato effettuati dai ministri, che per legge dovrebbero prendere un aereo di Stato solo se non esiste un volo di linea. E questo perché gli “aerei blu” spettano di diritto alle sole 5 più alte cariche dello Stato. A questa regola, però, ci sono numerose eccezioni. A luglio 2015, per esempio, si sono registrati 45 voli di Stato, una media di 1,5 al giorno. Il 3 luglio il ministro dell’interno Angelino Alfano è volato da Roma a Catania. Il 7 luglio il collega degli Esteri Paolo Gentiloni ha fatto un volo andata e ritorno Roma-Milano. L’11 luglio il titolare dell’Economia Pier Carlo Padoan è volato da Roma a Bruxelles. Tutti avranno dimostrato che non erano disponibili voli di linea. Ma così l’eccezione rischia di diventare la regola.

Tassa di trasporto in ambulanza a carico di chi viene soccorso se ubriaco o drogato. La proposta per l'aumento di ferimenti e decessi dovuti alla guida in stato di ebbrezza o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti.

il Consiglio regionale della Liguria, con 16 voti a favore (maggioranza di centrodestra) e 15 contrari (minoranza), ha rinviato in commissione la mozione presentata da Alessandro Piana (Lega Nord Liguria-Salvini) in cui si impegna la giunta ad istituire una tassa sul trasporto in ambulanza a carico di chi viene soccorso perché ubriaco o sotto l'effetto di stupefacenti e a devolvere i proventi rispettivi ad un fondo a favore delle vittime della strada e/o ad altre iniziative legate alla prevenzione.

"Chi è soccorso ubriaco o drogato deve pagare l'ambulanza"- afferma Piana- "I volontari di Pubbliche Assistenze si trovano costantemente ad effettuare soccorsi in incidenti stradali causati dall'eccessivo consumo di sostanze alcoliche e stupefacenti  e l'addebito del costo relativo al trasferimento in ambulanza rappresenta un messaggio importante, con una forte connotazione educativa, soprattutto per i nostri giovani; questi ultimi devono prendere coscienza che il divertimento deve essere responsabile. Tanto più che il costo del trasporto in ambulanza rappresenta una spesa notevole per il Sistema Sanitario pubblico e le ambulanze, quando sono impegnate in un soccorso di questo genere, non sono disponibili per altri interventi".

In occasione della visita del presidente iraniano Hassan Rohani in Campidoglio sono state coperte da pannelli bianchi su tutti e quattro i lati alcune statue di nudi dei Musei Capitolini.

La delegazione iraniana aveva lamentato che il presidente dovesse prender la parola nella Sala Esedra dei Musei Capitolini accanto alla statua di Marco Aurelio a cavallo e alle statue delle Veneri. A non essere gradite erano le nudità, tanto quelle femminili, quanto quelle equine.

 La copertura sarebbe stata decisa come forma di rispetto alla cultura e sensibilità iraniana.

 "Si tratta di censura e sottomissione culturale non di rispetto ed ospitalità" le polemiche dai media.

 "Ho presentato un'interrogazione al presidente del Consiglio perché siano resi noti tutti i nomi della banda di idioti che ha ordinato la copertura di statue che potevano dare fastidio a Rohani, il leader iraniano in visita in Italia".  Dichiara il senatore Maurizio Gasparri . "Questo gesto di prostituzione culturale - prosegue - ordinato dalle autorità italiane a beneficio di un personaggio che nel suo paese applica la pena di morte, che minaccia la libertà e la vita di Israele, che viene da noi omaggiato e tollerato nei suoi abusi solo per interessi commerciali ha ottenuto atteggiamenti inconcepibili. Bisognerebbe mettere una sorta di burqa politico a quanti hanno ordinato questo scempio politico-culturale". "Chiedo di conoscere i nomi - afferma Gasparri - di quanti hanno impartito le direttive che sono state eseguite supinamente da chi non ha avuto uno scatto di dignità e orgoglio. Quanti protestarono per una tenda di Gheddafi che per alcune ore fu piantata a Roma oggi tacciono di fronte a questo stupro alla nostra cultura e identità storica. È tipico del renzismo assumere questi atteggiamenti e quindi non appaiono credibili le presunte proteste dello stesso presidente del consiglio. Per questa ragione vogliamo chiarezza. Si esibiscano i documenti, le direttive, le identità di chi ha attuato questa vergogna di cui l'Italia porterà a lungo memoria".

La Carta d'identità elettronica a marzo sarà introdotta in maniera definitiva in 153 Comuni, per poi essere portata su tutto il territorio nazionale entro il 2018. A sostituire il vecchio documento cartaceo, sarà una tessera, simile alla patente ma più avanzata, che conterrà tutti i dati del cittadino.

Questa tessera digitale conterrà una vasta gamma d informazioni: oltre ai dati anagrafici, infatti, sarà presente il codice fiscale, le impronte digitali, degli elementi di sicurezza come ologrammi, sfondi di sicurezza e micro scritture, ed al momento della richiesta sarà anche possibile fornire indicazioni in merito alla donazione degli organi e le modalità di contatto, l'e-mail e il numero di telefono. 

Le novità però non saranno solo “estetiche”, perchè il Ministero degli Interni ha innalzato il livello di sicurezza: i dati dei cittadini saranno codificati all'interno di un sistema di sicurezza secondo gli standard europei, anche se secondo molti il chip NFC conterrebbe qualche falla.

Storie di ordinaria disoccupazione, storie di crisi, storie di disperazione, storie di giustizia.

Il Tribunale di Belluno ha condannato un disoccupato con sei figli a 3 mesi di reclusione con una multa di 20.000 euro per aver costruito in casa un bagno abusivo.

Il 44enne di Sospirolo non aveva un bagno in casa per uso familiare.

Erano opere sanabili, ma servivano 2mila euro per pagare la sanzione amministrativa: lui non ce li aveva e così il processo ha fatto il suo corso.

Un giudice senza pietà per una famiglia di 8 persone con 6 figli minorenni e 2 genitori disoccupati, l'avvocato dell'uomo ha già dichiarato di voler ricorrere in appello, e intanto non sarà necessario demolire la costruzione. 

 

Mercoledì, 06 Gennaio 2016 00:00

Nord Corea test bomba ad idrogeno. Sisma 5.1

La Corea del Nord ha reso noto di aver testato con successo una bomba all'idrogeno miniaturizzata, alle 10 ora locale, le 3 del mattino in Italia. Il test sarebbe stato effettuato a Punggye-ri, nell'est del Paese.  A far scattare l'allarme è stato un terremoto di magnitudo 5.1 registrato dalla United States Geological Survey che la Corea del Sud ha poco dopo localizzato a circa 49 chilometri da Punggye-ri, dove il Nord ha effettuato già test nucleari nel passato.

"Abbiamo effettuato con successo un test nucleare per difenderci dagli Stati Uniti", si legge nel comunicato ufficiale. "Se gli Usa non violeranno la sovranità della Corea del Nord non useremo l'arma nucleare", è scritto ancora. Secondo i media è  la quarta volta che viene fatto esplodere un ordigno nucleare, l'ultimo test è stato ordinato dal giovane leader Kim Jong-Un.

I coreani entusiasti hanno ascoltato la notizia , nella piazza della stazione della capitale, su un megaschermo dove l'annunciatrice della tv statale annunciava il successo del test nucleare.

" Ci sentiamo più forti" le dichiarazioni della folla,  e ancora" gli stati uniti vorrebbero schiavizzare la nostra terra".

Tra gli entusiasmi e i test nucleari la terra trema. 

Ieri, Ilaria Cucchi ha pubblicato sul suo profilo facebook una foto in costume di uno dei carabinieri indagati per la morte di suo fratello Stefano. " Ecco chi ha ucciso mio fratello" scrive nel post, che ha ricevuto tantissimi commenti e condivisioni ma ha dato il via anche a tante polemiche.

 Il legale di Francesco Tedesco, il militare nella foto, ha denunciato Cucchi per diffamazione. "Il mio assistito è stato sommerso da minacce di morte a lui e ai suoi familiari - ha detto l'avvocato Elio Pini - Denunceremo anche gli autori di queste minacce".

 "Volevo farmi del male - scrive Ilaria Cucchi -, volevo vedere le facce di coloro che si sono vantati di aver pestato mio fratello, coloro che si sono divertiti a farlo. Le facce di coloro che lo hanno ucciso".

Tra gli oppositori al gesto spunta in prima fila Matteo Salvini: "Ilaria Cucchi? Capisco il dolore di una sorella che ha perso il fratello, ma mi fa schifo. È un post che mi fa schifo. Mi ricorda tanto il documento contro il commissario Calabresi".  Sono le dure parole del segretario della Lega Nord, a La Zanzara su Radio 24 e ancora : "La sorella di Cucchi, si deve vergognare. La storia dovrebbe insegnare. Qualcuno nel passato fece un documento pubblico, erano intellettuali sdegnati contro un commissario di polizia che poi fu assassinato. I carabinieri possono tranquillamente mettere una foto in costume da bagno sulla pagina di Facebook. O un carabiniere non può andare al mare? È assolutamente vergognoso. I legali fanno bene a querelare la signora e lei dovrebbe chiedere scusa".

"Chi cerca la verità non può provare vergogna" la risposta di  Lucia Uva.

La sorella di Giuseppe Uva, morto in ospedale nel 2008 a Varese dopo essere stato fermato da poliziotti e carabinieri e portato in caserma, posta l'immagine di un agente coinvolto. "Io che colpa ne ho se come Ilaria Cucchi voglio farmi del male per vedere in faccia chi ha passato gli ultimi attimi di vita di mio fratello " ha scritto Lucia Uva.

L'uomo nella foto, un autoscatto a torso nudo in palestra, i muscoli in vista come per il carabiniere del caso Cucchi, è Luigi Empirio, a processo assieme ad altri. Uva venne fermato ubriaco in strada e portato in caserma: per la famiglia sarebbe stato picchiato, gli uomini delle forze dell'ordine indagati hanno sempre negato.

"Mettetevi bene in testa noi vittime dello Stato vogliamo solo la verità - ha concluso il post Lucia Uva - e non ci fermeremo fin quando i colpevoli non verranno tutti fuori".

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