25 Giugno 2019
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Mercoledì, 17 Maggio 2017 00:00

Divorzio breve, con la legge è meno dura lasciarsi?

Il matrimonio, per molti un sogno destinato a durare per sempre, ma purtroppo non a tutti capita la fortuna che ciò accada.

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In Italia tanta è la voglia di sposarsi ma sembrerebbe che è ancora di più la voglia di separarsi da quando nel 2015 è entrata in vigore la legge sul divorzio breve. E quindi cosa succede? Succede che due persone che si sono giurati amore eterno finiscano davanti a un giudice per chiedere lo scioglimento di tale legame. A volte ci si imbatte in una vera e propria guerra giudiziaria, coinvolgendo anche i figli, in altre occasioni avviene in maniera del tutto consensuale. Nel mondo le modalità con cui si divorzia sono le più disparate, mentre l’unico paese in cui è vietato sono le Filippine. Il divorzio, in Italia, venne introdotto in maniera legale il 1° dicembre 1970, con la legge 1° dicembre 1970, n. 898- “Disciplina dei casi detta scioglimento del matrimonio”, per poi entrare in vigore il 18 dicembre dello stesso anno. Ci furono, però, i partiti di maggioranza relativa che erano avversi affinché tale legge venisse approvata, cosicché il 12 maggio del 1974 fu indetto un referendum abrogativo, con lo scopo di invalidare la legge 898/70. Il risultato di questo referendum fu quello di tenere la legge in vigore. Una peculiarità del sistema giuridico italiano, era che il divorzio non poteva essere ottenuto direttamente con il procedimento giudiziario, ma preceduto da un periodo di separazione coniugale: cinque anni, ridotti nel 1987 a tre.

Proprio per quanto concerne il divorzio c’è stata però una svolta. Il disegno di legge che introduce in Italia il “divorzio breve”, è una pratica che velocizza e semplifica le modalità per divorziare. L’ordinamento era stato approvato dalla Camera il 29 maggio 2014, modificato dal Senato il 18 marzo 2015, ed è entrato in vigore il 26 maggio 2015. Molte le “novità” previste da questa nuova legge a partire dai tempi, non bisognerà aspettare più tre anni dalla fine del rapporto tra i due coniugi, bensì i tempi si sono ridotti a dodici mesi per la separazione giudiziale (ovvero quando la separazione è chiesta soltanto da uno dei due) e a sei mesi per quella consensuale, a prescindere che ci siano o meno dei figli. Non cambia il requisito che la durata della separazione deve essere senza interruzioni. Per quanto riguarda, invece, lo scioglimento della comunione dei beni tra i coniugi, mentre prima si realizzava solo con il passaggio in giudicato della sentenza di separazione, ora la comunione si scioglie nel momento in cui il giudice autorizza i coniugi a vivere separati, o dalla data di sottoscrizione della separazione consensuale. Le nuove procedure possono essere applicate anche alle cause di divorzio già in corso.

Un vero e proprio boom di richieste, quelle presentate nell’estate italiana 2015, tanto che le stime degli avvocati matrimonialisti sono di almeno 50 mila richieste in soli due mesi da quando la legge sul divorzio breve diventò realtà. Arrivare a vedere approvata questa legge non è stato un iter semplice. La si può definire una vittoria, in quanto rende la separazione tra due persone meno complessa, evitando o almeno ci si prova di imbattersi in una guerra che può portare sofferenza.

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