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Mercoledì, 22 Agosto 2018 07:57

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Una storia vera: Come stare peggio cercando di stare meglio…

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Un mio amico, di cui non farò il nome per privacy, ha avuto un’esperienza negativa per la patologia di artrosi psoriasica che lo persegue da più di dieci anni. Per comodità di chi scrive e chi legge, racconterò questa storia, con suo consenso, in prima persona e quindi come se fossi io l’interessato.

Nel lontano 2007 ho cominciato ad avere le prime avvisaglie della psoriasi, malattia infiammatoria cronica della pelle, non infettiva né contagiosa. Fatti i primi accertamenti ed analisi, avevo conferma di essere affetto da psoriasi volgare a placche. Come cura una pomata al cortisone. Nei due anni successivi sono cominciati dei dolori alle dita di mani e piedi, a ginocchia e gomiti. Un’ulteriore visita dallo specialista reumatologo ha confermato come patologia l’artrite psoriasica, cioè la psoriasi mi aveva portato, per compagnia, anche l’artrite! Tutto questo a cominciare da 39 anni di età, che soddisfazione.

A questo punto, per cercare qualche soluzione sia alla psoriasi che all’artrite, vengo a conoscenza dell’esistenza di nuovi farmaci “biologici” per la cura di questa patologia. Nello specifico il mio reumatologo mi prescrive l’Enbrel 50mg, siringa intramuscolo preriempita a base di etanercept da fare una volta a settimana. Ottimo, penso io, non dovrò mettere più la pomata, a base di cortisone, un giorno sì e uno no. In effetti la siringa funziona alla grande, non ho più chiazze psoriasiche né dolori alle ossa che si attenuano un po’ alla volta fino a scomparire del tutto. L’unica cosa che continua ogni tanto è la comparsa di poche chiazze su mani e gambe che vanno via con la solita pomata.

Pensavo di avere risolto tutto. Mi sbagliavo.

Per una decina di anni, quindi, mi sono curato con questo Enbrel una volta a settimana finchè, colto da uno strano mal di testa che si presentava ogni qualvolta tossivo, sternutivo, mi abbassavo e rialzavo velocemente, avevo una giornata di lavoro piena piena o mi stancavo parecchio, dopo pochi mesi mi decisi a fare altri accertamenti per capire la causa di questa cefalea. Andai allora all’ospedale e qui, con mia grande sorpresa, dopo aver fatto una visita con due dottori neurologi e specialisti in cefalee, mi vollero ricoverare per maggiori esami. Mi hanno fatto prelievi di sangue, prelievo di midollo spinale, risonanza magnetica totale ed al cervello con e senza contrasto.

Dopo una quindicina di giorni arrivano i risultati.

Per farla breve, va tutto bene tranne che una “demielinizzazione” della sostanza bianca del cervello. Me lo spiegano pure ma io ne capisco poco e, dopo alcune domande e altre spiegazioni, vengo a sapere che per poco non ho contratto, causa probabile le siringhe che facevo, la sclerosi multipla! Consigliano quindi di sospendere l’Enbrel e di rimanere sotto osservazione sia da loro che dal reumatologo, facendo altre cure con Xarenel, Normocis e poi altri esami neurologici, controllo di omocisteina e vitamina D dopo tre mesi ed un’altra risonanza magnetica dopo sei mesi. Mi dicono anche, dopo mie insistenze per saperne di più, che sono stati fatti studi con l’Enbrel su pazienti già affetti da sclerosi multipla che però hanno avuto un peggioramento della malattia.

Domanda: ma è mai possibile che per aggiustare una cosa ne rompi un’altra? E per di più senza saperlo, mica mi aveva detto qualcuno di questi dottori che si potevano avere anche delle controindicazioni gravi! Sul bugiardino del farmaco, nome che è già tutto un programma, c’erano sì le controindicazioni, ma non così gravi… Farmaco sperimentale? Siamo solo delle ignoranti cavie da laboratorio consenzienti e senza avere nulla in cambio. Gli effetti collaterali sono da scoprire o da confermare.

Io senza aspettare alcunchè sospendo subito l’Enbrel, farmaco “biologico”, e vado da un medico agopuntore ed omeopata di mia conoscenza. Questi, raccontata la mia storia, mi visita e mi prescrive cure complementari con integratori, farmaci omeopatici quali gocce, granuli, ed anche agopuntura, coppettazione, moxa, terapia con ioni negativi per l’artrite psoriasica. Premetto che non ho mai creduto al 100% alle cure omeopatiche ma, visto che quel farmaco “allopatico” mi aveva portato quasi ad una patologia peggiore di quella che avevo già, mi sono convinto a provare anche quest’altra strada.

Mi devo ricredere. Quasi subito, in un paio di settimane, ci sono miglioramenti su tutta la linea. E dopo circa due mesi di cure complementari, non ho chiazze psoriasiche e non ho dolori alle ossa. Senza effetti collaterali indesiderati.

Certo era più facile fare una siringa una volta a settimana piuttosto che prendere tutti questi farmaci omeopatici e fare le sedute per l’agopuntura, moxa ecc. che vanno da 15 a 60 minuti ognuna, fatte però anche contemporaneamente e quindi risparmiando un pò di tempo. Ma in questo caso per me il gioco vale la candela.

La cefalea però persiste. Ma questa è un’altra storia.

“Ma dopo quanto avete detto, io non posso più stare zitto

e perciò prima che mi possiate fermare

devo urlare, e gridare, io lo devo avvisare,

di alzarsi e scappare anche se si sente male,

che se si vuole salvare, deve subito scappare.”

                                       Edoardo Bennato – Dotti medici e sapienti

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