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Martedì, 26 Marzo 2013 01:00

In Tanzania rischio di evacuazione per ventimila cittadini Masai

Il 26 marzo scorso il governo della Tanzania ha annunciato di voler istituire un “corridoio verde”, un’area protetta di 1.500 km quadrati, ai confini col Parco Nazionale del Serengeti. Quelle terre sono già in affitto, da circa 20 anni, alla OBC (Otterlo Business Corporation), società legata alle famiglie reali degli Emirati Arabi che organizza safari di caccia

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Il “corridoio verde” è ricavato all’interno dei 4.000 km quadrati nel distretto settentrionale di Loliondo, dove sono situati numerosi villaggi Masai. Le compagnie interessate alla costituzione di questo “corridoio verde” sono l’OBC, la Thomson Safaris, la Nomad Safaris-Mobile Company e la Roy Safaris; ma quella che otterrà maggiori benefici dovrebbe essere l’OBC. L’accordo tra gli investitori e il governo tanzaniano causerebbe per la zona pastorale di Loliondo, stiamo parlando di villaggi Masai e di cittadini masai in un numero di oltre 20.000, rischiano di essere cacciati con la forza. Non è la prima volta che la Tanzania espropria i propri cittadini per interessi altri.

Oggi la Tanzania sembra creare, a volte, un muro tra i cittadini e le loro terre e i loro diritti, a favore di investimenti e tangenti. La Tanzania è particolarmente esposta agli investimenti cinesi, di recente la vista del Presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping, che ha scelto, non a caso, la Tanzania tra le sue prime visite all’estero e la prima in Africa. Xi Jinping ha lodato l’indipendenza della Tanzania dagli occidentali e il buon operato del Governo di Kikwete. La LEAT (Organizzazione tanzaniana di avvocati ambientalisti) sottolinea che la legge non permette di fare gli interessi degli imprenditori stranieri a scapito dei cittadini. L’organizzazione ha condotto studi approfonditi al riguardo e ha sottolineato come gli espropri forzati in Tanzania non siano più da tempo un’eccezione. Il governo ha dichiarato che, con questa decisione, un conflitto durato 20 anni è da ritenersi concluso. In quel distretto 2.500 km quadrati erano già destinati alla riserva dei 4.000 km quadrati del distretto settentrionale di Loliondo, lungo il confine con il Kenya. Il problema che quei 1.500 km quadrati rappresentano la parte più fertile e umida della zona e i cittadini che dovrebbero essere espropriati, in maggior parte Masai, verrà negato loro anche il passaggio all’interno del “corridoio verde”.

Il Ministro delle Risorse Naturali e del Turismo, Balozi Khamis Kagasheki ha detto che la decisione del Governo è arrivata dopo una discussione tra i cittadini e il Governo e, alla fine della quale, si è giunti ad un accordo. Kagasheki ha sottolineato come a guidare la scelta del Governo fosse l’attenzione per l’ecosistema di quella zona e che è conforme alla legge del paese che nessuno può contrastare. Il quotidiano tanzaniano Mwananchi (Il cittadino), non troppo velatamente, solleva molti dubbi sull’operato del Ministro, in particolare che sia conforme alla legge e critica il linguaggio minaccioso e autoritario di Kagasheki, che escluderebbe ogni possibilità di dialogo; smentendo, così, i punti fondamentali delle sue dichiarazioni. Quest’ultima critica viene estesa all’intero Governo tanzaniano. Abraham Sakay, Presidente del CCM (Partito Rivoluzionario al governo dall’indipendenza della Tanzania, 1964) nel distretto di Ngorongoro, ha dichiarato che, a causa di questi avvenimenti, si rivolgerà direttamente al Segretario Generale del partito Abdulrahman Kinana. Sakay si è unito alla protesta contro il Governo, ma non rassegnerà le dimissioni al suo partito, così come, invece, hanno già fatto in molti. Egli fa appello ai dirigenti nazionali del suo partito perché incontrino quanto prima i cittadini di Loliondo. Il vice segretario del CCM Mwigulu Nchemba, rispondendo alle pressioni interne, ha incontrato i cittadini di Loliondo. Durante l’incontro, tenutosi il 6 aprile, gli è stata consegnata una borsa con circa 2mila tessere del CCM.

Nchemba ha dichiarato: “Sono d’accordo con voi, perché questa terra è la vostra propria vita.” Ha poi riferito che il Ministro delle Risorse Naturali e del Turismo, Khamis Kagesheki, ha accettato di incontrare i cittadini di Loliondo. Due giorni dopo Kagasheki ha ribadito che la decisione del Governo non è discutibile e che saranno inutili le proteste dei parlamentari che non sono del CCM, e ha, inoltre, accusato le ONG di infiammare gli animi inutilmente. Ha dichiarato: “Il Governo non può essere guidato né dai politici né dalle ONG, il loro comportamento, volto ad ostacolare le decisioni del Governo, è un atto meschino”.

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