16 Settembre 2019
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Venerdì, 25 Settembre 2015 00:00

Applausi

Lo Stato ha fatto la legge che impone all autorità così: una creazione di un registro dove i morosi di energia elettrica e gas siano iscritti in modo da essere considerati "cattivi pagatori". Non vedrebbero pignorato niente o comunque la loro firma protestata.

Scritto da  Dino Scodellaro
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In sostanza non cambierebbe niente, le morosità verranno riscosse secondo l'iter attuale (solleciti, Agenzia delle Entrate (al posto di Equitalia, amministratore giudiziario e pignoramento coatto). Certo che essere etichettati cattivi pagatori non è comunque una buona cosa. Basti pensare di voler accedere ad un prestito e capirete che la cosa, più che difficile, sia praticamente quasi impossibile e il “bollino nero” si estenderebbe anche alla generazione futura e cominceremo a sentire delle cose "ah ma lei è il figlio del cattivo pagatore", oppure "suo padre era un moroso! Come mai?". Una vergogna insomma.

È una legge del 2010 sull’acquirente unico a prevedere l’introduzione della Bicse la banca dati relativa agli inadempimenti dei clienti finali del settore energetico. Nessuno si è mosso finora perché è solo in questi giorni che l’Autorità per l’Energia Elettrica e Gas ha messo in consultazione un documento che stabilisce come deve funzionare questa lista, tenendo conto che gli interessi da tutelare sono diversi e che ci sono norme sulla privacy da rispettare. 

Un documento che ha già avuto il via libera dalle commissioni Industria del senato e Attività Produttive della camera. Esiste un rischio concreto che famiglie in difficoltà possano trovarsi senza luce e gas, e con nessuna possibilità di stipulare nuovo contratti. Il mercato dell’energia presenta molti aspetti critici, pratiche commerciali scorrette e servizi non richiesti che generano un enorme contenzioso con i clienti finali che sono chiamati a pagare fatture con importi abnormi rispetto al consumo reale perché emesse su dati stimati.

Tutti i cittadini che per vari motivi non risultino aver pagato una bolletta rischiano di finire nella banca dati dei “cattivi pagatori”, con tutte le conseguenze del caso come l’impossibilità di attivare una nuova fornitura energetica o cambiare gestore. Lo stesso accadrebbe per le imprese. Se non siamo alla catastrofe poco ci manca.

Fortunatamente qualcuno che si oppone c'è sempre. Una di queste è l' AsCII ovvero Associazione Consumatori Italiani organizzati su rete Internet che hanno lanciato una petizione online con tanto di flash-mob sperando che qualcosa si muove se è vero come cantava Bennato "per scuotere la gente/non bastano i discorsi/ci vogliono le bombe".

In fondo quattro anni fa le “bombe” furono gli applausi. Per chi non ricorda: durante la puntata numero 2 di Servizio Pubblica (stagione 2, la prima in esclusiva su La7) Michele Santoro in un accesa discussione con l'onorevole Daniela Santanchè si è lasciato scappare una parolaccia. La parlamentare del Pdl (oggi Forza Italia) stava cercando, arrabattandosi e appendendosi un po’ sugli specchi, di difendere l'ex premier Berlusconi ed accusando velatamente i magistrati fin quando Santoro stanco dello sproloquio sbottò ed intervenne dicendo (e qui cito testualmente: "Quando lei dirà che questa sentenza è giusta??? Quando i magistrati saranno come lei li vuole??? Lei deve dirlo adesso, cioè lo deve dire, non può accettare cose...! Ma non si può ragionare così guardi, scusi. Così non abbiamo più leggi, non abbiamo più magistratura, qua non abbiamo più nemmeno politici, per questo siamo nella merda! Non abbiamo più un cavolo eh". Il tutto condito dallo squittio della Santanchè in sottofondo. Inutile dire che dopo lo sbrocco di Santoro venne giù lo studio con un applauso roboante. Oggi non basterebbe una standing ovation per Santoro che è uno dei pochi che diceva le cose come stavano, senza se e senza ma.

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