23 Febbraio 2018
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Sabato, 07 Settembre 2013 17:29

Chi è contrario al digiuno promosso da Papa Francesco

Nel giorno del digiuno, c'è chi organizza la grande abbuffata e chi lo definisce un coffe break delle larghe intese

Scritto da  Vincenza Muto
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Alla giornata di preghiera e di digiuno promosso da Papa Francesco partecipano molte personalità del mondo della politica e dello spettacolo, ma ce ne sono anche molte altre che al contrario, con non pochi distinguo, non aderiscono all'iniziativa.

Il più colorito senz'altro è Ignazio La Russa che viceversa ha organizzato per stasera un party da 'Grande Abbuffata'. Il buffet sarà a pagamento e saranno raccolti fondi per iniziative di carattere umanitario.

La Russa ha criticato, inoltre, pubblicamente i suoi colleghi Mario Mauro e Emma Bonino: "invece di digiunare, Mauro dovrebbe ricordarsi di essere Ministro della Difesa e quindi dovrebbe astenersi da certe stupidaggini, per Emma Bonino abituata ai digiuni c'è un passo avanti, almeno questo è a termine".

Ma stupisce anche la non partecipazione di personaggi di spicco del mondo cattolico: Don Paolo Farinella, teologo e biblista genovese, autore del libro 'Habemus Papam' dove preannunciava l'arrivo di un Papa chiamato Francesco. "Volevo anche io aderire all’invito di Francesco per un giorno di digiuno per la Pace in Siria, sabato 7 settembre 2013, mentre i G20 a San Pietroburgo, mangiano caviale e salmone e decidono la guerra o meglio la vendita di armi, sempre redditizia. Poi leggo che vi aderiscono: Mario Mauro, Ministro Italiano della guerra, sempre in quota CL, già Pdl ora montiano e favorevole alla grazia per Berlusconi; Roberto Formigoni, non nuovo ai rapporti con i dittatori e indagato anche lui e strenuo difensore di Berlusconi". Nella sua dichiarazione rilasciata dal suo addetto stampa, continua "a questo punto più che un digiuno per la pace mi pare un coffe break di larghe intese con delinquenti e guerrafondai e immorali in passerella da primo piano. No, il casino non fa per me! A tutti un abbraccio affettuoso".

Si aggiunge al coro dei non partecipanti anche Don Aldo Antonelli, parroco ad Antrosano e coordinatore di "Libera" per la Provincia dell’Aquila "No! Il casino non fa per me. Un vero e serio discorso sulla Pace non può non comprendere anche il discorso "politica" e il discorso "economia".

Non aderisce anche il giornalista Gad Lerner, e lo spiega sulle pagine di La Repubblica del 7 Settembre "leader politici italiani che oggi testimoniano con un (lieve) sacrificio nutrizionale la propria indisponibilità all'azione militare, sono davvero sicuri che da domani, a pancia piena, potremo fare a meno di opporci alla barbarie delle armi chimiche ricorrendo ad operazioni di polizia internazionale? È fin troppo facile esprimere il timore che essi debbano presto entrare in contraddizione con se stessi. Dirglielo oggi, non significa certo dichiararsi favorevoli al nostro intervento diretto nella guerra. Solo sarebbe stato meglio che digiunassero riflettendo in silenzio sul loro ruolo passato e presente nella globalizzazione dell’indifferenza”.

Contrari e già da giorni il presidente della Commissione Esteri della Camera Fabrizio Cicchito "Pur non essendo interventista" afferma "francamente non condivido né il momento né lo scopo dei digiuni annunciati" e il Direttore del Foglio Giuliano Ferrara scrive dal suo giornale "Il digiuno è passione, almeno nella mia esperienza. Ha un oggetto razionale, quando non sia atto mistico o rituale. Si digiuna per muovere guerra all’aborto, all’apartheid, alla schiavitù coloniale indiana, al massacro delle carceri e della Costituzione. Si può digiunare contro il ritorno dei talebani in Afghanistan, e della sharia, contro l’annichilimento della musica, della libertà femminile, dell’educazione delle ragazze. Ma digiunare per paura della guerra giusta, quando la guerra civile è in corso, quando le armi chimiche ne esaltano il sapore umanamente tossico, questo mi sembra il colmo dell’assurdo".

Il Sindaco di Firenze, Matteo Renzi, aderisce alla Giornata della Pace, ma si asterrà dal digiuno "Sono vicino al Papa più che a Obama, ma non digiunerò, per i politici è troppo modaiolo".

Certo questi citati non sono i soli, ce ne sono ancora tanti altri quelli che non hanno aderito, ma hanno preferito farlo in silenzio: è un modo per astenersi con grande eleganza.

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