21 Ottobre 2017
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Domenica, 10 Settembre 2017 12:12

Obbligo vaccini in Italia, raccomandarli non serve

Della battaglia tra pro vaccini e anti vaccini, si è parlato su ogni quotidiano del paese, in ogni edizione del telegiornale, in ogni chat whatsapp di classe che si rispetti, al pranzo della domenica di buona parte degli italiani eppure, diciamolo, siamo ancora tutti molto lontani dalla certezza assoluta della giustizia della nostra posizione

Scritto da  Michela Belli
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O almeno, tutti sappiamo che la verità assoluta non esiste. Quello che conta di più non è se sia giusto o sbagliato vaccinare i propri figli. Non è nemmeno importante dare un peso e un valore alla scelta dei genitori. Quello che davvero dovrebbe farci fermare a riflettere, è, come sempre accade, il confronto con il resto dei paesi di Europa. È curioso infatti notare che tra i ventinove paesi europei (ndr ventisette dalla Comunità, più Islanda e Norvegia) l’Italia, è l’unico paese con obbligo di vaccinazione. Quindici sono senza alcun obbligo vaccinale.

Altri hanno adottato una strategia mista tra fortemente raccomandati e obbligatori, tra questi il Belgio con un unico obbligo e la Lettonia dove l’obbligo è simile al nostro, fino a sei paesi in cui, al contrario non persiste alcun obbligo vaccinale; tra questi, troviamo ad esempio, Francia, Inghilterra, Spagna, Olanda e Germania. In base allo studio Eurosurveillance, commissionato dalla Commissione Europea, per il monitoraggio e la prevenzione delle malattie è possibile rilevare un dato molto interessante. Nonostante non vi sia obbligo vaccinale, nei paesi appena elencati, l’incolumità collettiva è comunque molto alta. Al contrario, nel nostro paese dove un obbligo vaccinale sussisteva già da tempo (quattro vaccini erano già obbligatori: difterite, tetano, epatite b e polio) la copertura collettiva non si è innescata rimanendo sempre sotto il 95% (dato entro il quale si innesca l’immunità collettiva).

Gli esperti di Vaccine European New Integrated Collaboration Effort, sostengono si tratti di un dato importante, da riportare a un contesto culturale storico e politico, piuttosto che su evidenze scientifiche. La mappatura della copertura vaccinale stilata dall’OMS sulla base di dati inviati da ogni paese, parla molto chiaro. In Italia dove la vaccinazione contro il morbillo non era fino ad ora obbligatoria, la copertura è solo all’86% e la difterite, invece obbligatoria, al 94%. In Francia, dove non esiste obbligo vaccinale, la difterite è al 99% e il morbillo al 90% e il governo ha deciso di rendere i vaccini obbligatori a partire dal 2018. In Germania dove i vaccini sono fortemente raccomandati, ma non obbligatori la difterite è al 96% e il morbillo al 97% e nel Regno Unito la difterite ha una copertura al 95% e il morbillo al 93%.

Sarebbe auspicabile, nell’ottica di una confederazione di stati quale l’Europa Unita prometteva di essere, creare un protocollo unico ed unitario, che regoli tutti i paesi in maniera analoga. Una chiamata alla responsabilità collettiva, non alla sterile obbligatorietà che non convince nessuno, e, al contrario, rischia di lasciare vaccinisti ed antivaccinisti in balìa di una perpetua propaganda elettorale da parte di alcune parti politiche che parlano alla pancia dei genitori, i quali, giustamente, difendono il loro diritto di tutelare come possono e più che possono i propri figli e di incredibili teorie complottiste secondo le quali, l’OMS è a capo di una cospirazione ai danni dei cittadini per decimare gli esseri umani. I dati non parlano la lingua del giusto e del sbagliato, ma sono esemplificativi di una realtà che esiste e non possiamo ignorare: il nostro paese attraverso la raccomandazione dei vaccini è rimasto sotto il livello di immunità collettiva.

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