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Venerdì, 31 Marzo 2017 13:50

Una mela al giorno toglie i finanziamenti di torno In evidenza

Ritorna d'attualità il tema della qualità delle mense scolastiche. Non è la prima volta. Già cinque anni fa un inchiesta portò in carcere 11 persone

Scritto da  Dino Scodellaro
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Purtroppo difficilmente si ha l’opportunità di dedicare un’articolo politico ad un evento lieto. Quando si toccano i bambini, anche se non si è nel periodo natalizio, non si può non provare sdegno per chi otteneva viaggi, ville e regali extra lusso in cambio di appalti dal destino pilotato. Chi non ricorda quando nel 2012 finirono in guai analoghi Giuseppe Ambrosio, ex capo di Gabinetto dei ministri Luca Zaia e Giancarlo Galan nell'ambito dell' "Operazione Centurione". Per entrambi l’accusa sostenne che lucrassero sulla frutta nelle mense scolastiche e nelle campagne di informazione. Funzionari ministeriali corrotti quindi, e una mattina all’alba scattarono le manette. La polizia tributaria della Guardia di Finanza in ambito di una vasta operazione del comando provinciale di Roma portò a compimento 11 arresti (tra cui anche la moglie di Ambrosio) per reati contro la Pubblica Amministrazione. Game over per funzionari, dirigenti ed imprenditori che illecitamente, si supponeva, avessero pilotato e danneggiato l'operato dell’appunto, amministrazione publica. Tra di loro ci furono anche nomi illustri: Ambrosio infatti, all’epoca dei fatti era capo della segreteria del sottosegretario Franco Braga e direttore del Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura.

 

Il reato ipotizzato dai magistrati fu corruzione e turbativa d'asta. Un giro d'affari di circa 32 milioni: distribuiti in viaggi, regali lussuosi e denaro cash. Parzialmente recuperabili dai 22 milioni di beni sequestrati: 43 tra terreni e fabbricati, 10 tra autoveicoli e motocicli e numerosi conti correnti, depositi titoli e polizze assicurative. Tra essi ville con piscina, residenze romane e auto di lusso. Tra i bandi pilotati si citarono “Food4u”, per la realizzazione di campagne di sensibilizzazione rivolte a scuole italiane ed europee sull’importanza di una consapevole alimentazione (3.780.000 Euro) e “Frutta nelle scuole”, finalizzato ad aumentare il consumo di frutta e verdura da parte dei bambini e ad attuare iniziative che supportino più corrette abitudini alimentari (un giro d'affari di oltre 13 milioni di Euro). Tra l'altro quest'utlimo programma era co-finanziato dall'Unione Europea. Altri contributi pubblici servirono invece per finanziare iniziative quali “La Giornata Nazionale dell’Agricoltura” (154.800 Euro) e “L’Asta Internazionale del Tartufo” (263.210), quest’ultima attraverso Buonitalia spa (società interamente partecipata dal Mipaaf). Insomma un bel gruzzolo di soldi pubblici. Sempre secondo l'accusa l'alto dirigente ottenne l’omessa vigilanza edilizia volta a favorire l'abusivismo nelle ville proprie in territori (Todi e Maratea) in cambio dello sblocco di alcuni contributi pubblici.

 

Tutto partí in esecuzione di una ordinanza del Giudice per le indagini preliminari di Roma, dott.ssa Flavia Costantini. Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria della Capitale e coordinate dal Procuratore Aggiunto dott. Nello Rossi e dal Sostituto Procuratore dott. Stefano Fava del gruppo “reati contro l’economia” ricostruirono puntualmente i redditi ed il patrimonio dei due coniugi, dal 1993 al 2008, accertando una sproporzione di oltre 925.000 Euro tra entrate e uscite. Le evidenze probatorie raccolte portarono il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma all’emissione delle ordinanze di custodia cautelare, delle quali sei finirono in carcere e cinque agli arresti domiciliari. Qualcuno scrisse sui social: Ai bambini ricordiamogli che è importante mangiare la frutta, anche se c'è chi preferisce mangiarsi i soldi”. Nel 2015 gli imputati sono stati tutti assolti perche’ “il fatto non sussiste”.

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