15 Dicembre 2017
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Martedì, 14 Marzo 2017 15:31

Rientrata in Italia la bambina rapita dal padre e portata in Siria sei anni fa In evidenza

Una storia a lieto fine quella che ha visto coinvolti la bambina che a Monza nel dicembre del 2011 fu rapita dal padre, cittadino siriano

Scritto da  Roberta Di Maria
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Si è finalmente risolta la vicenda di Emma, la piccola che il padre aveva portato con sè prima ad Aleppo e poi in Turchia, chiedendo alla ormai ex moglie dei soldi per la restituzione. Emma Venerdì pomeriggio è finalmente arrivata in Italia, a Milano Malpensa con un volo proveniente da Istanbul. Ad attendere la piccola, che ormai ha 7 anni, c’era la madre Alice Rossini che durante questi sei lunghi anni si è sempre battuta per riportare sua figlia in Italia. La signora Rossini non vedeva la bambina da quel lontano Dicembre 2011, giorno in cui le fu portata via dal marito, che aveva deciso di lasciare. Sarebbe proprio questo, infatti, il motivo che avrebbe spinto Mohamed Kharat a rapire la figlia: una sorta di vendetta. “Noi eravamo già separati da circa sei mesi; la bimba, che a quel tempo aveva un anno e nove mesi: non stava molto bene, aveva il raffreddore, ma andò lo stesso con il padre. Da allora non l’ho più vista né sentita”, ha raccontato Alice qualche mese fa.

 

Da quel momento in poi inizia l’incubo, l’incubo di una madre che non può vedere sua figlia e che non sa dove si trovi. Infatti l’uomo aveva fatto perdere del tutto le sue tracce. Sono stati anni di ricerche, continue segnalazioni, fino a quando il tribunale di Monza condanna l’uomo a 10 anni per rapimento e sottrazione di minore, facendo di lui un ricercato internazionale. Kharat viene arrestato dall’Interpol in Turchia nel Novembre del 2016 grazie anche all’intervento della trasmissione televisiva “Le Iene”, infatti proprio durante un loro sevizio in cui l’uomo viene ripreso, le forze dell’ordine riescono a catturarlo. Fondamentale è stata la collaborazione con la Turchia, come sottolinea il ministro Angelino Alfano, il quale sostiene: “In tutti questi anni il Ministero degli Affari Esteri e il Ministero dell’Interno, in stretto contatto con l’Autorità Centrale Italiana presso il Dipartimento della Giustizia Minorile del Ministero della Giustizia, hanno lavorato, senza sosta ma silenziosamente, per giungere al risultato, che sarà confermato dall’esame del DNA, da effettuare in Italia, a conclusione dell’iter della procedura di riconoscimento”. Inoltre afferma che la risoluzione e il lieto fine della vicenda sia frutto della “eccellente collaborazione con la Turchia che consapevoli della valenza umanitaria della vicenda, hanno facilitato l’arrivo dalla Siria e il transito in Turchia della piccola”.

 

Gennaro Capolungo, direttore del Servizio per la cooperazione di Polizia che ha seguito le tracce della bimba si dice felice del ritorno di Emma e ha spiegato come “Dopo l'estradizione in Italia del padre, lo scorso 10 febbraio i contatti e l'attività di mediazione sostenuti da noi, in collaborazione con l'Ambasciata d'Italia ad Ankara, con le forze di polizia siriane e turche hanno avuto un'accelerazione, essendo stato scongiurato il timore di ritorsioni dirette sulla piccola. Seppure in territorio di guerra, la bambina è stata rintracciata ed al confine turco/siriano è stata presa in consegna dalla Polizia di Stato italiana". Ora finalmente la piccola che il prossimo 20 marzo compirà gli anni, potrà festeggiare con la sua famiglia in Italia.

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