23 Maggio 2019
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Giovedì, 01 Dicembre 2016 09:31

La riforma bavaglio, un referendum che toglie voce al popolo In evidenza

Il referendum che uccide definitivamente la democrazia e mette il bavaglio al popolo, ma regala carote ai bastonati.

Scritto da  Doriana Vriale
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La mia comprensione non arriva a spiegarmi come alcuni componenti di "Radicali Italiani" (associazione del PARTITO RADICALE NONVIOLENTO TRANSNAZIONALE TRANSPARTITO,) da qualche tempo “sponsorizzati” da Emma Bonino, possano non solo votare ma PROPAGANDARE il SI per il referendum del 4 dicembre. Proprio non lo capisco!

Tutti più o meno, sanno del divario creatosi all’interno del Partito Radicale e tra Marco Pannella e la Bonino, ma quello che mi porta al distacco e quasi cancella, la fiducia politica e l’ammirazione che avevo sempre riposto nelle azioni politiche nazionali transnazionali della nostra cara ex ministra degli esteri, è il fatto che lei abbia rotto, non solo con il caro vecchio estinto ma abbia rotto con L’IDEA RADICALE del Partito di cui aveva sempre sposato le cause e le battaglie.

Votare SI al referendum costituzionale del 4 dicembre, significa rompere con tutti i principi democratici su cui si erano mossi tutti i radicali da oltre 60 anni.

E tutti gli scioperi della fame, della sete, le manifestazioni nazionali, le raccolte firme, le petizioni popolari, il lavoro fatto nel mondo per l’abolizione della pena di morte e le mutilazioni genitali, le migliaia di ore spese per il raggiungimento di questi obiettivi, dove vanno a finire? Tutto inutile?

Dico questo perché, da una personalità come quella di Emma non ci si poteva aspettare un tradimento verso i principi democratici puri, quelli che garantiscono prima di tutto i Diritti Umani Fondamentali.

Prendo ad esempio uno dei punti della riforma proposta dal Governo, cioè quello riferito alle leggi di iniziativa popolare e partecipazione, laddove la proposta di modifica riguarda il numero di firme da raccogliere che salirebbero da 50.000 a 150.000. 

Certo il sistema politico che oggi ci ritroviamo, già così com’è, NON E’ un sistema garantito da democrazia ma piuttosto da partitocrazia. Una legge elettorale sbagliata, un sistema giudiziario fallace e che lede proprio quei fondamentali diritti della persona per cui sempre si è discusso e lottato negli ambiti, soprattutto e forse “solo” radicali, un governo non eletto dal popolo, sono solo alcuni pezzi della metastasi che divora l’italia.

L’unico strumento veramente democratico che ancora ci resta è proprio il referendum e le proposte di legge di iniziativa popolare. Se passasse la riforma, sarebbe la fine anche dell’ultimo potere popolare perché i numeri richiesti, che sono triplicati,  ne renderebbero la fattibilità un miraggio.

Ma, attenzione, il Governo ci regala, dopo la bastonata, una bella carota: i referendum potranno essere non solo abrogativi ma anche propositivi. Viva la democrazia! Ecco, mi chiedo, come possono alcuni radicali, che si autodefiniscono tali, cadere nel madornale errore del SI?

Il punto relativo ai ddl su proposta popolare non è l’unico punto dove troviamo il bastone e la carota, ma tutta la riforma è pensata su questo meccanismo.

Cara Emma e, cari RADICALI dell’associazione Radicali Italiani figlia del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale, Transpartito, come potete accontentarvi della carota? E come potete aiutare il governo a METTERVI IL BAVAGLIO?

Quell’immagine passata alla storia, che rappresentava tante lotte radicali, la ricordate? Come cambiano i tempi e, com’è vero quel detto che dice: male per chi muore, per chi resta la vita continua e … si dimentica.

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