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Mercoledì, 30 Novembre 2016 22:44

Sallusti paga per tutti In evidenza

Una storia per tutti i novelli giornalisti. Ripercorriamo la vicenda di Alessandro Sallusti: dall'accusa di diffamazione al ddl salva-Sallusti

Scritto da  Dino Scodellaro
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A volte nel fare i giornalisti si può incappare in disavventure di ogni tipo. Per chiunque si avvicina a questo mestiere i modelli sono sempre i grandi del passato come Enzo Biagi o Indro Montanelli. Nel contemporaneo c’è un giornalista che forse nel firmamento dei grandi, un giorno ci potrà finire. Al di là delle idee politiche, che possono essere condivisibili o meno, si può definire un ottimo giornalista che quattro anni fa ebbe una disavventura che scatenò il caso di quel momento. Erano i tempi del ritorno di Berlusconi, della discesa (poi mai verificatasi) in campo di Montezemolo e delle paventate dimissioni di Monti. Il caso Sallusti. Il giornalista, all’epoca e tutt’oggi direttore de “Il Giornale” effettuò una "soft evasione" dagli arresti domiciliari per andare a dirigere proprio il suo giornale. Era stato accusato di diffamazione e in quei giorni il dibattito si infuocò proprio sul concetto di diffamazione. Polemica. Tanto per cambiare. Qualcuno tuonò addirittura che toccherebbe anche i libri.

 

Il caso finì logicamente alla camera (e dove sennò?). In aula arrivò il cosiddetto "ddl Sallusti". E non protestarono solo i giornalisti, ma anche gli editori di libri. Polillo, presidente all’epoca dell'Associazione Italiane Editore (AIE) disse: "Queste norme costringerebbero autori ed editori a una censura preventiva. E non riguarderebbero solo i cosiddetti "libri d’inchiesta", ma tutta la produzione libraria, dai libri di scuola alle enciclopedie fino alla saggistica e alla narrativa”. Il quotidiano online diretto da Angelo Maria Perrino, "Affaritaliani.it" (a suo tempo partner di "Libero.it", ma non il quotidiano all’epoca diretto da Maurizio Belpietro, bensì il sito internet di proprietà della Wind Telecomunicazioni) ha chiesto il parere di Lorenzo Fazio. Chi è costui? Fondatore di Chiarelettere, casa editrice nell’azionariato de “Il Fatto Quotidiano”. Fazio, ad una domanda sull’argomento Sallusti tuonò: "Il ddl è una "porcata", direbbe Calderoli [...] Ancora una volta il potere prova a difendersi arroccandosi nel privilegio e censurando chi prova ad attaccarlo [...] In gioco è ancora una volta la verità, quella che non può essere barattata con nessun calcolo politico, quella nuda, da riportare per quello che è, che può far male a chiunque, che non ha colore, né amici, fatta di prove verificate e attendibili".

 

Sallusti del canto suo si difense come potè. Come un Berlusconi un po’ affannato attaccò i giudici: "Infami" (gli è stato detto di peggio in passato). Dall’allora presidente dell'Anm Sabelli ai togati del Csm, fino all’allora presidente della Cassazione Lupo, coro di critiche all'editoriale de "Il Giornale": "Offensivo, squalifica il giornalismo". Certo ma se vogliamo pareggiare i conti dobbiamo denunciare tutti gli editorialisti di "La Repubblica" (tra cui Eugenio Scalfari) per gli articoli su Berlusconi e tutti gli articoli de "Il Giornale" o di "Libero" su Bersani, Prodi & co. Per non parlare del povero Montanelli, che quando parlava di Berlusconi si ricordava che esistono anche le parolacce e quando ci vogliono, ci vogliono.

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