24 Settembre 2017
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Sabato, 22 Ottobre 2016 21:15

La proposta della Giannini: puzza! In evidenza

Il ministro Giannini propone di aumentare le ore di insegnamento nelle aule italiane. Insorgono i sindacati: "condizioni disumane"

Scritto da  Dino Scodellaro
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Per quanto se ne farebbe volentieri a meno, si sente troppo spesso parlare di politica. Fortunatamente qualche volta si tratta di quella vera. Quella politica che non si sente nei telegiornali. La legge di stabilità o quella anti-corruzione, o la polemicuccia del giorno sui vari termini della Boschi avranno sicuramente il suo appeal, ma ci sono proposte avanzate dai signori ministri della repubblica, che per quanto si definiscano i migliori di sempre giocano a fare i salvatori della patria. Una ad esempio è stata avanzata qualche giorno fa. Insomma sembrano essere “entrati di secco ed essersi messo di chiatto”, come dice un detto napoletano. La proposta è della Giannini e consiste nell'aumentare il numero delle ore di insegnamento da 18 a 24. Proposta giudicata da qualcuno perniciosa e che creerà ulteriore scompiglio nelle vite di migliaia e migliaia di famiglie di docenti e di studenti. Non si tratta soltanto di un ennesimo attacco al salario (l'aumento delle ore, infatti, non equivarrebbe a un aumento dello stipendio mensile!). Se dovesse passare il piano che il ministro dell'istruzione ha intenzione di proporre, le condizioni di lavoro degli insegnanti di ruolo diventerebbero a dir poco disumane.

 

Facciamo un esempio: Un insegnante di francese delle medie, per arrivare a 24 ore, dovrebbe insegnare in dodici classi, partecipare alle riunioni di dodici consigli di classe (lavorando così per molte ore pomeridiane in più, che peraltro non verrebbero computate) e correggere un numero spropositato di verifiche scritte (anche questo lavoro non computato per lo stipendio mensile). In ogni caso, l'aumento naturale degli impegni pomeridiani andrebbe a sottrarre tempo alla fase della preparazione delle lezioni e del materiale didattico, con un naturale scadimento della qualità dell'insegnamento. La cosa peggiore, però, è che l'aumento delle ore di un terzo rispetto a quelle attuali comporterebbe anche un taglio di un terzo delle cattedre attualmente presenti nel nostro paese! Le conseguenze, in termini di costi umani, sarebbero pesanti. I precari, che in tutti questi anni hanno sopperito a tutte le situazioni di emergenza che si sono create nella scuola italiana, perderebbero la speranza di lavoro. Un terzo degli insegnanti di ruolo (in genere i più giovani) potrebbero invece perdere il posto nelle loro sedi di titolarità, e, precarizzati a loro volta, diventerebbero il serbatoio umano (probabilmente pagato a cottimo) per le ore di supplenza che attualmente sono affidate con contratto a tempo determinato proprio ai precari.

 

E' dunque un dovere sociale firmare una petizione, per difendere la qualità dell'istruzione delle nostre scuole e per tutelare la qualità di centinaia di migliaia di vite umane che, senza alcuna responsabilità, pagherebbero il costo di una crisi che non hanno causato? Messa in questi termini, per molte persone: si! Ma questi termini sono usati da chi propone la petizione, ovviamente l'altra parte della campana dice di no. Addirittura tra i detrattori della proposta, gli stessi professori aderenti all’USPUR (Unione Sindacale Professori e Ricercatori Universitari) che propongono ai cari colleghi cose del tipo: “e se stessimo tutti a casa per un mese?- scrive in un comunicato Maurizio Masi, segretario del sindacato fattosi portavoce dei detrattori- Forse l'opinione pubblica si renderebbe conto che i docenti sono stufi di essere perennemente bistrattati e inizierebbero a prenderci sul serio! La verità è che continua a passare l'idea che noi lavoriamo solo 18 ore a settimana e abbiamo 3 mesi di vacanza [….] Questa proposta del ministro mira a un taglio drastico delle cattedre che ridimensionerebbe in modo devastante il personale occupato con un conseguente incremento esponenziale dei docenti in esubero e la perdita di migliaia di posti di lavoro […] e a questo punto mi piacerebbe sapere con quale criterio bandiscono nuovi concorsi […] che schifo!!!” Con tanto di emoticon triste. Piace o non piace questo elemento, ad ognuno le sue idee. Ma se questa proposta puzza, potrà passare tra i tutti i depuratori ma continuerà a puzzare.

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