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Giovedì, 06 Ottobre 2016 01:19

Primus inter pares In evidenza

Mentre Pizzarotti dice addio al Movimento 5 stelle cresce sempre più il sospetto che al suo interno non ci sia democrazia. Ma qual'era la linea chiesta da Casaleggio

Scritto da  Dino Scodellaro
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Beppe Grillo non è il segretario del partito, anzi del Movimento 5 stelle anche se il logo è registrato a suo nome. “C'è un programma, delle idee e una linea da seguire ma ognuno fa come gli pare”. Questo il pensiero di Favia, ex consigliere emiliano, all’epoca nel movimento. Disubbidì ad un punto dello statuto del movimento che vieta(va) a tutti i suoi rappresentanti di presentarsi in talk show politici e se ne andò a "Servizio pubblico" da Santoro non molti anni fa. Poi cos'è successo? Un fuori onda al programma "Piazza pulita" in onda su La7 in cui disse che nel movimento non c' è democrazia e che tutto era influenzato da un tale, pace alla sua anima, Gianroberto Casaleggio. Un putiferio, manco a dirlo, ma chi era effettivamente questo tizio, se lo sono chiesti in pochi.

 

"Ce n'è abbastanza per rinchiuderlo. È un individuo oggettivamente pericoloso e socialmente utile". Il ritratto di Gianroberto Casaleggio è del fratello acquisito, cioè Beppe Grillo. Si incontrarono per la prima volta in una sera d'aprile a Livorno, dopo uno spettacolo del comico. Grillo era ancora quello che spaccava i computer durante le sue performance, ma da quel giorno cambiò tutto. "Venne in camerino- scriveva Grillo nella postfazione di “Web Ergo Sum”- e cominciò a parlarmi di rete. Di come potesse cambiare il mondo. Non conoscendolo lo assecondai. Gli sorrisi. Cercai di non contrariarlo. Temevo di ritrovarmi una chiocciola o un puntocom in qualche posto sensibile. Era molto convinto di quello che diceva. Pensai che fosse un genio del male o una sorta di San Francesco che invece che ai lupi e agli uccellini parlasse a Internet. [...] Ebbi, lo confesso, un attimo di esitazione. Strinsi gli occhi. Casaleggio ne approfittò. Mi parlò allora, per spiegarsi meglio, di Calimero il pulcino nero, Gurdjieff, Giorgio Gaber, Galileo Galilei, Anna di York, Kipling, Jacques Carelman e degli adoratori del banano. Tutto fu chiaro, era un pazzo. Pazzo di una pazzia nuova, in cui ogni cosa cambia in meglio grazie alla rete”.

 

Casaleggio subì anche voci sui suoi presunti collegamenti con i "poteri forti". Il tutto nasce dal presidente della Casaleggio Associati che era Enrico Sassoon. Giornalista, dal 1977 al 2003 nel gruppo Il Sole-24 Ore, già direttore responsabile di L'Impresa-Rivista Italiana di Management, della rivista Impresa Ambiente e del settimanale Mondo Economico, attualmente direttore responsabile del mensile di management Harvard Business Review Italia (rivista edita da StrategiQs Edizioni, di cui è co-fondatore e amministratore delegato), Presidente di Leading Events (The Ruling Companies Association) e Presidente di Global Trends, società di studi, ricerche e comunicazione. Nel 1998 Sassoon è amministratore delegato dell'American Chamber of Commerce in Italy, di fatto una lobby "con lo scopo - si legge nel sito - di sviluppare e favorire le relazioni economiche, culturali e politiche tra gli Stati Uniti D'America e l'Italia, di promuovere e tutelare gli interessi dei propri associati nell'ambito dell'attività di business tra i due Paesi e di diffondere tra i propri associati le informazioni relative alla propria attività". E risiede ancora nel board of directors della società. Lì è affiancato da personaggi che contano: il presidente onorario David Thorne, ambasciatore in Italia degli Stati Uniti d'America; il presidente e amministratore delegato Eugenio Sidoli, presidente e amministratore delegato di Philip Morris Italia; e poi, tra gli altri, Cesare Romiti, presidente della fondazione Italia-Cina; Veronica Squinzi della Mapei, figlia di Giorgio ex presidente di Confindustria; Giuseppe Cattaneo, senior advisor to the chairman Aspen Institute Italia; Nicola Ciniero, presidente e amministratore delegato Ibm Italia; Stefano Lucchini, ex direttore relazioni istituzionali e comunicazione Eni, attualmente lavora con Intesa Sanpaolo. Traduzione basica: banchieri, petrolieri e industriali di livello internazionale. A conti fatti, è proprio il caso di dirlo, di primus nel movimento ce ne sono, resta da capire se sono inter pares.

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