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Sabato, 10 Settembre 2016 19:12

La resa dei conti In evidenza

La matematica non è un'opinione. Vediamo quanto ci costa la nostra classe dirigente e dove si potrebbe risparmiare

Scritto da  Dino Scodellaro
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Si dice che la politica costa. Si dice che Renzi questi costi li ha abbassati. Si dice che d'Estate è tempo di tirare le somme e allora facciamo due conti. Ogni anno i costi della politica, diretti e indiretti, ammontano a circa 18,3 miliardi di Euro, a cui occorre aggiungere i costi derivanti da un “sovrabbondante” sistema istituzionale quantificabili in circa 6,4 miliardi di Euro, arrivando così alla cifra di 24,7 miliardi di Euro. Una somma che equivale al 12,6% del gettito Irpef (comprese le addizionali locali), pari a 646 Euro medi annui per contribuente. Vediamo di seguito il dettaglio.

 

Per il funzionamento degli organi dello stato centrale (presidenza della repubblica, camera dei deputati, senato della repubblica e corte costituzionale, presidenza del consiglio, Indirizzo politico dei ministeri) secondo il bilancio preventivo dello stato, quest’anno i costi saranno di oltre 3,2 miliardi di Euro (82 Euro medi per contribuente). Per gli organi di regioni e comuni (funzionamento giunte e consigli) i costi ammontano a 3,3 miliardi di Euro (85 Euro medi per contribuente). Per il funzionamento della presidenza della repubblica, camera dei deputati, senato della repubblica e corte costituzionale, per il 2016, sono previste spese per quasi 2 miliardi di Euro. Per il funzionamento della corte dei conti, consiglio di stato, CNEL, CSM, consiglio giustizia amministrativa della regione Sicilia, nel bilancio dello stato sono stati stanziati 529 milioni di Euro. Per il solo funzionamento della presidenza del consiglio, sempre per il 2016, sono previste spese per 477 milioni di Euro. I costi per l’indirizzo politico dei ministeri (che comprendono esclusivamente i costi di funzionamento dei centri di responsabilità amministrativa quali il gabinetto e gli uffici di diretta collaborazione all’opera del ministro) ammontano nel 2015 a 226 milioni di Euro. L’anno scorso infatti il solo costo per il funzionamento dei consigli e giunte regionali è stato di circa 1,2 miliardi di Euro, pari al 14,1% del gettito derivante dall’Addizionale Regionale IRPEF. I costi di gestione del parco auto della pubblica amministrazione (auto blu e grigie), secondo una stima molto prudente, ammontano a circa 4,4 miliardi di Euro l’anno, nonostante nel 2014 Renzi dichiarò di voler abbassare la spesa ai minimi termini. Il costo per la direzione delle 255 aziende sanitarie e ospedaliere è di oltre 350 milioni di Euro; mentre il costo dei consigli di amministrazione degli Ater/Aler è di circa 40 milioni di Euro. I costi per il personale contrattualizzato, di nomina politica, per le segreterie di presidenti, sindaci e assessori, secondo alcune stime, si aggirano intorno a 1,5 miliardi di Euro l’anno.

 

Fin qui i costi diretti e indiretti della politica per un importo (come già sopra precisato) pari a 18,3 miliardi di Euro. Si possono, inoltre, ottenere risparmi di spesa, quantificabili in almeno 6,4 miliardi di Euro, approntando una riforma per ammodernare e rendere efficiente il nostro sistema istituzionale. Basti pensare, ad esempio, che se le regioni si limitassero a spendere risorse, soltanto per i propri compiti attribuiti dalla legge, il risparmio sarebbe quantificabile in 1,2 miliardi di Euro annui. Senza contare che con una più “sobria” gestione del funzionamento degli uffici regionali, si potrebbero risparmiare 1,5 miliardi di Euro. Si potrebbero così ottenere 3,7 miliardi di Euro a cui aggiungere i risparmi delle Istituzioni pubbliche laddove fossero maggiormente efficienti (6,4 miliardi di Euro). È significativo sottolineare che questa cifra sarebbe sufficiente per azzerare del tutto le addizionali regionali e comunali Irpef. Se poi questa cifra dovesse essere dirottata esclusivamente a favore dei lavoratori dipendenti e pensionati si potrebbe, ad esempio, ottenere una permanente detassazione della tredicesima con un vantaggio economico pari a circa 400 Euro in busta paga. Quasi quasi, forse, era meglio che i conti non li facevamo.

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