19 Giugno 2019
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Giovedì, 07 Aprile 2016 12:00

Renzi in visita a Napoli:molti i momenti di tensione

"Non date ascolto alle ricostruzioni farlocche: a Bagnoli non c'è nessuna cementificazione".

Scritto da  Roberta Di Maria
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"Bonifichiamo le terre, bonifichiamo il mare: stiamo procedendo alla più grande opera di recupero ambientale della storia italiana. Vale più di dieci abbattimenti di ecomostri. Con buona pace delle polemiche di chi per anni non ha mosso un dito. Noi siamo quelli che messi davanti alle responsabilità, non ci prendiamo paura. Abbiamo promesso di sbloccare l'Italia. E lo faremo, con umiltà e coraggio”. Sono queste le parole del premier Matteo Renzi, in visita a Napoli. "Ci sono 272 milioni di euro per la ripulitura di Bagnoli: noi li mettiamo. Sono i denari che servono a Bagnoli per tornare in mano ai napoletani, a Napoli per essere capitale del Mezzogiorno e all'Italia di essere una nazione degna del futuro", ha sostenuto Renzi al termine della cabina di regia in prefettura a Napoli. La conclusione della bonifica di Bagnoli "è prevista entro il 2019. Io avevo chiesto il 2018 però meglio essere prudenti e saggi. Per ripulire quest'area da anni di incuria ci sarà bisogno di un lavoro di 36 mesi", ha continuato il premier, aggiungendo che "azioni immediate di bonifica partiranno nel 2016, poi partirà la rigenerazione a gennaio 2017 e dalla fine del 2017 le infrastrutture". Proprio per ciò che concerne la bonifica di Bagnoli, Matteo Renzi dà tempi certi a partire dalla Conferenza dei Servizi che, durerà solo un mese, dal 14 aprile al 14 maggio. "Di solito prima si litigava, ora il 14 maggio si parte. E il giorno dopo la fine della Conferenza dei Servizi, il 15 maggio  il commissario Nastasi chiederà appuntamento al procuratore per il dissequestro delle aree oggi sotto sequestro". I cittadini partenopei, non hanno di certo accolto nel migliore dei modi Renzi, infatti, dopo aver attraversato per ore la città di Napoli, si è sciolto il corteo di protesta contro la visita del premier. I manifestanti, dopo l'assemblea, si sono fermati davanti al teatro San Carlo, a poca distanza dalla prefettura. La giornata è stata caratterizzata da attimi di inquietudine sul lungomare di Napoli, coinvolgendo le forze dell'ordine, i quali si sono dovuti difendere da un gruppo di manifestanti i quali erano contro l'arrivo in città di Renzi. Sono stati sparati lacrimogeni e alcune bombe carta. La maggior parte del corteo si è allontanato dal punto di scontro con i manifestanti che lanciavano pietre contro le forze dell'ordine, che hanno azionato gli idranti. I manifestanti hanno bloccato il traffico sul lungomare. Molti i cittadini fermi nelle loro auto che cercavano di passare tra i divisori di plastica. Ad aprire il corteo uno striscione con la scritta: "Napoli sfiducia il Governo Renzi" e un grande pupazzo di Pinocchio che indossa una maglia con la scritta Pd. Tra i cartelli le scritte: "Napoli città ribelle", "No al Governo delle lobby e degli speculatori", "Non c'è trippa per ratti, Renzi torna nelle fogne". Da un palazzo laterale in piazza Dante, alcuni manifestanti hanno esposto uno striscione: "Renzi via da Napoli". Dagli scontri, sono rimasti feriti quattro poliziotti, ciò è quanto si apprende da fonti della Questura di Napoli.

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