15 Dicembre 2017
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Venerdì, 05 Febbraio 2016 00:22

Mamma Rai o tassa Rai? In evidenza

L'avvicinarsi dell'evento canoro più importante dell'anno ci ricorda che da quest'anno non ci saranno più i "furbetti" del canone

Scritto da  Dino Scodellaro
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Appena si comincia a parlare di "Festival di Sanremo" molti si ripromettono di guardarlo come spettatori incoscienti di quello che potrebbe accadere e di concentrarsi soprattutto sulla gara musicale. Tutto questo ha uno scopo ben preciso: evitare di parlare di quello che avrebbe detto il super ospite che sia Grillo, Celentano o Benigni. E’ inevitabile che un discorso dopo un'attesa così che precede questi personaggi, qualunque cosa avessero detto, avrebbe suscitato scalpore, clamore. C’è anche però chi non ama molto i fenomeni popolari e cerca di andare sempre controcorrente. L' anticonformismo fa parte di un folto numero di italiani. Loro vogliono parlare di politica, ma purtroppo se parli di politica in quei giorni devi parlare di Rai e cosa ancor più grave, a pochi giorni dall’inizio del festival, si parla ancora dei super ospiti. Ma mica di quello che diranno? No. Quando Celentano, nel 2012, chiese la chiusura di "Famiglia Cristiana" e di "Avvenire" provocò soltanto qualche giorno di protesta e poi fu rapidamente smaltita. In seguito tutti si concentrarono a parlare del suo compenso e di quale sarebbero state la associazioni che avrebbero beneficiato della sua donazione? Manco a parlarne! Bisognava parlare se avesse violato o meno il codice etico! Detta così sembra quasi un sacrilegio. Aver violato un antico codice manoscritto che è custodito in qualche cripta sorvegliata da millenni da draghi alati e cavalieri templari. Nulla di tutto questo. Il codice etico non è altro che un regolamento introdotto dagli stessi signori che sono ora ancora nel cda della Rai e fu imposto per la prima volta a Milena Gabanelli che in una puntata di "Report" aveva leso l'immagine dell'ex ministro dell'economia (allora in carica) Giulio Tremonti. Logicamente "leso l'immagine" è un parere puramente personale dell'entourage dell'ex ministro. Alla "povera" Gabanelli toccò fare una puntata riparatrice.

 

Purtroppo tocca per forza parlare di Rai perché proprio nel 2016 è entrato in vigore un decreto che fu inserito nel "Milleproroghe". Benché se ne faccia merito Renzi il decreto fu un’idea di Mario Monti. La notizia è che da quest’anno il canone Rai essendo una tassa (di possesso dell'apparecchio televisivo) verrà pagata a rate, a partire da Luglio, nella bolletta elettrica. Viene da pensare che non si dirà più "mamma Rai" ma appunto "tassa Rai". E poco importa che da viale Mazzini si sia sottolineato come gli introiti pubblicitari di questa edizione del festival abbiano registrato un 7% in più rispetto all'edizione dello scorso anno. Ai vertici interessa ricordare che quest’anno “è la prima volta che gli artisti accetteranno l'inserimento della clausola del codice etico” si legge in un comunicato. Cosa che consentirà al Comitato etico (da chi presieduto? Non si sa) di valutare se da parte dell'artista vi sia stata violazione della clausola contenuta nel contratto che lo obbligava al rispetto del Codice stesso. Sui sociale qualcuno ha attaccato la Rai definendola "vittima dei partiti".

 

Ed è entrata in difesa dell’azienda l’ex presidente Lorenza Lei affermando che l’aumento degli introiti pubblicitari non è collegata all’annuncio dei super ospiti. Altra polemica sui social. Molti si lamentano che chi gestisce la Rai non lo fa con i criteri di un servizio pubblico. L'impennata di ascolti che l’apparizione di un super ospite al festival provoca conta poco. Un altro ex presidente Rai, Paolo Garimberti ha dichiarato “Siamo d’accordo che l'audience non deve essere l'unico criterio di valutazione ma bisogna invitare al buon senso e alla correttezza. E’ sbagliato che non ci sia un controllo editoriale anche nei confronti dei grandi e sommi artisti: persino Santoro mandava una scaletta, anche se poi faceva quel che voleva".

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