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Giovedì, 07 Gennaio 2016 16:59

Il problema dell'Italia In evidenza

I mass media ignorano la politica e gli italiani si preoccupano più di ciò che è governato e meno di chi li governa

Scritto da  Dino Scodellaro
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Se ci si trova per caso allegramente barcamenando tra quella foresta di illusioni e possibilità che è internet, nel disperato tentativo di trovare notizie di carattere politico in questi giorni di festività, dove il parlamento è ancora chiuso per ferie, l’impresa è davvero ardua. Le notizie principali sui siti di informazione per internauti riguardano il film di Checco Zalone che sbanca i botteghini. In secondo piano c’ è il cast di San Remo, i cantanti in gara, i possibili ospiti e qual saranno i compensi e se li devolveranno in beneficienza, con tanto di sondaggio allegato: “Sei a favore o contro i super ospiti super pagati?”. A poi seguire alcune notizie di carattere sportivo e dei piccolissimi trafiletti sulla politica dal titolo “Renzi: riforme”. Insomma o si va su siti che si occupano prettamente di politica oppure in rete diventa difficile trovare notizie fresche e degne di nota, a meno che non si voglia leggere notizie che hanno la validità di un notiziario di Studio Aperto.

 

Anche i siti internet dei quotidiani nazionali dedicano poco spazio alla politica. Le notizie sono sicuramente più serie, ma politicamente ridotte. Si parla di maltempo, di sport, e in prima pagina, mentre i dati della disoccupazione under 25 salgono al 31% (un giovane su tre è senza lavoro), il maggior quotidiano italiano pensa bene di sbatterci l’ennesima storia sullo smog che, per carità, pubblica utilità, ma se vogliamo trovare un po’ di politica bisogna scovarla negli articoli che parlano della malasanità, dove il ministro Lorenzi ha deciso di mandare gli ispettori negli ospedali dove negli ultimi giorni tre donne sono morte di parto a Brescia, Bassano del Grappa e a San Bonifacio (Verona). Per il resto dovere di cronaca si dirà. Peccato che in televisione la situazione non vada tanto meglio politicamente parlando. Salvando poche trasmissioni, infatti, è difficile trovare qualche programma che parli della situazione politica ed economica del nostro paese. La maggior parte dei programmi parlano di Bossetti, Elena Ceste, Kate Middleton forse di nuovo incinta e se avanza tempo le prodi imprese sessuali di qualche concorrente del Grande Fratello o di Pechino Express a seconda se si è su Rai o Mediaset.

 

Il punto non è tanto i dati sulla disoccupazione o l’operato di Renzi, ma è perché l’Italia si preoccupa di tutti questi fatti di cronaca marginale mentre a fondo ci vanno i cittadini, i figli e il futuro dei giovani? Viene da chiedersi ma veramente, qual’ è il vero problema dell’Italia? Eppure le notizie c’erano ed erano abbastanza rilevanti. C’era da segnalare i dati preoccupanti della disoccupazione (peggio di noi solo Spagna e Slovenia), ma anche al rapporto dell’Unione Europea che ha detto che l’Italia ha la più lenta ripresa di tutto l’eurogruppo. Situazione preoccupanti perché non bisogna dimenticarsi che se dopo la Grecia, anche l’Italia fa crack, la zona Euro fa crack, e Regno Unito e Stati Uniti si ritroverebbero con un mercato inesistente perché se non ci sono denari non si cantano messe. In parole povere se l’Euro fallisce tutti si impoveriscono e nessuno compra più, soprattutto dai principali esportatori mondiali e cioè Regno Unito e Stati Uniti. La Cina meriterebbe un discorso a parte. Loro il fabbisogno se lo creano anche senza esportare. In tutto questo c’ erano anche notizie di carattere burocratico e cioè che da oggi in poi i documenti come certificato di nascita, stato di famiglia e altri servizi comunali saranno a pagamento maggiorato. Dipende da comune a comune ma la spesa si aggirerà intorno ai sedici Euro a documento. La carta d’ identità in formato tessere (CIE cioè Carta d’ Identità Elettronica), ancora in via sperimentale parte in questo 2016 in altre due regioni (dopo la Valle D’ Aosta, Piemonte e Lombardia dovrebbero adottarle anche Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia) e varranno sei anni, non più dieci ed avranno molte informazioni in più su noi stessi come il gruppo sanguigno, tanto per dirne una e infine per fare il passaporto ci vorranno €50 in più oltre ai €100 che ci vogliono oggi. Restano intacco intoccate le categorie delle banche e delle assicurazioni ma qualcosa si sta muovendo: aumentano le autostrade ma aumentano anche i controlli sull’ evasione. Il 44% di scontrini in più nel 2015 è la media.

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