20 Febbraio 2019
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Domenica, 27 Dicembre 2015 16:42

Ringraziando il cielo. Un bilancio politico del 2015 In evidenza

Un titolo per parlare di politica. Cosa va e cosa dovrebbe cambiare

Scritto da  Dino Scodellaro
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Ringraziando il cielo non è più come qualche anno fa che bastava sparare a zero su Berlusconi, raccontare l'ultima malefatta, dire che il PD non esisteva e che l'opposizione era utopica. Ringraziando il cielo ore c'è Matteo Renzi, anzi, nel caso il presidente Matteo Renzi. Se vogliamo, il cielo, ringraziamolo pure, ma non ci culliamo troppo nell'idea di aver trovato il salvatore della patria. Per quanto sobrio, impeccabile e basito quando nella camera i grillini cominciano gli show da baraonda, il presidente Matteo Renzi usa anch'egli scuse abbastanza classiche per giustificare le sue manovre che, a detta del suo esecutivo (e in caso di successo, davvero bisognerebbe ringraziare il cielo) dovrebbero servire a raggiungere il pareggio di bilancio nel 2016. Prima delle prossime elezioni, previste per il 2018. Scuse classiche quindi. Ma si: "bisogna fare sacrifici" (ancora???), "provvedimenti inevitabili" e la più classica di tutte, quella pescata a piene mani da tutti coloro che si sono avvicendati sulla poltrona più importante di palazzo Chigi: "la situazione è grave per colpa del precedente governo"!!! Ora, ringraziando il cielo, lo spread è solo un lontano ricordo, ma attenti ad esultare. Intanto niente adeguamento delle pensioni per questo 2015, ma adeguamento Istat per gli affittuari. Guerra all' evasione. Per quanto riguarda le liberalizzazioni, ci vorrebbe un discorso a parte. Le prossime caste da colpire dovrebbero essere quelle degli avvocati, dei notai, dei medici, degli imprenditori, delle banche, delle assicurazioni, ma senza svilire le aziende o accanimenti, semplicemente evitare che solo i "poveri" paghino le conseguenze, di questa ondata di fine (?) crisi. Anche se c’è da ammettere che per alcune categorie il discorso può essere a vantaggio del consumatore, lo stesso non si può dire per tutte però.

 

In questo fine anno abbiamo visto, persino la polizia insorgere. Da premettere che la "casta dei poliziotti" non esiste. Non è una casta, nè tantomeno un organizzazione illegale come vogliono farla apparire. Sono persone, che, anche loro, lavorano e sono stipendiati dallo stato (poco o male) che si ritrovano dalla mattina alla sera nel traffico delle grandi metropoli, non riuscendo spesso a uscire perché manca la benzina nelle auto, a dover combattere contro la microcriminalità, spesso gestita dalla malavita organizzata. Ma il governo investe nelle grandi opere. Insomma, come dire: sparti ricchezza, diventa povertà. L' unica differenza tra i poliziotti e i politici è che i primi portano a casa massimo un paio di centinaio di euro al giorno, i secondi portano a casa qualcosa in più. Molto in più.

 

Ma le buone notizie ci sono, certo, ringraziando il cielo. Se qualcuno tornasse ad assumere, la cosa potrebbe essere positiva. Dovrebbero esserci delle agevolazioni per avere qualche finanziamento per aprire una qualsivoglia attività. Intanto la gente continua a suicidarsi perchè non riesce a pagare il mutuo, la televisione si occupa di altro, e i ministri continuano a farsi le vacanze senza sapere chi gliele paga. La Dandini non va più in tv, De Magistris si vede “minacciato” dalle imminenti elezioni. Il 2016 è auspicabile una migliore politica, tutto sommato nessuno può vietarci di sognare...ringraziando il cielo.

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