22 Agosto 2019
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Martedì, 26 Maggio 2015 20:20

Uber: vincono i tassisti In evidenza

20 mila euro al giorno di multa ad Uber se continuerà la sua attività considerata dal Tribunale una concorrenza sleale.

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Uber pratica una concorrenza sleale, e pertanto entro 15 giorni il servizio che viene svolto attraverso un App dovrà chiudere, in caso contrario il colosso americano dovrà pagare una multa di 20mila euro al giorno.

Lo ha stabilito il Tribunale di Milano, il Giudice Claudio Marangoni, senza tanti giri di parole chiude per il momento una app che ogni giorno cresceva a dismisura ed era utile, non solo per il trasporto cittadino, ma anche per viaggi di lungo kilometraggio.

Così i tassisti ancora una volta l'hanno spuntata, mostrando così di avere le spalle larghe ed un buon team di avvocati.

La storia è cominciata quando Uber ha creato una App che mette in contatto clienti e automobilisti normali, che offrono passaggi a pagamento, creando così una concorrenza sleale ai danni dei taxi.

Immediatamente i tassisti hanno visto puzza di bruciato, quindi sono partiti una serie di ricorsi e manifestazioni contro la multinazionale. L’Avvocato Pietro Gagliardi, responsabile sindacale per la categoria dei tassisti dell'Unione Artigiani della Provincia di Milano. Esulta "E' una grande vittoria e non l'abbiamo fatto solo per noi e il nostro lavoro, ma anche per la sicurezza degli utenti. Siamo dovuti arrivare in aula di giustizia perchè qualcuno decidesse, nessuno voleva prendersi questa responsabilità: prima di ricorrere in Tribunale ci siano rivolti a Comune, Regione, al Governo, tutto inutile”. Dichiara alla lettura della sentenza, e continua affermando che oggi è stata vinta solo una battaglia ma non la guerra, “per oggi godiamoci questo risultato, nessuno aveva avuto il coraggio di assumere questa decisione” L’Associazioni fa sapere chequella dei tassisti non è una battaglia fine a se stessa, ma il mantenimento di principi che vanno dalla sicurezza alla professionalità”

Sul piede di guerra invece Il Codacons “un danno enorme per gli utenti, perché limita la concorrenza e riduce le possibilità di scelta per i cittadini, è impensabile che un paese moderno possa essere privato di sistemi innovativi come Uber, che rispondono ad esigenze di mercato e sfruttano le nuove possibilità introdotte dalla tecnologia. Così facendo si finisce per produrre un duplice danno al consumatore finale: da un lato una minore scelta sul fronte del servizio, dall'altro tariffe più elevate per effetto della minore concorrenza". Così afferma il Presidente Carlo Rienzi che preannuncia un appello al Ministero dei Trasporti.

Uber con questo sistema stava ormai sbancando il mercato, sempre più persone si rivolgevano alla App avendo un risparmio di circa il 50%, e sempre più persone, soprattutto giovani avevano trovato un modo di guadagnare senza doversi porre troppi problemi come invece tocca fare ai tassisti, assicurazioni, tasse e via dicendo.

Uber però attraverso il suo Presidente europeo Zac De Kievit, non ci sta e preannuncia una infinita serie di ricorsi. “Ora faremo appello per evitare che centinaia di migliaia di cittadini italiani siano privati di una soluzione sicura, affidabile e economica per muoversi nelle loro città"

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