22 Agosto 2018
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Venerdì, 20 Febbraio 2015 12:35

Calcio: barbarie e razzismo In evidenza

A Parigi episodi di razzismo da parte dei tifosi del Chelsea, a Roma vandalismo dei supporter Feyenoord, la conferma che il calcio è malato

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Le partite di calcio ormai sempre più spesso sono diventate occasioni per scappellare frustrazioni e desideri di guerra da parte di depravati e orfani di intelligenza.

L’errore che si sta svolgendo in queste ultime ore è quello di credere che un intero popolo, peraltro di grande civiltà come gli olandesi, siano un accolita di ubriaconi e violenti. Tutto questo modo di pensare non fa altro che giustificare in qualche modo i danni che essi provocano. Il problema non sono i “tifosi” che seguono la squadra di calcio col preciso scopo di fare battaglia per gioco, costoro sono delinquenti del peggio delle città, il problema è capire perché con tanti modi di manifestare le loro repressioni abbiano scelto proprio il calcio, no i concerti, no l’atletica, no il teatro, ma solo ed esclusivamente le partite di calcio.

Si farebbe bene a cercare capire per quale motivo undici professionisti in campo, di città e nazioni diverse da quella in cui lavorano possano scatenare un senso di appartenenza alla maglia o la bandiera. A Parigi i tifosi del Chelsea, squadra di Londra, peraltro con una marginale storia progressista, si sono proclamati con orgoglio razzisti e hanno impedito a persone di colore di salire e stazionare nei corridoi del vagone, una ragazza è stata fatta addirittura scendere.

A Roma circa mille persone , totalmente in preda alla birra e ai suoi fumi, hanno con gioia messo a ferro e fuoco la città, rendendosene orgogliosi, Roma, il museo più bello del mondo, insieme ad Atene.

I razzisti che cercano un senso di appartenenza con la squadra del Chelsea composta da solo 3 inglesi e molti stranieri tra cui nigeriani, brasiliani, colombiani, e un serbo, non sono da meno in stupidità dai fanatici del Feyenoord (che orgogliosamente rivendicano il loro antisemitismo) cui nella loro squadra ci sono, senegalesi, cinesi, turchi e un australiano.

Cosa li fa diventare così idioti? Lo stesso discorso va esteso a tutti i team del mondo, che se ne può fregare Ronaldo dell’orgoglio della città di Madrid? E Huguain si lascerebbe morire per la città di Napoli?

Probabilmente il calcio e il suo carrozzone, è inquinato dai suoi rappresentanti e delle imbecillità che raccontano fomentando il pubblico più becero e idiota, leggiamole: Ancelotti “molti nemici molto onore” Sacchi: “nella nazionale troppi giocatori di colore” oppure i termini che si utilizzano, “dobbiamo giocare con più cattiveria” non si potrebbe dire agonismo? O i vari scandali dal calcio scommesse alle frasi di Lolito cui non vine messo sotto causa quanto lui abbia detto al Presidente dell’Ischia, ma lo stesso che ha registrato la telefonata perché è stato scorretto!

Il calcio è il pianeta del peggio, i cori razzisti, i cori omofobi, le offese sessuali alle tifose della squadra avversaria, alla moglie dell'arbitro, i coltelli, le bottiglie di vetro e il vanto di avere difeso la propria bandiera, ma quale bandiera? Quella di undici uomini in campo superpagati pronti al passare al migliore offerente? Il calcio è malato, uno spettacolo piaccia o meno in mano a barbari e delinquenti che possono fare quel che vogliono in cambio di qualche notte in guardina e l’impedimento di andare per un po’ di tempo allo stadio, ma è normale tutto questo?

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