15 Novembre 2018
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Giovedì, 09 Ottobre 2014 11:41

Napoli: la bagarre a chi conviene? In evidenza

Sembra quasi che Napoli debba continuare ad essere così, come la si conosce per i luoghi comuni

Scritto da  Roberta Mancini
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Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Conviene…conviene alimentare le “emergenze” piuttosto che costruire interventi strutturali volti a creare consapevolezza, quella consapevolezza che ti fa essere critico e analitico rispetto a un bisogno e quindi capace di intervenire in modo olistico.

Ma a chi?

Certo non a quelli che stanno organizzando il banchetto.

Bagnoli sotto una pioggia di finanziamenti, un business colossale, un secondo terremoto...

E noi quando saremo capaci di dire basta, di sottrarci ad una logica che ci vuole passivi e omertosi, che ci vuole fare accettare il fatto che se non riescono a comprarti ti fanno fuori? …

È così chiaro che stare con Luigi de Magistris è necessario…

Poco più di un paio di settimane fa (guarda caso) l’inaugurazione a Montecalvario della Fondazione Quartieri Spagnoli che vanta realtà per lo più di tutto rispetto, animata da buoni propositi di rete fuori e dentro le mura, nasce per dare una risposta ad un bisogno del quartiere, sicuramente legittimo; un po’ meno lo è se poi questo nel tempo diventa una delegittimazione del pubblico, perché lo diventa.

Se la Fondazione Banco di Napoli finanzia, sicuramente con buoni propositi asili e scuole nelle periferie adducendo che il bello è educativo e che va finanziata l’eccellenza, si sta spostando il problema, perché le condizioni non sono paritarie. perché è normale che una scuola privata possa permettersi i guru della pedagogia e quant'altro quando a pagarli sono le rette dei privati.

Il problema non è la collaborazione fra le varie realtà che compongono la società civile nel partecipare ai processi costruttivi della stessa, ma che non ci siano dei giochi politici.

E allora è inevitabile che la scuola torni ad essere non uguale per tutti nei fatti, come non lo è più la giustizia e tutti quanti i diritti che portavano ad un’emancipazione dello stare al mondo (vedi la posizione dell’articolo 18 che prende l’Europa, un allineamento monco di un pensiero politico soggetto solo alle regole del mercato, (una “democrazia occidentale” che ha fatto suo il concetto di “esportazione” magari con le bombe piuttosto che con l’estendere i i diritti ai lavoratori in tutto il mondo).

Nello spacco, incontrando un amico, racconto a caldo l’inquietudine provata nel vedere i soliti noti: no, non è per ingenuità (avevo anche indossato una collana da “guerriero sapendo a cosa andavo incontro) ma così sfacciatamente palese… a volte ritornano commenta.

Ma il problema (lo sappiamo bene) è che non se ne sono mai andati,. Nè mai se ne andranno se non ci sottraiamo alle logiche di convenienza di cui sopra ( ma che per noi non lo sono affatto) e dalla illogica fatalità che ci vuole appartenenti ad un destino continuando ad accettare a testa bassa lo “stato di fatto”.

…Il sonno della ragione genera mostri…

Lo dovremo tenere sempre a mente come un mantra…

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