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Lunedì, 04 Agosto 2014 20:17

Novità in tavola: spezzatino di Senato In evidenza

Dal giorno dello “stai tranquillo Enrico” 180 giorni, non si è visto tanto, tutta colpa della riforma per governare meglio, la luna di miele tra Renzi e il Paese comincia il viale del tramonto

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Un Paese come il nostro, con due italiani su tre in casa per tutto agosto, la spesa sempre più difficile da fare, e la rinuncia a qualsiasi divertimento e di riflesso cultura zero, ma soprattutto una paurosa caduta di occupazione e di risorse, oltre la certezza di avere oltre 10 milioni di italiani che vivono in assoluta povertà. Fatta questa analisi, che qualunque lettore di giornale o fruitore di telegiornali può condividere, ci s’imbatte in una questione che ci sembra opportuno raccontare.

Il Governo quando assume l’incarico ha già ben in testa un piano di lavoro, mica lo si fa dal giorno dopo che ci si insedia, quindi il 14 agosto fanno sei mesi dalla famosa frase dedicata ad Enrico Letta, che fece da anteprima alla “ambizione smisurata” Abbiamo visto in diretta streaming il dibattito con Grillo e gli intenti delle cose che si sarebbero dovute fare, “subito…diciamo in due tre mesi” ebbe a dire con fare manageriale Renzi a Grillo.

Abbiamo visto gli ottanta euro che è vero che è stato un fatto unico nella Repubblica Italiana, e poi una serie di battiti e dibattiti sull’Italicum e la riforma del Senato, allora si è entrati nella palude delle sabbie mobili della politica.

I Governi Berlusconi persero mesi anni e legislature con la riforma della giustizia, che è si un grande problema, ma non è il primario in un paese che vede chiudere migliaia di registratori di cassa al giorno. Legislature intere dedicato ad un problema che era “il cardine per poter meglio governare” dicevano gli ambienti vicino a Berlusconi, senza una giustizia giusta non si può lavorare tranquilli, raccontavano ad un Paese che solo l’orgoglio e l’amor proprio non lo fa urlare e protestare. Quel progetto costò al Paese leggi, emendamenti, richieste di fiducia, annullamenti da parte della Consulta, ricorsi e votazioni che avevano sempre il pieno dei presenti, del Governo soprattutto, e considerato che tra una fiducia e l’altra passano circa sette otto giorni, in quel periodo il Paese si fermava, i Ministri non potevano svolgere altrove le loro funzioni per essere sempre presenti a Roma, quell'ossessione della riforma della giustizia causò anche più di una scissione nei gruppi di Berlusconi.

Da mesi stiamo assistendo ad un tormentone che sembra la fotocopia della precedente puntata, “la riforma del senato” che di fatto come fu quella per la giustizia di Berlusconi, sta piano piano assumendo gli stessi crismi e le stesse perplessità su quanto sia folle cambiare articoli costituzionali senza aprire un dibattito primo nel Paese e poi alle massime Istituzioni.

Renzi aveva ed ha fretta perché "il mondo corre a una velocità doppia della nostra", ha bisogno di una riforma costituzionale, dell’abolizione di una Camera nel nostro Paese altamente rappresentativa, di mantenere un patto privato fatto da due persone che piaccia o no non rappresentano il Paese.

In tutta questa storia non ci convincono due cose, la fretta, non se ne vede il bisogno, e infine l’utile, ci accorgiamo di tutto ciò dalle grida che sentiamo, di quella che lentamente sta uscendo fuori come l’obbligo ad avere ragione, ascoltatele le grida, “vogliono fermarci ma non ci riusciranno, Vincano pure al Senato che tanto poi alla Camera la cambiamo come vogliamo noi, vogliono salvare la poltrona e lo stipendio e i privilegi", e infine la classica immancabile minaccia da prima repubblica, “se non passa questa riforma si va alle elezioni” e sarebbe meglio rispondiamo noi, almeno finalmente ci sarà qualcuno che governerà nel nome del suffragio universale.

Sembra folle questo Paese corre il rischio di andare alle elezioni perché un gruppo trasversale in Senato, e il Partito più votato del Paese, i cinque stelle, la lega e Sel dicono che questa riforma non gli piace, invece di mettersi a discutere pensano alle elezioni.

La luna di miele tra il paese e Renzi è all’inizio del viale del tramonto, un Paese come questo e in queste condizioni avrebbe dovuto per primo cercare accordi su riforme strutturali, liberalizzazioni, preparazione di grandi opere e intelligenti, tipo la green economy, che fine ha fatto? Questo ci saremmo aspettati nei primi cento -duecento giorni, riforme del lavoro, creazione di posti, difesa dei diritti civili, e ci mettiamo anche i due marò, ma a proposito che ne è? Nulla, per non parlare dei morti che arrivano dal mare, dei fiumi inquinati, della terra dei fuochi e del dissesto geologico, questa e l’Italia, e prima di tutto questo viene il “patto del nazareno”. Stiamo assistendo ad una presa del potere fine a se stesso, abolizione di tuti i problemi, il voto di due camere può essere fastidioso, può costringere a dialogare e non a comandare, così come le preferenze, l’importante è che tutto venga deciso da una, o due persone, perché l’Italia non è più rappresentata dai Partiti, ma dalle persone e dal suo culto

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