29 Aprile 2017
RSS Facebook
Giovedì, 04 Febbraio 2016 18:04

Gli edifici di Napoli cadono a pezzi, urge la messa in sicurezza

Intervista all'Ing. Elio Cobror, libero professionista napoletano impegnato in una campagna di sensibilizzazione per il recupero del patrimonio edilizio pubblico e privato della città

Scritto da 
Vota questo articolo
(0 Voti)

 

Il 15 settembre scorso, presso la Basilica di San Giovanni Maggiore, si è tenuto un convegno sulla messa in sicurezza degli edifici della città di Napoli al quale hanno partecipato autorevoli esponenti del mondo universitario e imprenditoriale e rappresentanti delle Istituzioni, tra i quali l'Assessore alle Politiche Urbane, Urbanistica e Beni Comuni del Comune di Napoli, Prof. Arch. Carmine Piscopo. Il convegno, promosso dall'Ing. Elio Cobror e organizzato con il contributo dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli, ha rappresentato il punto di partenza di una campagna di sensibilizzazione che l'Ing. Cobror sta portando avanti per la messa in sicurezza degli edifici della città.

Abbiamo intervistato l'ingegnere per chiarire, alla luce degli ultimi accadimenti, quale è l'attuale stato di conservazione e sicurezza dei nostri edifici e quali sono le priorità.

 Alla luce del convegno del 15 settembre 2015 è emerso che almeno il 70% degli edifici di Napoli e Provincia non rispetta le vigenti normative in materia di sicurezza, può chiarirci da quali dati deriva tale percentuale? In realtà non esiste una banca dati in base alla quale si è potuto effettuare un calcolo preciso. La percentuale da lei richiamata rappresenta solo una stima, effettuata in base agli elementi forniti dall'esperienza di molti addetti ai lavori: tecnici del settore, imprese, amministratori di condominio, ecc. In base alla mia esperienza, credo che la suddetta percentuale sia addirittura riduttiva se si considerano tutte le normative di sicurezza che devono rispettare gli edifici relativamente alla stabilità delle facciate, alla staticità, agli impianti, alla prevenzione incendi, alla presenza dei manufatti contenenti amianto, ecc.

 Secondo lei, per quale motivo si è arrivati ad una percentuale così alta di inadempienze? Purtroppo in Italia, soprattutto nelle regioni del sud, c'è una notevole propensione al non rispetto delle regole, soprattutto quando le regole vengono percepite come consigli che non conviene seguire. Se a ciò si aggiunge un'atavica mancanza di controlli da parte di chi è preposto a controllare, ecco che ci si ritrova in una quasi totale anarchia. In sostanza: esistono regole ben precise, che individuano con altrettanta precisione quali sono gli organismi preposti ad effettuare i controlli e le verifiche e quali sono le sanzioni da applicare agli inadempienti, ma la situazione resta drammatica e tende addirittura a peggiorare.

 Per quale motivo non si effettuano i controlli previsti dalla legge? Questa è una domanda alla quale dovrebbero rispondere le Istituzioni preposte ad effettuare i controlli, mi riferisco al Comune, alle AA.SS.LL., ai VV.F., alle Forze dell'Ordine, ecc., le quali sono solite lamentare carenze di organico e/o carenze formative del personale. Io invece ho l'impressione che si tratti semplicemente di carenze organizzative e, in alcuni casi, di priorità di carattere politico, piuttosto che di altro. 

 Quali sono le conclusioni a cui si è arrivati dopo il convegno del 15 settembre dello scorso anno? Alla luce del convegno mi ero illuso che qualcosa potesse cominciare a migliorare. Oggi, a distanza di cinque mesi, devo con rammarico constatare che le promesse fatte non si sono tramutate in fatti.

A quali promesse si riferisce? Nel corso del convegno del 15 settembre scorso, l'Assessore Piscopo aveva auspicato una collaborazione tra il Comune, gli Ordini Professionali, l'Università e le altre Istituzioni, soprattutto in termini di programmazione, di prevenzione e di controllo. Il Prof. Ing. Andrea Prota, Consigliere Segretario dell'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli, aveva dichiarato che l'evento rappresentava solo l'inizio di una serie di azioni che l'Ordine intendeva intraprendere, mettendo a disposizione la professionalità e le conoscenze dei propri iscritti, addirittura ponendo come prioritari ed importanti alcuni punti come l'incentivazione economica, la sensibilizzazione e l'informazione degli Amministratori di Condominio, l'informatizzazione e il monitoraggio delle Ordinanze che vengono emesse dal Comune e l'emanazione di Linee Guida relative alle tipologie di interventi attuabili per la messa in sicurezza degli edifici. Purtroppo nulla di tutto quanto auspicato ha avuto inizio.

Quindi è tutto fermo? Se si riferisce alle Istituzioni, si, se si riferisce al sottoscritto, le posso garantire che la mia iniziativa non avrà fine se non avrò ottenuto ciò che intendo ottenere ovvero la regolare messa in sicurezza e manutenzione degli edifici pubblici e privati della nostra città. Per raggiungere tale obiettivo ho persino abbozzato di mio pugno un Protocollo di Intesa tra l'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli e il Comune di Napoli al fine di agevolare i controlli e di incentivare i privati, il tutto a costo zero per il Comune. Tale documento, dopo alcune piccole variazioni, è stato approvato dalle parti, cioè dal Presidente dell'Ordine Ing. Luigi Vinci e dall'Assessore Piscopo, ma non è stato ancora firmato.

 Per quando è prevista la firma? Allo stato attuale, credo che il documento non sarà mai firmato. Se pensa che ho preparato la bozza alla metà dello scorso mese di ottobre 2015 e che il documento definitivo risulta pronto da ben prima dello scorso Natale, può mai credere che si intenda firmare il documento? Solite chiacchiere, solite promesse, ma nulla di concreto.

Secondo lei quali sono i motivi che ostacolano la cosa? Già le ho specificato che, al di là di qualsiasi promessa di fare, in realtà nessuno ha l'intenzione di agire concretamente affinché la diffusa illegalità che riguarda gran parte degli edifici di Napoli venga repressa o quantomeno limitata.  La gente quando deve mettere mano al portafogli storce sempre il naso, si immagini se coloro che dovrebbero controllare, informare e/o stimolare trovino interesse a sollevare la questione, quando essi stessi potrebbero ritrovarsi nella condizione di dover adeguare l'edificio in cui abitano.

Quindi a suo parere c'è chi tenta di ostacolare l'iniziativa per interessi propri? Questo non sono in grado di affermarlo con certezza, ma, alla luce dei fatti, chiunque sarebbe autorizzato a trarre conclusioni del genere. Altrimenti come si potrebbe spiegare cotanto menefreghismo? Oltretutto costoro non riescono a comprendere che, promuovendo, incentivando e, laddove necessario, obbligando la messa in sicurezza e il rispetto delle regole che riguardano gli edifici, oltre a rendere più sicuro e decoroso il patrimonio immobiliare della città, si ridarebbe fiato all'edilizia e all'impiantistica da sempre volani della nostra economia.

Come intende proseguire Ingegnere? Dal momento che, in base ad alcune notizie che mi sono pervenute, ho una ragionevole certezza che l'Ordine al quale appartengo e con il quale avevo intrapreso una strada che pensavo fosse di comune interesse, continua a nicchiare e ad essere affaccendato in faccende che, forse, qualcuno ritiene più importanti, sto pensando di creare un'Associazione di professionisti dedicata al tema "Messa in Sicurezza degli Edifici" con la quale raggiungere un'intesa con il Comune per avviare finalmente una serie di controlli in termini di rispetto delle vigenti normative, in modo da incentivare la messa in sicurezza attraverso una serie di azioni concrete. Spero di riuscire quanto prima, ancor prima delle prossime elezioni comunali, a fare qualcosa di concreto per cercare di rendere più sicura e abitabile la nostra città.

 

 

Letto 3511 volte

ILeggi le altre notizie nostri Partners

BannerLeggi le altre notizie AD Sense