19 Giugno 2019
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Domenica, 10 Agosto 2014 00:00

I GAS NERVINI, KILLER INVISIBILI: come uccidono? In evidenza

I gas nervini costituiscono la più potente arma chimica attualmente in circolazione,per tossicità elevatissima per facilità di diffusione, difficoltà di rilevamento

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Gli aggressivi chimici sono sostanze altamente tossiche atte ad uccidere od inabilitare individui ed a rendere temporaneamente inabitabili aree piuttosto estese. Oltre all'elevata tossicità, gli aggressivi chimici devono possedere anche altre qualità come: - persistenza sufficiente- insidiosità di azione- difficoltà di rilevamento- difficoltà di protezione In base al loro principale effetto finale, gli aggressivi chimici vengono classificati in: - Tossici generali (acido cianidrico, ossido di carbonio, etc.) - Tossico - soffocanti - Vescicatori - Lacrimogeni , orticanti e vomitatori - Anticolinesterasici (nervini di prima e seconda generazione).

Gli aggressivi chimici noti genericamente come gas nervini costituiscono la più potente arma chimica attualmente in circolazione, principalmente a causa dell'elevata tossicità, della facilità di dispersione e della rapidità d'azione.

Sono Tossici della funzione neuromuscolare (o tossico-sinaptici) cioè provocano il blocco della funzione neurale a livello sinaptico. Nell'impiego pratico degli aggressivi chimici, nel corso del tempo sono stati impiegati vari mezzi, che vanno dalle bombe a mano alle bombe d'aereo. Attualmente, gli unici mezzi previsti sono i proiettili di artiglieria (per l'impiego a livello tattico) ed i missili (per l'impiego a livello strategico).

Ad esempio, la letalità del VX, il più noto dei gas nervini di seconda generazione, è enormemente superiore a quella del più potente agente tossico-sinaptico di prima generazione (il Soman, V. voce a se). I gas nervini di prima e seconda generazione, sonoo tutti dei potentissimi inibitori della colinesterasi, un enzima responsabile del processo di idrolizzazione dell'aceticolina, un importantisismo neurotrasmettitore. Quando i nervini penetrano nell'organismo, la colinesterasi viene INIBITA, e l'acetilcolina ostruisce le giunzioni tra i neuroni, impedendo così la trasmissione degli impulsi nervosi e, conseguentemente, il funzionamento del sistema nervoso. Se a livello molecolare, l'inibizione dell'acetilcolina è dunque il sintomo evidente dell'avvelenamento da gas nervini, in ambito fisiopatologico sono ravvisabili in sequenza: - sangue da naso - fitte al torace - indebolimento della vista - restringimento (miosi) delle pupille - eccessiva sudorazione - defecazione e minzione involontaria - mal di testa - sonnolenza - arresto respiratorio - morte (per arresto respiratorio).

MODALITA' DI DIFFUSIONE

Gli agenti nervini possono essere dispersi sotto forma di gas, vapore o liquido. Attaccano direttamente il SNC penetrando nel corpo per inalazione, contatto epidermico o assunzione di cibo contaminato.

SINTOMI TIPICI

 I sintomi sono alquanto variegati, dipendendo principalmente dalla quantità di sostanza assorbita. Con bassi dosaggi si ha l'aumento della salivazione, epistassi (sangue da naso), miosi della pupilla e mal di testa. Con dosaggi maggiori si hanno difficoltà repiratorie, secrezioni di muco, crampi allo stomaco, vomito, rilascio involontario di feci ed urina e tremori. Concentrazioni molto elevate provocano convulsioni, perdita di coscienza e paralisi respiratoria.

EVOLUZIONE

Pochi milligrammi di agente nervino assorbiti per inalazione provocano la morte in un paio di minuti!! Se l'agente penetra nell'organismo attraverso la pelle, i sintomi si hanno dopo 25 - 30 minuti, ma la morte sopravviene comunque in maniera molto rapida.

STRUMENTI DI CURA E PROFILASSI

Attualmente esistono antidoti molto efficaci contro gli agenti nervini, ma devono essere somministrati immediatamente!! Esistono anche dei trattamenti preventivi contro gli agenti nervini, che però sono in grado solo di ridurre gli effetti dell'avvelenamento, ma non di annullarli: proprio per questo motivo l'antidoto è sempre necessario!

Tutto il personale che maneggia queste sostanze deve essere costantemente equipaggiato con i rispettivi antidoti (normalmente Atropina e/o Obidoxim), in maniera tale da poterli utilizzare immediatamente qualora ciò fosse necessario. Pere questo motivo, le FF.AA. di tutti i Paesi dispongono di siringhe autoiniettanti di atropina nel loro equipaggiamento individuale (c.d. kit "Anti-N.B.C.").

Per meglio comprendere l'azione patologica degli aggressivi anticolinesterasici (agenti tossico-sinaptici o agenti nervini) occorre fare mente locale al meccanismo biologico di trasmissione degli impulsi nervosi. Nei punti di connessione delle fibre nervose con i fasci muscolari e nei punti di diramazione delle stesse fibre nervose esistono particolari strutture fisico-anatomiche, dette SINAPSI, attraverso le quali lo stimolo viene trasmesso grazie ad una mediazione chimica. Le sostanze chimiche che operano questa trasmissione (c.d. neurotrasmettitori) sono principalmente l'acetilcolina, l'adrenalina e l'istamina, ciscuna svolgente una funzione specifica e, quindi, non intercambiabili tra di loro. Le sinapsi colinergeniche funzionano essenzialmente in base ad un meccanismo alternativo di esterificazione ed idrolisi. All'arrivo dello stimolo un amminoacido, la colina, si esterifica con l'acido acetico formando l'acetilcolina: quest'ultima trasmette l'impulso nervoso. Al cessare dello stimolo, un enzima specifico, la colinesterasi, idrolizza rapidamente l'estere (in circa 4 millesimi di secondo), formatosi in precedenza, originando nuovamente colina ed acido acetico: questa reazione inversa determina la cessazione dello stimolo. Gli agenti anticolinesterasici agiscono su questa reazione impedendo la cessazione dello stimolo nervoso (N.B. per questo motivo si dice che la sinapsi "...rimane sempre accesa..."!!), la cui conseguenza è uno stato momentaneo di iperfunzione seguito rapidamente da paresi!! Lo stimolo continuo del (sistema) parasimpatico genera inoltre convulsioni e miosi (restringimento) pupillare.

La profilassi è del tutto impossibile, poichè gli agenti nervini penetrano nel corpo umano essenzialmente tramite l'epidermide. I consueti sistemi di difesa dagli aggressivi chimici, compresa la maschera antigas sono del tutto inutili, salvo che non si abbia la fortuna di averla già indossata insieme ad un equipaggimento Anti - N.B.C. completo!! L'unica "...forma di prevenzione..." se così la vogliamo chiamare, è quella affidata a speciali rilevatori CHIMICI od ELETTRONICI. Per contrastare l'effetto dei nervini, una volta che il contagio è conclamato, è necessario somministrare sostanze in grado di neutralizzare l'azione anticolinesterasica. Dal momento che la morte è estremamente rapida, è NECESSARIA l'assunzione immediata di specifici ANTIDOTI, quali : - L' Obidoxim, un ossido particolare in grado di reagire con la colinesterasi inibita e di rimuovere l'agente nervino rigenerando l'enzima. - L'Atropina, una sostanza particolare in grado di legarsi chimicamente alle sinapsi lasciate permanentemente "alterate" dall'agente nervino - La Fistostigmina (od altro prodotto equivalente), una sostanza in grado di legarsi alle sinapsi e di idrolizzare, lentamente e continuamente, la colinesterasi, rilasciando così l'acetilcolina necessaria a ripristinare gli ordinari processi nervosi La procedura generale per il trattamento in caso di intossicazione da gas nervini è la seguente: - togliere i vestiti del soggetto contaminato - sciaquare la cute - somministrare atropina in dose di 2mg (adulti) per via endovenosa od intramuscolare (N.B. 0,01 - 0,05mg per i bambini) - ripetere la somministrazione di atropina ogni 15 - 60 minuti in caso di assenza di segni di tossicità da somministrazione di atropina - somministrare cloruro di pralidossina in dose da 1 - 2g (adulti), per via endovenosa, ogni 15 - 30 minuti (N.B. 20 - 40mg per i bambini) - somministrare ossigeno ed effettuare la necessaria assistenza respiratoria - non usare mai morfina o aminofilina - agire in maniera tale che il personale medico eviti l'autocontaminazione!!

CENNI STORICI

Il primo impiego bellico degli aggressivi chimici avenne il 22 marzo 1915, sul fronte di Ypres, quando i tedeschi lanciarono del Cloro in forma gassosa, causando 5000 morti e circa 10000 intossicati tra i nemici del tutto impreparati. Successivamente, i tedeschi effettuarono altri attacchi con il Cloro e con il Fosgene (V. voce a se), ma con effetti del tutto inferiori alle aspettative, dal momento che i nemici si erano ormai dotati di apposite maschere antigas. Tra il 13 ed il 14 luglio 1917, i tedeschi effettuarono un ulteriore attacco sul fronte di Ypres, con un nuovo aggressivo chimico, l'iprite, prima di allora sconosciuto, che fece oltre 6000 morti. Successivamente, al fine di rendere inutile l'uso delle maschere da parte dei nemici, i tedeschi svilupparono le arsine, che passando attraverso i filtri delle maschere e provocando un intenso effetto vomitatorio, costringevano i soldati nemici a togliersi le maschere, lasciandoli così esposti ad altri gas lanciati contemporaneamente. Nel 1918 gli americani realizzarono un nuovo agressivo chimico di tipo vescicatorio, la Lewisite , che però non venne mai usata nel primo conflitto mondiale dal momento che la guerra era appena finita.

 

Con il secondo conflitto mondiale si ripropose la possibilità di impiegare gli aggressivi chimici su vasta scala.

In Germania, il Prof. Gerhard Schrader, partendo da alcuni studi effettuati in Svizzera sugli insetticidi, realizzò la prima famiglia di gas nervini, che vennero prodotti in grande quantità in uno stabilimento sotterraneo supersegreto nella foresta di Dyhernfurth (una località a nord di Breslavia, ove esisteva uno stabilimento con una superficie di 1Km2). L'idea era quella di impiegarli tramite il supporto dell'arma aerea, che aveva avuto un grandissimo sviluppo nella Germania nazista.

Se fossero stati impiegati secondo le idee dello Stato Maggiore tedesco, sicuramente i gas nervini avrebbero prodotto un numero complessivo di vittime di gran lunga superiore a quello delle morti legate all'attacco nucleare americano sul Giappone. Questo non avvenne mai perchè durante la seconda parte della guerra la Germania aveva perso del tutto la superiorità aerea che possedeva, viceversa, durante le primissime fasi della guerra. Subito dopo la fine seconda guerra mondiale, vennero sviluppati ulteriori agressivi chimici fra cui i nervini di seconda generazione, nuovi tipi di gas lacrimogeni ed agenti in grado di interferire in maniera temporanea con le funzioni del SNC.

Letto 12810 volte Ultima modifica il Martedì, 19 Luglio 2016 12:40

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