23 Marzo 2019
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Martedì, 17 Febbraio 2015 17:44

Qualche domanda a... Alessandra Clemente

Assessore ai Giovani, con delega ai giovani e alle politiche giovanili, creatività e innovazione.

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16/02/2015 - Ci troviamo al Palazzo San Giacomo - Comune di Napoli - nello studio della Dottoressa Alessandra Clemente, che ringraziamo per averci concesso un’intervista in relazione al suo ruolo di Assessore ai Giovani.2

 Dottoressa Clemente, secondo me lei ha un assessorato molto importante soprattutto tenendo conto delle sue deleghe che sono: delega ai giovani e politiche giovanili, creatività e innovazione. Deleghe notevoli perché riguardano il futuro dei giovani.

1. Come ha affrontato questo suo incarico tenendo conto che anche lei è molto giovane?

2. Assessore, lei punta molto sulla creatività e sulla innovazione, quali sono stati i progetti che sono stati realizzati?3

3. Lei ritiene che senza cultura non si possono affrontare tante problematiche, (penso alla violenza sulle donne), quali sono i percorsi che lei ritiene siano necessari affinché la cultura possa essere la base di una maggiore consapevolezza che le differenze di genere non devono generare violenza?

 4. Sabato scorso era San Valentino e domani si chiude la manifestazione Chocolandia, come ha vissuto questi due eventi?6

 5. In passato ha partecipato a diversi eventi di alcune associazioni che si occupano di giovani di zone disagiate, per esempio Accendi una Stella For You; ci può dire cosa ne pensa di queste iniziative?

 6. Per il futuro che cosa sta preparando il suo assessorato?

 Alessandra Clemente, Presidente della Fondazione Silvia Ruotolo e Assessore ai Giovani del Comune di Napoli, era una bambina di dieci anni quando, dal terrazzo del suo appartamento, ha visto la mamma cadere sotto dei colpi d’arma da fuoco mentre rincasava tenendo per mano Francesco, il suo fratellino minore. Silvia Ruotolo aveva 39 anni quando è stata assassinata “per caso” durante un regolamento di conti tra camorristi.

5Racconta Alessandra Clemente: “Uno dei regali che ho ricevuto dopo tanta sofferenza è stato l’incontro con Don Ciotti e con Libera, l’associazione da lui creata per combattere le mafie. Poco tempo dopo la tragedia si presentò a casa per dirci ‘Se vorrete, noi saremo al vostro fianco’, facendoci subito sentire meno soli. Così è nata l’idea di creare una Fondazione a nome di mia madre, che potesse fare qualcosa per i giovani, visto che lei era una insegnante”. (www.donneuropa.it)

Letto 734 volte Ultima modifica il Mercoledì, 04 Marzo 2015 08:33

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